
spiega che “il pidocchio dei capelli èun parassita che vive soltanto a contatto
del cuoio capelluto e si nutre delsangue dell’ospite (ndr – è diverso da
quello del corpo e da quello del pube).
La temperatura del cuoio capelluto è ideale per il pidocchio; infatti al di fuori
di esso, il parassita muore al massimo in 2 giorni, in genere meno di 1. Il pidocchio
si sviluppa grazie alla sua massima riproducibilità: dopo 2 mesi da
un solo parassita, attraverso la deposizione delle uova, si arriva fino a 45mila.
La trasmissione avviene per contatto diretto con la testa di una persona infestata;
si ritiene possibile anche il contatto indiretto attraverso vestiti, sciarpe,
cappelli, ecc.
L’infestazione non è influenzata dalla lunghezza dei capelli; spesso provoca
prurito. In breve i pidocchi vengono favoriti dalle condizioni ambientali
(temperatura caldo – umida) e dalla grande riproducibilità. Il periodo dell’anno
in cui i pidocchi si sviluppano maggiormente è quello autunnale, invernale,
e primaverile con l’inizio dell’anno scolastico. Quest’anno ci sono
stati casi di Pediculosi anche nella stagione estiva”.
IL CONSULENTE DELLA PULITER
CLAUSI ha sottolineato che “l’unico intervento è la collaborazione delle
Scuole" a sensibilizzare i Genitori con il fine di segnalare il 1° caso di Pediculosi
ad inizio anno scolastico. E’ importante ricordare che appena si scopre
il 1° caso sia in famiglia che a scuola, tutti i conviventi devono essere controllati.
Certamente sono tramontati i tempi delle rasature dei capelli a zero, che era
no alquanto mortificanti. Gli oggetti, che hanno un ruolo meno importante
nella trasmissione, devono essere trattati come segue:
- spazzole e pettini: vanno immersi nell’acqua calda (almeno 54°C), con
eventualmente diluito il prodotto indicato per il trattamento;
- biancheria, cappelli e così via: vanno lavati in lavatrice a 60°C od a secco.
E’ pure efficace chiuderli per qualche giorno in sacchi di plastica.
In commercio esistono numerosi prodotti:
- quello di 1° scelta è la permetrina 1%, disponibile in forma di crema da applicare
dopo lo shampoo e risciacqua ta dopo 10 minuti primi. E’ consigliata
una 2° applicazione 7-10 giorni dopo la 1°; - un trattamento di 2° scelta è il malathion
0,5% , un insetticida organofosforico, disponibile sotto forma di lozione
da applicare sulla capigliatura asciutta per 10 minuti primi, seguita
da un lavaggio con un normale shampoo.
Uccide sia il parassita che l’uovo (non viene consigliato come 1° scelta
perché ha un alto contenuto di alcool); - le piretrine : sono di origine vegetale
e sono neurotossiche nei confronti del pidocchio. Sono controindicate negli
allergici al crisantemo. Non sono attive sulle uova (o lèndini); sono stati
osservati casi di resistenza del parassita.
Nessuna delle 3 sostanze citate ha effetto preventivo!
L’UNICA PREVENZIONE E’ AGIRE CONTEMPORANEAMENTE NEL NUCLEO
DELLA COMUNITA’ (Famiglia, Scuola). I capelli vanno pettinati con la pettinessa
che mette in evidenza il pidocchio e le uova e ne permette l’eliminazione
meccanica. Il bambino può rientrare a scuola dopo il 1° trattamento. Non è necessario
che siano anche state rimosse le uova. IL CONSULENTE DELLA PULITER
CLAUSI conclude “mostrando il cosiddetto “diario del pidocchio”, che è di
10 settimane e serve per gestire meglio l’epidemia, essendo uno strumento di
controllo per i Genitori. Dovrebbe essere distribuito a tutte le Scuole con
una circolare redatta sulla base delle indicazioni della Regione. Se tutto ciò
non è sufficiente per contenere l’epidemia, in collaborazione con la Pediatria
di Comunità, come Dipartimento si attivino per incontrare i Genitori e gli
Insegnanti e spiegare le tecniche di autocontrollo.
«La nostra preoccupazione è il non abuso di sostanze chimiche perché possono
scatenare reazioni allergiche del cuoio capelluto; anche il non fare trattamenti
preventivi. Importante provvedere alla disinfestazione
mirata dentro le scuole che attualmente non viene effettuata»
Due curiosità simpatiche relative alla storia dei pidocchi: nel Medioevo si pregava
San Giona, quale Protettore di chi portava i pidocchi ed il pidocchio è il n°
87 se si vuole giocare la smorfia napoletana”.
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