<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142</id><updated>2011-09-09T06:00:29.952-07:00</updated><category term='lavoro'/><category term='casa'/><category term='ristorante'/><category term='ufficio'/><category term='topi'/><category term='pulizia di primavera'/><category term='DISINFEZIONE'/><category term='pediculoso'/><category term='ristorazione'/><category term='piccioni volatili disinfestazione'/><category term='igiene'/><category term='sanità'/><category term='haccp'/><category term='cucina'/><category term='A/H1N1'/><category term='casahttp://www.lapuliter.it'/><category term='casa famiglia'/><category term='natale 2010'/><category term='salute'/><category term='DISINFEZIONE  AMBIENTI DA VIRUS E BATTERI'/><category term='disinfestazione'/><title type='text'>AMBIENTE E SALUTE</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>45</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-8062232980522516940</id><published>2011-08-09T02:42:00.000-07:00</published><updated>2011-08-09T02:42:58.521-07:00</updated><title type='text'>Quando toilette fa rima con pulito</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;em&gt;agli spazi comuni alle camere, la toilette è un ambiente da pulire sempre con cura, a maggior ragione in albergo..&lt;/em&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.tripadvisor.it/LocationPhotos-g812125-d651123-Hotel_Schwarzenstein-Lutago_Trentino_Alto_Adige.html"&gt;&lt;img alt="Foto di Hotel Schwarzenstein, Lutago" src="http://media-cdn.tripadvisor.com/media/photo-s/01/c1/40/1d/panorama-bagno.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Questa foto di &lt;a href="http://www.tripadvisor.it/Hotel_Review-g812125-d651123-Reviews-Hotel_Schwarzenstein-Lutago_Trentino_Alto_Adige.html"&gt;Hotel Schwarzenstein&lt;/a&gt; è offerta da TripAdvisor.&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;I servizi  igienici rappresentano un ambiente determinante per l’offerta di un buon  servizio alberghiero. Dalla toilette degli spazi comuni ai bagni  architettonicamente sempre più ricercati che si trovano nelle singole  camere, questi ambienti hanno sempre bisogno di adeguati interventi di  pulizia e igienizzazione. Ne va della qualità del soggiorno e, in ultima  battuta, della fidelizzazione del cliente. Chi mai tornerebbe in un  &lt;a href="http://www.lapuliter.it/"&gt;albergo&lt;/a&gt; e, in generale, in una struttura ricettiva con i bagni sporchi? A  domanda retorica, risposta scontata: nessuno, è evidente. E quando in  ballo c’è anche la nostra salute, non c’è da scherzare. Bisogna pulire  bene, rispettando le corrette procedure. Viene poi la scelta di  prodotti, attrezzature e macchinari, altrettanto centrale. Detto questo,  la pulizia del servizio igienico resta in ogni caso una delle più  difficoltose, vuoi per la tipologia di sporco che vi si incontra, vuoi  per l’alto rischio insito nell’ambiente stesso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;Ecco perché  nulla, in un contesto come questo, può essere lasciato al caso; al  contrario, tutto deve essere programmato e svolto secondo procedure ben  precise. Per scoprire che, in albergo, anche la toilette può diventare  un punto d’eccellenza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif; text-decoration: underline;"&gt;Analizziamo le varie fasi : &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;Preparazione del materiale&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;La procedura  ha inizio con la fase di preparazione del materiale. Il carrello per le  pulizie giornaliere, innanzitutto, va predisposto seguendo criteri di  funzionalità e praticità, a partire dal codice- colore: si dovranno  predisporre panni rossi e blu, &amp;nbsp;accoppiati abrasivi-spugne e cartello  indicatore di pavimento bagnato o interdizione al traffico, per evidenti  ragioni di sicurezza. Inoltre si prepareranno l’attrezzo per la  scopatura a umido, garze monouso o frange, attrezzo per il lavaggio,  frange per il lavaggio, vaporizzatori. Si passa poi alla preparazione  del detergente, che sarà un formulato neutro o  disinfettante/sanificante, un disincrostante per uso giornaliero e  periodico da diluire, eventualmente dei pronti all’uso; quindi sacchi a  perdere per cestini portarifiuti, materiali di consumo, frettazzo e  relativo abrasivo e cartello di interdizione al passaggio mentre si  svolgono le operazioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;Raccomandazioni  importanti riguardano la manipolazione dei prodotti detergenti. Questi  ultimi vanno innanzitutto identificati; quindi, in caso di frazionamento  del prodotto, i flaconi andranno etichettati. Va da sé che non bisogna  assolutamente cercare di riconoscere i prodotti annusandoli o  tastandoli…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;Le etichette  dei prodotti vanno quindi lette con estrema attenzione, e l’impiego dei  detergenti deve essere coerente con le specifiche operazioni indicate.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;Veniamo al  dosaggio dei prodotti, ove non pronti all’uso. Due le fasi: una prima  azione prevede di versare nel secchio, flacone e/o vaporizzatore la  quantità di acqua necessaria; quindi andrà versata nell’acqua la dose di  prodotto indicata.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;Quanto al  deposito, i prodotti pericolosi vanno conservati in locali o spazi  appositi, e chiusi a chiave; se il prodotto viene travasato, è  necessario riportare l’etichetta sul nuovo contenitore. I prodotti non  etichettati vanno eliminati.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;Diverse le  precauzioni da osservare: evitare di mescolare due detergenti fra loro;  non travasare mai il contenuto di un contenitore in un altro che non sia  identico, tanto meno in un contenitore anonimo (ad esempio una  bottiglia d’acqua); diluire sempre il detergente nell’acqua, mai il  contrario; leggere e seguire le avvertenze riportate sulla scheda di  sicurezza; richiudere sempre il recipiente quando non si utilizza più il  detergente; non portare mai alla bocca il prodotto. Un’altra importante  precauzione va tenuta sempre presente in fase di avvio delle  operazioni: occorre fare attenzione a non utilizzare panni dello stesso  colore per il lavaggio di zone con diverso rischio di inquinamento  biologico. Un esempio pratico riguarda tazza wc e lavabo, che andranno  lavati con panni di colore differente in quanto zone a diverso rischio  biologico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.lapuliter.it/"&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;La pulizia giornaliera&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;Le operazioni nella toilette si distinguono, come avviene per molti altri ambienti, in giornaliere e periodiche. &lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;Le operazioni giornaliere&lt;/span&gt;  prendono avvio dalle necessarie precauzioni di sicurezza: va  innanzitutto posizionato il cartello indicatore di pavimento bagnato o  interdizione al traffico, lasciando fuori dal locale il carrello  multiservizio. Se è previsto e le condizioni atmosferiche lo consentono,  si dovranno aprire le finestre o attivare l’aspirazione. Andranno  quindi svuotati i cestini portarifiuti, da posizionare fuori del locale.  Poi si vaporizzerà il detergente su tazza wc, bidet, lavabo e zone  adiacenti; si metterà dunque lo scopino dentro la tazza del wc.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;In un secondo  momento avverrà il ripristino e il rifornimento dei materiali di  consumo, quindi si passerà al pavimento che dovrà essere pulito anche  nelle parti meno accessibili e nascoste. Poi ci si deve riportare in  zona wc: l’interno della tazza andrà pulito con lo scopino, che andrà  quindi riposizionato. L’esterno della tazza wc e le zone adiacenti e  posteriori saranno poi da pulire con panno e accoppiato abrasivo-spugna  rossi. Occorrerà quindi pulire i lavandini, le aree adiacenti e gli  accessori, ancora con panno e accoppiato abrasivo ma di colore diverso  dal rosso. Poi si asporteranno con panno umido le impronte e le macchie  dallo specchio, si chiuderanno le finestre (se ci sono) e si laverà  infine il pavimento con metodo appropriato e/o attrezzo spingiacqua.  L’ultima operazione sarà il riposizionamento dei cestini. Onde  ottimizzare il lavoro ed evitare inutili fatiche, è importante procedere  secondo un percorso circolare, per evitare di percorrere più volte il  medesimo tragitto. Raccomandazione ormai nota a tutti gli addetti ai  lavori: nella pulizia delle superfici verticali è essenziale procedere  dall’alto verso il basso, in modo tale da raccogliere successivamente lo  sporco “precipitato” dall’alto, ottimizzando il lavoro e guadagnandoci  in sicurezza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.lapuliter.it/"&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;La operazioni periodiche&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;Poi ci sono le &lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;operazioni periodiche&lt;/span&gt;, che sono quelle che, come da capitolato d’oneri, si effettueranno con cadenza diversa da quella giornaliera.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;Anch’esse  comprendono e prevedono una serie di fasi: la deragnatura a vista,  innanzitutto, seguita dal lavaggio (interno ed esterno, previo eventuale  smontaggio se necessario) dei punti-luce, entro i quali, si sa, si  annidano polvere e sporco ostinato, carcasse di insetti e quant’altro.  Le pareti piastrellate vanno poi lavate con un prodotto neutro o  disincrostante, così come i termosifoni (altro angolo a rischio). Vanno  dunque aspirate le bocchette d’aerazione, per venire alla  disincrostazione degli idrosanitari e-o dei punti di stillicidio.  Concluderà il tutto un accurato lavaggio di vetri, specchi, porte ed  elementi di arredo. Su tali superfici periodicamente potrà risultare  utile l’impiego del vello con tergivetro e dello spingiacqua. Per i  bagni colpiti da atti vandalici, l’eventuale rimozione dei graffiti deve  essere eseguita per mezzo di prodotti particolari e specificamente  dedicati prima del lavaggio, e dovrà essere praticata da personale  specializzato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;La manutenzione del materiale&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;Ma tutto  questo è inutile senza una corretta manutenzione dei materiali con cui  si svolgono le operazioni di pulizia. Vale a dire: non ha senso pulire  con… un panno sporco! Ecco allora che anche alla fine del lavoro il  lavoro non è… finito. Al termine di ogni giornata, infatti, vi sarà da  svolgere tutta una serie di operazioni importanti almeno quanto quelle  di pulizia in senso stretto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;Lo smaltimento  dei rifiuti è imprescindibile: i sacchi vanno trasportati al punto di  raccolta e conferiti negli appositi contenitori per la raccolta  differenziata; vanno sostituiti i sacchi sul carrello multiservizio;  bisogna lavare i panni, gli accoppiati abrasivi-spugne, i secchi, e  vanno disposti per l’asciugatura. Di un approfondito lavaggio si faranno  oggetto anche mop e frange, che andranno posizionati sul carrello con  la frangia verso l’alto. I flaconi spruzzatori andranno svuotati e  risciacquati, e con un panno umido si dovranno lavare gli attrezzi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;Indispensabile  sarà il controllo del sacco della polvere dell’aspiratore dopo lo  svuotamento, che andrà pulito dove e come possibile (e questa è  un’operazione tanto delicata e difficoltosa quanto necessaria) ed  eventualmente sostituito. La manutenzione si concluderà avvolgendo e  pulendo con panno umido il cavo dell’aspiratore (e controllandone  l’integrità e la spina) e spolverando il carrello, l’aspiratore e le  macchine utilizzate per la manutenzione periodica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;(tratto da “GSA” n.2, Febbraio 2010)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-8062232980522516940?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/8062232980522516940/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2011/08/quando-toilette-fa-rima-con-pulito.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/8062232980522516940'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/8062232980522516940'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2011/08/quando-toilette-fa-rima-con-pulito.html' title='Quando toilette fa rima con pulito'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-1384805722436807546</id><published>2011-08-04T03:41:00.000-07:00</published><updated>2011-08-04T03:41:55.490-07:00</updated><title type='text'>"Ecco come riconoscere un ristorante pulito"</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt; 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margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt;"&gt;Tutti, andiamo al ristorante o mangiamo nelle tavole calde senza porci troppe domande ma confidando, su una buona dose di fiducia nei confronti di chi somministra cibo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;O stilato una sorta di vademecum per gli avventori di ristoranti e luoghi similari. Si tratta di semplici &lt;a href="http://www.lapuliter.it/"&gt;consigli&lt;/a&gt; che possono aiutare a riconoscere il ristorante rispettoso delle norme igienico-sanitarie ma che non sostituiscono il rapporto di fiducia tra cliente e commerciante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ambiente esterno&lt;/b&gt;: Aree esterne &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;pulite e ordinate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ambiente interno&lt;/b&gt;: Condizioni strutturali adeguate, temperatura dei locali confortevole, arredi e stoviglie in buono stato di manutenzione e puliti, assenza di odori sgradevoli, conservazione e protezione corretta degli alimenti esposti in sala (controllo temperatura per gli alimenti deperibili), servizi igienici puliti, aerati, possibilmente con sapone liquido e asciugamani usa e getta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Personale&lt;/b&gt;: Abbigliamento pulito e ordinato, igiene personale accurata con particolare attenzione alle mani e ai capelli, adeguatamente formato ed educato, preparazione degli &lt;a href="http://www.lapuliter.it/"&gt;alimenti&lt;/a&gt; da banco (panini, aperitivi …) senza commistione tra sporco e pulito (per es. non toccare gli alimenti con le mani)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;Menù&lt;/b&gt;: chiaro, ordinato, facilmente leggibile e in caso di utilizzo di nomi di fantasia con l’elenco dei componenti principali, indicazione dello stato fisico dell’alimento servito (fresco/congelato/surgelato). E’ auspicabile una maggiore informazione sulla provenienza delle materie prime utilizzate e sugli eventuali rischi legati al consumo di particolari alimenti come ad esempio pesce e carne crudi. E’ altresì importante segnalare l’utilizzo d’ingredienti potenzialmente allergizzanti o inidonei per alcune categorie di persone quali i celiaci.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-78rcuFqI2YY/Tjp3PIdkUoI/AAAAAAAAAGs/m1eMEbBVgMo/s1600/risto2.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-78rcuFqI2YY/Tjp3PIdkUoI/AAAAAAAAAGs/m1eMEbBVgMo/s1600/risto2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-1384805722436807546?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/1384805722436807546/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2011/08/ecco-come-riconoscere-un-ristorante.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/1384805722436807546'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/1384805722436807546'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2011/08/ecco-come-riconoscere-un-ristorante.html' title='&quot;Ecco come riconoscere un ristorante pulito&quot;'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-dg1yTUxKoCA/Tjp3KLfVDbI/AAAAAAAAAGo/alnrZPTNurk/s72-c/risto1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-7180991417720477375</id><published>2011-08-03T04:20:00.000-07:00</published><updated>2011-08-03T04:20:04.749-07:00</updated><title type='text'>Ordine e pulizia, condizioni essenziali in ogni ufficio</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-kpFU816RcC4/Tjkuws8rYNI/AAAAAAAAAGg/DcZjjjAt0AU/s1600/uffici2.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="170" src="http://1.bp.blogspot.com/-kpFU816RcC4/Tjkuws8rYNI/AAAAAAAAAGg/DcZjjjAt0AU/s320/uffici2.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;’ufficio è il luogo dove la maggior parte di noi trascorre gran parte  della propria giornata. Per questo motivo è importante averne cura,  proprio come si fa con la propria casa. &lt;br /&gt;Lavorare in un ambiente ordinato e pulito è molto importante per vari  motivi, e la pulizia degli uffici è essenziale tanto quanto la pulizia di &lt;a href="http://www.lapuliter.it/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;casa&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.la%20puliter.it/" style="background-color: lime;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.  Per molti di noi l’ufficio è diventato una specie di seconda casa, un  luogo in cui passiamo molte ore, un luogo in cui lavoriamo, certo, ma in  cui molto spesso di trascorrono anche i tempi dedicati alla pausa  pranzo o alla pausa caffè. Non sempre chi lavora in un ufficio può  lasciare la propria scrivania per andare a casa a pranzare, e le mura  dell’ufficio diventano, che lo si voglia o no, il posto in cui  trascorriamo la quasi totalità della giornata. &lt;br /&gt;Proprio perché l’ufficio può essere visto come una seconda casa per  chi ci lavora, si suppone che sia anche in grado di dire qualcosa delle  persone che ci passano intere giornate. Ecco dunque che l’ufficio viene  visto come uno specchio di chi ci lavora, e i clienti o le altre persone  esterne che possono frequentare il vostro ambiente di lavoro si fanno  un’idea di voi, della vostra azienda e del vostro lavoro anche dallo  stato del vostro ufficio, da com’è tenuto e organizzato, esattamente  come capita con gli ospiti che vengono a casa vostra per la prima volta,  e che cercano di capire qualcosa in più su di voi dando un’occhiata ai  vostri mobili, alle vostre stanze e a come è tenuta la vostra abitazione  in generale. È dunque importante che l’ufficio sia sempre pulito e  ordinato, non solo grazie all’opera solerte delle imprese specializzate  in &lt;a href="http://www.lapuliter.it/"&gt;pulizie&lt;/a&gt; , ma anche grazie alla cura delle persone che quotidianamente lavorano in questi ambienti. &lt;br /&gt;Tenere in ordine e pulito il proprio ufficio è essenziale,  innanzitutto, per dare un messaggio positivo ai possibili clienti o agli  avventori dell’ufficio stesso. È chiaro che quando si riceve un cliente  è necessario fare da subito una buona impressione, e una scrivania, un  archivio o delle mensole ordinate costituiscono sicuramente un buon  biglietto da visita, che permette a chi viene dall’esterno di  riconoscere nel vostro ufficio o nell’azienda per cui lavorate un  interlocutore organizzato, che sa svolgere il proprio lavoro con ordine e  precisione, e che sa quindi dare ai propri clienti una maggiore  sicurezza. Un ufficio pulito e in ordine è anche un ufficio più  accogliente, condizione necessaria soprattutto quando si riceve  regolarmente il pubblico e c’è la possibilità che si creino delle lunghe  file. Aspettare non è mai gradevole, ma farlo in un ambiente caotico lo  è ancora di meno!&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-4bJ1w4UFfuU/Tjku1NjP_oI/AAAAAAAAAGk/0iqkkzrSoY4/s1600/office1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-4bJ1w4UFfuU/Tjku1NjP_oI/AAAAAAAAAGk/0iqkkzrSoY4/s1600/office1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Se un ufficio ordinato e pulito è recepito in modo positivo da chi  viene dall’esterno, e rimane in quell’ambiente per pochi minuti, lo è  ancora di più da chi ci lavora per tutto il giorno tutti i giorni.  Lavorare in un ambiente ordinato, su una scrivania dove non ci siano  fogli sparsi e impilati alla rinfusa, aiuta sicuramente la  concentrazione e riduce i tempi di organizzazione del lavoro. E se per  mantenere un ufficio pulito l’opera di un’&lt;a href="http://www.lapuliter.it/"&gt;impresa&amp;nbsp; di pulizie&lt;/a&gt;&amp;nbsp; è essenziale, per mantenere l’ordine è  necessario il contributo di tutti coloro che lavorano nello stesso  ambiente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-7180991417720477375?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/7180991417720477375/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2011/08/ordine-e-pulizia-condizioni-essenziali.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/7180991417720477375'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/7180991417720477375'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2011/08/ordine-e-pulizia-condizioni-essenziali.html' title='Ordine e pulizia, condizioni essenziali in ogni ufficio'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-kpFU816RcC4/Tjkuws8rYNI/AAAAAAAAAGg/DcZjjjAt0AU/s72-c/uffici2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-14957297346697809</id><published>2011-06-23T07:52:00.000-07:00</published><updated>2011-06-23T07:52:16.428-07:00</updated><title type='text'>Sindromi correlate all'inquinamento indoor  Sindrome dell’edificio malato</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-U1j-IcEm-Ug/TgNS43nSRrI/AAAAAAAAAGc/B3d1UP0r9yY/s1600/palazzi-strani.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="214" src="http://4.bp.blogspot.com/-U1j-IcEm-Ug/TgNS43nSRrI/AAAAAAAAAGc/B3d1UP0r9yY/s320/palazzi-strani.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il termine "sindrome dell’edificio malato" (&lt;i&gt;Sick Building Sindrome&lt;/i&gt;,  SBS) descrive una serie di sintomi riportati dagli occupanti di un  edificio associati alla permanenza nell’edificio stesso, presentando  questo condizioni di cattiva qualità dell’aria indoor tali da poterlo  definire "malato". Si manifesta con sintomi aspecifici ma ripetitivi e  non correlati ad un determinato agente, quali: irritazione degli occhi,  delle vie aeree e della cute, tosse, senso di costrizione toracica,  sensazioni olfattive sgradevoli, nausea, torpore, sonnolenza, cefalea,  astenia. I malesseri, avvertibili solo ed esclusivamente durante la  permanenza all'interno dell’edificio, possono essere associati a  determinate stanze o settori, oppure generalizzati all’intera  costruzione. I sintomi si manifestano in una elevata percentuale di  soggetti che lavorano in ufficio (in genere superiore al 20%),  scompaiono o si attenuano dopo l’uscita e non sono accompagnati da  reperti obiettivi rilevanti. Proprio l'assenza di reperti obiettivi  focalizza il problema sulla adeguatezza della qualità dell'aria, intesa  come soddisfacimento delle proprie aspettative e raggiungimento di uno  stato di benessere. Infatti è difficile poter affermare che vi sia una  vera e propria "malattia" causata dalla permanenza in edifici malati,  mentre è certo che si può avvertire malessere e senso di irritazione. Il  giudizio espresso dagli occupanti è quindi l'unico modo per avere  informazioni relative al comfort e ai sintomi aspecifici della &lt;i&gt;sick building syndrome&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Tra le possibili cause che provocano la sindrome dell’edificio malato si rilevano:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Inadeguata ventilazione;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Presenza di inquinanti chimici provenienti da fonti interne: ad esempio &lt;a href="http://www.indoor.apat.gov.it/site/it-IT/AGENTI_INQUINANTI/Chimici/Composti_organici_volatili/" title="Visualizza la pagina del sito relativa ai Composti organici volatili"&gt;VOC&lt;/a&gt; emessi da &lt;a href="http://www.indoor.apat.gov.it/site/it-IT/FONTI_DI_INQUINAMENTO/Ambienti_di_vita_domestica/Vernici_e_materiali_di_rifinitura/" title="Visualizza la pagina del sito relativa a Vernici e materiali di rifinitura"&gt;adesivi&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.indoor.apat.gov.it/site/it-IT/FONTI_DI_INQUINAMENTO/Ambienti_di_vita_domestica/Tappezzeria/" title="Visualizza la pagina del sito relativa alla Tappezzeria"&gt;moquette&lt;/a&gt;, rivestimenti, &lt;a href="http://www.indoor.apat.gov.it/site/it-IT/FONTI_DI_INQUINAMENTO/Ambienti_di_vita_domestica/Arredamento/" title="Visualizza la pagina del sito relativa all'Arredamento"&gt;mobili&lt;/a&gt;, macchine &lt;a href="http://www.indoor.apat.gov.it/site/it-IT/FONTI_DI_INQUINAMENTO/Ambienti_di_studio_e_di_lavoro/Fotocopiatrice/" title="Visualizza la pagina del sito relativa alla Fotocopiatrice"&gt;fotocopiatrici&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.indoor.apat.gov.it/site/it-IT/AGENTI_INQUINANTI/Chimici/Fumo_di_tabacco_ambientale/" title="Visualizza la pagina del sito relativa al Fumo di tabacco ambientale"&gt;fumo di tabacco&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.indoor.apat.gov.it/site/it-IT/AGENTI_INQUINANTI/Chimici/Pesticidi/" title="Visualizza la pagina del sito relativa ai Pesticidi"&gt;pesticidi&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.indoor.apat.gov.it/site/it-IT/FONTI_DI_INQUINAMENTO/Ambienti_di_vita_domestica/Prodotti_per_la_pulizia/" title="Visualizza la pagina del sito relativa ai Prodotti per la pulizia"&gt;prodotti per la pulizia&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://www.indoor.apat.gov.it/site/it-IT/AGENTI_INQUINANTI/Chimici/Monossido_di_carbonio/" title="Visualizza la pagina del sito relativa al Monossido di carbonio"&gt;monossido di carbonio&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.indoor.apat.gov.it/site/it-IT/AGENTI_INQUINANTI/Chimici/Biossido_di_azoto/" title="Visualizza la pagina del sito relativa al Biossido di azoto"&gt;ossidi di azoto&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.indoor.apat.gov.it/site/it-IT/AGENTI_INQUINANTI/Chimici/Particolato_aerodisperso_/" title="Visualizza la pagina del sito relativa al Particolato aerodisperso"&gt;particolato aerodisperso&lt;/a&gt; prodotti da &lt;a href="http://www.indoor.apat.gov.it/site/it-IT/FONTI_DI_INQUINAMENTO/Ambienti_di_vita_domestica/Sistema_di_riscaldamento/" title="Visualizza la pagina del sito relativa ai Sistemi di riscaldamento a combustione"&gt;sistemi di combustione&lt;/a&gt; e presenti nel &lt;a href="http://www.indoor.apat.gov.it/site/it-IT/AGENTI_INQUINANTI/Chimici/Fumo_di_tabacco_ambientale/" title="Visualizza la pagina del sito relativa al Fumo di tabacco ambientale"&gt;fumo di tabacco&lt;/a&gt;;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Presenza di inquinanti chimici da fonti esterne: gas di scarico delle &lt;a href="http://www.indoor.apat.gov.it/site/it-IT/FONTI_DI_INQUINAMENTO/Ambienti_di_vita_domestica/Automobile/" title="Visualizza la pagina del sito relativa all'Automobile"&gt;auto&lt;/a&gt; e vari tipi di contaminanti che penetrano all’interno degli edifici tramite finestre e fessure;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Presenza di contaminanti biologici: &lt;a href="http://www.indoor.apat.gov.it/site/it-IT/AGENTI_INQUINANTI/Biologici/Batteri/" title="Visualizza la pagina del sito relativa ai Batteri"&gt;batteri&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.indoor.apat.gov.it/site/it-IT/AGENTI_INQUINANTI/Biologici/Muffe/" title="Visualizza la pagina del sito relativa alle Muffe"&gt;muffe&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.indoor.apat.gov.it/site/it-IT/AGENTI_INQUINANTI/Biologici/Pollini/" title="Visualizza la pagina del sito relativa ai Pollini"&gt;pollini&lt;/a&gt;, virus possono facilmente proliferare nei condotti degli impianti di &lt;a href="http://www.indoor.apat.gov.it/site/it-IT/FONTI_DI_INQUINAMENTO/Ambienti_di_vita_domestica/Condizionatori_e_deumidificatori/" title="Visualizza la pagina del sito relativa ai Condizionatori e deumidificatori"&gt;climatizzazione&lt;/a&gt; e ventilazione ed in ambienti con alte percentuali di umidità.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Tali fattori possono combinarsi con altri elementi, come condizioni  non idonee di temperatura, umidità, illuminazione e rumorosità  ambientale e determinare una generale diminuzione del comfort ambientale  ed un conseguente rischio per la salute.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Malattia correlata all’edificio&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Il termine "malattia correlata all’edificio" (&lt;i&gt;Building Related Illness&lt;/i&gt;,  BRI) viene attribuito a quelle patologie per le quali vi è una diretta  correlazione con la permanenza all’interno di un edificio e per le  quali, a differenza della "sindrome dell’edificio malato", si conosce lo  specifico agente eziologico presente all’interno dell’ambiente  confinato. Rispetto alla "sindrome dell’edificio malato", che colpisce  oltre il 20% degli occupanti di un edificio, la BRI interessa solo un  numero limitato di persone. La legionellosi, la febbre da umidificatore,  l’alveolite allergica, l’asma, l’avvelenamento da monossido di carbonio  sono alcune patologie che rientrano nella categoria delle "malattie  correlate all’edificio".&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Sindrome da sensibilità chimica multipla&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;La "sensibilità chimica multipla" (&lt;i&gt;Multiple Chemical Sensitivity&lt;/i&gt;,  MCS) è una sindrome immuno-tossica infiammatoria simile, per certi  versi, all’allergia e molto spesso scambiata con essa, poiché i sintomi  appaiono e scompaiono con l’allontanamento dalla causa scatenante. È una  patologia multisistemica caratterizzata da reazioni di intolleranza  dell'organismo ad agenti chimici ed ambientali presenti singolarmente o  in combinazione, a concentrazioni generalmente tollerate dalla  maggioranza dei soggetti. Le persone colpite presentano diversi gradi di  morbilità che vanno da un leggero malessere ad una sintomatologia più  grave. I sintomi sono aspecifici e multipli ed interessano vari sistemi  fisiologici: sistema renale; gli apparati respiratorio,  cardiocircolatorio, digerente, tegumentario; sistema neurologico;  sistema muscolo scheletrico ed endocrino-immunitario.&lt;br /&gt;Fonte(ispra )&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-14957297346697809?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/14957297346697809/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2011/06/sindromi-correlate-allinquinamento.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/14957297346697809'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/14957297346697809'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2011/06/sindromi-correlate-allinquinamento.html' title='Sindromi correlate all&apos;inquinamento indoor  Sindrome dell’edificio malato'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-U1j-IcEm-Ug/TgNS43nSRrI/AAAAAAAAAGc/B3d1UP0r9yY/s72-c/palazzi-strani.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-1297512007973763472</id><published>2011-06-16T16:20:00.000-07:00</published><updated>2011-06-16T16:20:00.330-07:00</updated><title type='text'>ZANZARA TIGRE CHE FARE</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/SsSMmxghEOI/AAAAAAAAAAM/_VA16zENprM/s1600-h/Culicidae%2520Aedes%2520albopictus%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5387585651994595554" src="http://3.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/SsSMmxghEOI/AAAAAAAAAAM/_VA16zENprM/s320/Culicidae%2520Aedes%2520albopictus%5B1%5D.jpg" style="cursor: hand; float: right; height: 231px; margin: 0px 0px 10px 10px; width: 320px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;zanzara tigre&lt;br /&gt;Importata nel mondo occidentale dall’Asia probabilmente grazie al commercio di copertoni usati,&lt;br /&gt;dove evidentemente ha trovato una nicchia adatta alla propria diffusione, la zanzara tigre (Aedes&lt;br /&gt;albopictus) si è diffusa negli ultimi vent’anni abbondantemente sia negli Stati Uniti che in&lt;br /&gt;Europa, arrivando a costituire un serio motivo di preoccupazione sanitaria e ambientale.&lt;br /&gt;L’aspetto caratteristico la rende ben riconoscibile: grazie al corpo nero a bande trasversali&lt;br /&gt;bianche sulle zampe e sull’addome e con una striscia bianca che le solca il dorso e il capo, si&lt;br /&gt;distingue dalle altre zanzare per le abitudini e il ciclo di vita.&lt;br /&gt;Grazie alla sua versatilità, la zanzara tigre è riuscita a superare barriere ambientali notevoli:&lt;br /&gt;infatti, depone le uova in ambienti asciutti e poco luminosi dove sono in grado di superare&lt;br /&gt;inverni anche rigidi. Il ciclo riprende poi quando si allungano le ore di luce, la temperatura si&lt;br /&gt;aggira sui 10 gradi e questi ambienti si riempiono di acqua, spesso anche semplicemente grazie a&lt;br /&gt;fenomeni di condensa. A questo punto le uova si schiudono, danno origine a larve e quindi a&lt;br /&gt;zanzare adulte che colonizzano poi le zone circostanti secondo un andamento “a focolaio”, cioè&lt;br /&gt;in modo non continuo e omogeneo. In Italia, è presente come insetto adulto da marzo a&lt;br /&gt;novembre-dicembre, ma la deposizione della uova invernali, quelle destinate a svernare, si&lt;br /&gt;conclude entro la fine di ottobre e metà novembre.&lt;br /&gt;Aedes albopictus è vettore di diverse malattie virali, in particolare quelle causate da arbovirus, tra&lt;br /&gt;cui la dengue, la febbre gialla e alcune encefaliti nelle zone tropicali e in numerose zone&lt;br /&gt;dell’Asia. Nelle nostre zone questi agenti patogeni sono assenti e quindi questo rischio è solo&lt;br /&gt;teorico. Non è possibile comunque escludere la possibilità che, in seguito alle modificazioni&lt;br /&gt;climatiche o a eventi accidentali, aumenti anche la probabilità di diffusione di queste malattie nel&lt;br /&gt;nostro paese.&lt;br /&gt;Anche la sola puntura della zanzara tigre rappresenta un problema. Si tratta infatti di un insetto&lt;br /&gt;molto aggressivo, che punge soprattutto nelle ore più fresche della giornata, al mattino presto e al&lt;br /&gt;tramonto, e riposa di notte sulla vegetazione. Le sue punture procurano gonfiori e irritazioni&lt;br /&gt;persistenti, pruriginosi o emorragici, e spesso anche dolorosi. Nelle persone particolarmente&lt;br /&gt;sensibili, un elevato numero di punture può dare luogo a risposte allergiche che richiedono&lt;br /&gt;un’attenzione medica. La presenza della zanzara tigre in numerosi focolai quindi può arrivare ad&lt;br /&gt;alterare le abitudini delle persone, inibendo i bambini e gli anziani dal giocare e sostare&lt;br /&gt;all’esterno nelle ore fresche della giornata, proprio quelle più piacevoli e adatte a questo genere&lt;br /&gt;di occupazioni.&lt;br /&gt;Prevenzione&lt;br /&gt;Nei mesi più caldi, quando le temperature medie sono intorno ai 25°C, la zanzara può completare&lt;br /&gt;un ciclo di sviluppo in meno di 10 giorni, con un picco di massima densità al culmine dell’estate,&lt;br /&gt;tra agosto e settembre. L’azione tesa a contrastarla è di natura essenzialmente preventiva e deve&lt;br /&gt;puntare a limitare tutte le situazioni e i comportamenti che ne facilitano la riproduzione e&lt;br /&gt;diffusione.&lt;br /&gt;La strategia di lotta, messa a punto dalle istituzioni sanitarie e dai comuni, si concentra&lt;br /&gt;soprattutto sull’individuazione e distruzione dei focolai larvali e sulle campagne di informazione&lt;br /&gt;al cittadino al fine di prevenire la possibilità di deposizione delle uova. Un altro aspetto&lt;br /&gt;fondamentale è monitorare la diffusione dell’insetto. Per questo fin dall’inizio degli anni ’90, il&lt;br /&gt;Laboratorio di Parassitologia dell’Istituto Superiore di Sanità è diventato centro di riferimento&lt;br /&gt;per la sorveglianza e il controllo della specie, producendo numerosi studi al riguardo e&lt;br /&gt;coordinando un programma nazionale di sorveglianza della zanzara, sistema che attualmente&lt;br /&gt;funziona recependo le segnalazioni effettuate dalle Asl e dai comuni.&lt;br /&gt;La diffusione della zanzara tigre è tipicamente urbana, e non si ritrova nelle aree rurali, proprio&lt;br /&gt;per la sua propensione a deporre le uova in piccole raccolta d’acqua. Per questo, è necessario&lt;br /&gt;monitorare tutte le zone in cui l’acqua ristagna, come i sottovasi di piante e fiori, le aiuole e le&lt;br /&gt;vasche e fontane ornamentali, qualsiasi contenitore lasciato all’aperto, le grondaie, etc. Oltre a un&lt;br /&gt;monitoraggio sistematico, effettuato ad esempio con impiego di ovitrappole, le istituzioni locali&lt;br /&gt;dovrebbero provvedere a:&lt;br /&gt;pulire i tombini prima dell’inizio dei trattamenti&lt;br /&gt;effettuare trattamenti larvicidi perlomeno con cadenza quindicinale nei tombini e in tutte le&lt;br /&gt;zone di scolo e ristagno poste in aree pubbliche&lt;br /&gt;effettuare interventi mirati a disinfestare le popolazioni di zanzare adulte nelle aree&lt;br /&gt;scolastiche e in altre zone dove l’infestazione sia particolarmente intensa. Questi&lt;br /&gt;interventi possono essere realizzati con insetticidi di sintesi, i piretroidi, che però hanno&lt;br /&gt;caratteristiche molto diverse dal tradizionale DDT e che non vengono in ogni caso&lt;br /&gt;spruzzati in modo indistinto nell’ambiente, ma mirati a zone precise. Sono prodotti in&lt;br /&gt;solventi acquosi, e quindi hanno un minore impatto sull’ambiente e sulla salute e sono&lt;br /&gt;abbattenti e non persistenti. Non rischiano quindi di generare resistenze, ma hanno&lt;br /&gt;un’azione acuta e non cronica, uccidendo le zanzare all’istante. Evidentemente, però, un&lt;br /&gt;intervento di questo tipo richiede una accurata preparazione, sia per la individuazione del&lt;br /&gt;sito dove le zanzare si riposano e quindi possono essere colpite, sia per allertare la&lt;br /&gt;popolazione che si trova in quella zona.&lt;br /&gt;mettere a punto campagne informative che coinvolgano i cittadini nella lotta alla zanzara&lt;br /&gt;tigre, utilizzando tutte le strategie di coinvolgimento di tutte le fasce della popolazione,&lt;br /&gt;come ad esempio gli anziani che si recano con frequenza ai cimiteri, che rappresentano&lt;br /&gt;una delle aree a rischio di infestazione della zanzara.&lt;br /&gt;I cittadini infatti possono efficacemente contribuire alla lotta cercando di:&lt;br /&gt;evitare l’abbandono di materiali in cumuli all’aperto che possano raccogliere l’acqua piovana&lt;br /&gt;eliminare l’acqua dai sottovasi, dagli annaffiatoi, dai bidoni, dai copertoni&lt;br /&gt;innaffiare direttamente con le pompe gli orti e i giardini, senza mantenere riserve di acqua a&lt;br /&gt;cielo aperto&lt;br /&gt;eventualmente, se necessario l’uso di recipienti per la raccolta dell’acqua, cercare di tenerli&lt;br /&gt;coperti e provvisti di zanzariera, ben fissata e tesa&lt;br /&gt;pulire e trattare bene i vasi prima di ritirarli all’interno durante i periodi freddi. L’abitudine di&lt;br /&gt;portare le piante al riparo dai freddi invernali, infatti, è probabilmente una delle cause che&lt;br /&gt;generano, all’arrivo della primavera quando le temperature salgono e le piante vengono&lt;br /&gt;nuovamente esposte e innaffiate, la schiusa delle uova invernali facilitando notevolmente&lt;br /&gt;la diffusione della zanzara stessa nell’ambiente&lt;br /&gt;introdurre pesci rossi, grandi predatori delle larve di zanzara, nelle vasche e nelle fontane dei&lt;br /&gt;giardini&lt;br /&gt;trattare i tombini, e tutti i recipienti posti all’esterno dove si raccoglie acqua piovana, ogni 7-&lt;br /&gt;10 giorni con prodotti larvicidi specifici che si acquistano in farmacia. In particolare, il&lt;br /&gt;prodotto più diffuso e consigliato è il Bacillus thuringiensis israelensis. Questo prodotto,&lt;br /&gt;derivato da un batterio capace di produrre una tossina ad azione molto specifica contro la&lt;br /&gt;zanzara tigre, ha numerosi vantaggi: è naturale e non di sintesi chimica ed è già presente&lt;br /&gt;nell’ambiente, uccide solo le larve di Aedes albopictus e di pochissime altre specie non&lt;br /&gt;causando quindi grande impatto, si degrada molto velocemente e quindi non persiste.&lt;br /&gt;Questo è indubbiamente un grosso vantaggio sotto il profilo della salvaguardia&lt;br /&gt;ambientale anche se obbliga a ripetere il trattamento con una certa frequenza.&lt;br /&gt;Purtroppo, i repellenti naturali non sono efficaci contro la zanzara tigre. Le&lt;br /&gt;persone particolarmente sensibili alle punture, anziani e bambini ad esempio,&lt;br /&gt;dovrebbero quindi proteggersi con un prodotto repellente di sintesi, che però&lt;br /&gt;va utilizzato con cautela e solo nel caso sia realmente necessaria l’esposizione&lt;br /&gt;in aree a rischio.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-1297512007973763472?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/1297512007973763472/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/10/zanzara-tigre-che-fare.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/1297512007973763472'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/1297512007973763472'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/10/zanzara-tigre-che-fare.html' title='ZANZARA TIGRE CHE FARE'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/SsSMmxghEOI/AAAAAAAAAAM/_VA16zENprM/s72-c/Culicidae%2520Aedes%2520albopictus%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>18100 Imperia IM, Italia</georss:featurename><georss:point>43.8878924 8.031564099999969</georss:point><georss:box>43.8388384 7.932560099999969 43.9369464 8.13056809999997</georss:box></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-112732354050679210</id><published>2011-06-16T07:34:00.000-07:00</published><updated>2011-06-16T07:34:47.611-07:00</updated><title type='text'>Zanzare che fare? CHI sono, COSA fanno, COME difendersi!</title><content type='html'>zanzara tigre&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;Importata nel mondo occidentale dall’Asia probabilmente grazie al commercio di copertoni usati,&lt;br /&gt;dove evidentemente ha trovato una nicchia adatta alla propria diffusione, la zanzara tigre (Aedes&lt;br /&gt;albopictus) si è diffusa negli ultimi vent’anni abbondantemente sia negli Stati Uniti che in&lt;br /&gt;Europa, arrivando a costituire un serio motivo di preoccupazione sanitaria e ambientale.&lt;br /&gt;L’aspetto caratteristico la rende ben riconoscibile: grazie al corpo nero a bande trasversali&lt;br /&gt;bianche sulle zampe e sull’addome e con una striscia bianca che le solca il dorso e il capo, si&lt;br /&gt;distingue dalle altre zanzare per le abitudini e il ciclo di vita.&lt;br /&gt;Grazie alla sua versatilità, la zanzara tigre è riuscita a superare barriere ambientali notevoli:&lt;br /&gt;infatti, depone le uova in ambienti asciutti e poco luminosi dove sono in grado di superare&lt;br /&gt;inverni anche rigidi. Il ciclo riprende poi quando si allungano le ore di luce, la temperatura si&lt;br /&gt;aggira sui 10 gradi e questi ambienti si riempiono di acqua, spesso anche semplicemente grazie a&lt;br /&gt;fenomeni di condensa. A questo punto le uova si schiudono, danno origine a larve e quindi a&lt;br /&gt;zanzare adulte che colonizzano poi le zone circostanti secondo un andamento “a focolaio”, cioè&lt;br /&gt;in modo non continuo e omogeneo. In Italia, è presente come insetto adulto da marzo a&lt;br /&gt;novembre-dicembre, ma la deposizione della uova invernali, quelle destinate a svernare, si&lt;br /&gt;conclude entro la fine di ottobre e metà novembre.&lt;br /&gt;Aedes albopictus è vettore di diverse malattie virali, in particolare quelle causate da arbovirus, tra&lt;br /&gt;cui la dengue, la febbre gialla e alcune encefaliti nelle zone tropicali e in numerose zone&lt;br /&gt;dell’Asia. Nelle nostre zone questi agenti patogeni sono assenti e quindi questo rischio è solo&lt;br /&gt;teorico. Non è possibile comunque escludere la possibilità che, in seguito alle modificazioni&lt;br /&gt;climatiche o a eventi accidentali, aumenti anche la probabilità di diffusione di queste malattie nel&lt;br /&gt;nostro paese.&lt;br /&gt;Anche la sola puntura della zanzara tigre rappresenta un problema. Si tratta infatti di un insetto&lt;br /&gt;molto aggressivo, che punge soprattutto nelle ore più fresche della giornata, al mattino presto e al&lt;br /&gt;tramonto, e riposa di notte sulla vegetazione. Le sue punture procurano gonfiori e irritazioni&lt;br /&gt;persistenti, pruriginosi o emorragici, e spesso anche dolorosi. Nelle persone particolarmente&lt;br /&gt;sensibili, un elevato numero di punture può dare luogo a risposte allergiche che richiedono&lt;br /&gt;un’attenzione medica. La presenza della zanzara tigre in numerosi focolai quindi può arrivare ad&lt;br /&gt;alterare le abitudini delle persone, inibendo i bambini e gli anziani dal giocare e sostare&lt;br /&gt;all’esterno nelle ore fresche della giornata, proprio quelle più piacevoli e adatte a questo genere&lt;br /&gt;di occupazioni.&lt;br /&gt;Prevenzione&lt;br /&gt;Nei mesi più caldi, quando le temperature medie sono intorno ai 25°C, la zanzara può completare&lt;br /&gt;un ciclo di sviluppo in meno di 10 giorni, con un picco di massima densità al culmine dell’estate,&lt;br /&gt;tra agosto e settembre. L’azione tesa a contrastarla è di natura essenzialmente preventiva e deve&lt;br /&gt;puntare a limitare tutte le situazioni e i comportamenti che ne facilitano la riproduzione e&lt;br /&gt;diffusione.&lt;br /&gt;La strategia di lotta, messa a punto dalle istituzioni sanitarie e dai comuni, si concentra&lt;br /&gt;soprattutto sull’individuazione e distruzione dei focolai larvali e sulle campagne di informazione&lt;br /&gt;al cittadino al fine di prevenire la possibilità di deposizione delle uova. Un altro aspetto&lt;br /&gt;fondamentale è monitorare la diffusione dell’insetto. Per questo fin dall’inizio degli anni ’90, il&lt;br /&gt;Laboratorio di Parassitologia dell’Istituto Superiore di Sanità è diventato centro di riferimento&lt;br /&gt;per la sorveglianza e il controllo della specie, producendo numerosi studi al riguardo e&lt;br /&gt;coordinando un programma nazionale di sorveglianza della zanzara, sistema che attualmente&lt;br /&gt;funziona recependo le segnalazioni effettuate dalle Asl e dai comuni.&lt;br /&gt;La diffusione della zanzara tigre è tipicamente urbana, e non si ritrova nelle aree rurali, proprio&lt;br /&gt;per la sua propensione a deporre le uova in piccole raccolta d’acqua. Per questo, è necessario&lt;br /&gt;monitorare tutte le zone in cui l’acqua ristagna, come i sottovasi di piante e fiori, le aiuole e le&lt;br /&gt;vasche e fontane ornamentali, qualsiasi contenitore lasciato all’aperto, le grondaie, etc. Oltre a un&lt;br /&gt;monitoraggio sistematico, effettuato ad esempio con impiego di ovitrappole, le istituzioni locali&lt;br /&gt;dovrebbero provvedere a:&lt;br /&gt;pulire i tombini prima dell’inizio dei trattamenti&lt;br /&gt;effettuare trattamenti larvicidi perlomeno con cadenza quindicinale nei tombini e in tutte le&lt;br /&gt;zone di scolo e ristagno poste in aree pubbliche&lt;br /&gt;effettuare interventi mirati a disinfestare le popolazioni di zanzare adulte nelle aree&lt;br /&gt;scolastiche e in altre zone dove l’infestazione sia particolarmente intensa. Questi&lt;br /&gt;interventi possono essere realizzati con insetticidi di sintesi, i piretroidi, che però hanno&lt;br /&gt;caratteristiche molto diverse dal tradizionale DDT e che non vengono in ogni caso&lt;br /&gt;spruzzati in modo indistinto nell’ambiente, ma mirati a zone precise. Sono prodotti in&lt;br /&gt;solventi acquosi, e quindi hanno un minore impatto sull’ambiente e sulla salute e sono&lt;br /&gt;abbattenti e non persistenti. Non rischiano quindi di generare resistenze, ma hanno&lt;br /&gt;un’azione acuta e non cronica, uccidendo le zanzare all’istante. Evidentemente, però, un&lt;br /&gt;intervento di questo tipo richiede una accurata preparazione, sia per la individuazione del&lt;br /&gt;sito dove le zanzare si riposano e quindi possono essere colpite, sia per allertare la&lt;br /&gt;popolazione che si trova in quella zona.&lt;br /&gt;mettere a punto campagne informative che coinvolgano i cittadini nella lotta alla zanzara&lt;br /&gt;tigre, utilizzando tutte le strategie di coinvolgimento di tutte le fasce della popolazione,&lt;br /&gt;come ad esempio gli anziani che si recano con frequenza ai cimiteri, che rappresentano&lt;br /&gt;una delle aree a rischio di infestazione della zanzara.&lt;br /&gt;I cittadini infatti possono efficacemente contribuire alla lotta cercando di:&lt;br /&gt;evitare l’abbandono di materiali in cumuli all’aperto che possano raccogliere l’acqua piovana&lt;br /&gt;eliminare l’acqua dai sottovasi, dagli annaffiatoi, dai bidoni, dai copertoni&lt;br /&gt;innaffiare direttamente con le pompe gli orti e i giardini, senza mantenere riserve di acqua a&lt;br /&gt;cielo aperto&lt;br /&gt;eventualmente, se necessario l’uso di recipienti per la raccolta dell’acqua, cercare di tenerli&lt;br /&gt;coperti e provvisti di zanzariera, ben fissata e tesa&lt;br /&gt;pulire e trattare bene i vasi prima di ritirarli all’interno durante i periodi freddi. L’abitudine di&lt;br /&gt;portare le piante al riparo dai freddi invernali, infatti, è probabilmente una delle cause che&lt;br /&gt;generano, all’arrivo della primavera quando le temperature salgono e le piante vengono&lt;br /&gt;nuovamente esposte e innaffiate, la schiusa delle uova invernali facilitando notevolmente&lt;br /&gt;la diffusione della zanzara stessa nell’ambiente&lt;br /&gt;introdurre pesci rossi, grandi predatori delle larve di zanzara, nelle vasche e nelle fontane dei&lt;br /&gt;giardini&lt;br /&gt;trattare i tombini, e tutti i recipienti posti all’esterno dove si raccoglie acqua piovana, ogni 7-&lt;br /&gt;10 giorni con prodotti larvicidi specifici che si acquistano in farmacia. In particolare, il&lt;br /&gt;prodotto più diffuso e consigliato è il Bacillus thuringiensis israelensis. Questo prodotto,&lt;br /&gt;derivato da un batterio capace di produrre una tossina ad azione molto specifica contro la&lt;br /&gt;zanzara tigre, ha numerosi vantaggi: è naturale e non di sintesi chimica ed è già presente&lt;br /&gt;nell’ambiente, uccide solo le larve di Aedes albopictus e di pochissime altre specie non&lt;br /&gt;causando quindi grande impatto, si degrada molto velocemente e quindi non persiste.&lt;br /&gt;Questo è indubbiamente un grosso vantaggio sotto il profilo della salvaguardia&lt;br /&gt;ambientale anche se obbliga a ripetere il trattamento con una certa frequenza.&lt;br /&gt;Purtroppo, i repellenti naturali non sono efficaci contro la zanzara tigre. Le&lt;br /&gt;persone particolarmente sensibili alle punture, anziani e bambini ad esempio,&lt;br /&gt;dovrebbero quindi proteggersi con un prodotto repellente di sintesi, che però&lt;br /&gt;va utilizzato con cautela e solo nel caso sia realmente necessaria l’esposizione&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-GDZoZ0DOAmY/TfoUBGKT59I/AAAAAAAAAGY/Yhrbu4xrQ3s/s1600/zanzara_tigre.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="261" src="http://2.bp.blogspot.com/-GDZoZ0DOAmY/TfoUBGKT59I/AAAAAAAAAGY/Yhrbu4xrQ3s/s320/zanzara_tigre.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;in aree a rischio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-112732354050679210?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.lapuliter.it' title='Zanzare che fare? CHI sono, COSA fanno, COME difendersi!'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/112732354050679210/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2011/06/zanzare-che-fare-chi-sono-cosa-fanno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/112732354050679210'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/112732354050679210'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2011/06/zanzare-che-fare-chi-sono-cosa-fanno.html' title='Zanzare che fare? CHI sono, COSA fanno, COME difendersi!'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-GDZoZ0DOAmY/TfoUBGKT59I/AAAAAAAAAGY/Yhrbu4xrQ3s/s72-c/zanzara_tigre.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-3093573346735722928</id><published>2011-03-31T03:13:00.000-07:00</published><updated>2011-03-31T03:13:33.096-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='piccioni volatili disinfestazione'/><title type='text'>Animale molesto urbano per eccellenza, il piccione desta preoccupazioni come veicolo di trasmissione di malattie infettive.</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-xIGCy9fC3iA/TZRTpyPTyOI/AAAAAAAAAGU/GlNAH5P45sg/s1600/piccioni.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="113" src="http://3.bp.blogspot.com/-xIGCy9fC3iA/TZRTpyPTyOI/AAAAAAAAAGU/GlNAH5P45sg/s320/piccioni.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Sporca, imbratta, rovina ed è rumoroso. È il                      piccione, la specie più comune di volatili molesti                      che si insedia nelle aree urbane, nei centri storici  e rovina                      manufatti pubblici e privati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il piccione è &lt;b&gt;&lt;span style="color: #333333;"&gt;portatore di                      circa 60 malattie&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;, alcune delle quali  mortali,                      contagiose per l'uomo e per gli animali domestici, i  cui agenti                      patogeni vengono trovati nei loro escrementi. &lt;br /&gt;Citiamo solo alcune tra le più comuni e pericolose:                      Salmonellosi, Criptococcosi, Istoplasmosi, Ornitosi,  Aspergillosi,                      Candidosi, Clamidosi, Coccidiosi, Encefalite,  Tubercolosi,                      ecc. &lt;br /&gt;Gli agenti patogeni di queste malattie vengono  trovati negli                      escrementi dei piccioni. Non è necessario il  contatto                      diretto: il vento, gli aspiratori, i ventilatori  possono trasportare                      la polvere infetta delle deiezioni secche negli  appartamenti,                      nei ristoranti, negli uffici, negli ospedali, nelle  scuole,                      ecc., contaminando gli alimenti, gli utensili da  cucina, la                      biancheria, ed innescando i processi infettivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Associata alle colonie di volatili, c'è sempre la  presenza                      dei loro &lt;b&gt;&lt;span style="color: #333333;"&gt;ectoparassiti&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;,                       in particolare pulci, cimici, zecche (zecca molle  del piccione                      - argas reflexus -) ed acari, che spesso causano  forti infestazioni                      all'interno di edifici ove sono posti i nidi,  soprattutto                      all'interno dei sottotetti. Solai lordati dai loro  escrementi,                      guano e carcasse contaminano pericolosamente  l'ambiente.&lt;br /&gt;Questa è una &lt;b&gt;&lt;span style="color: #333333;"&gt;fonte di seri                      problemi igienico-sanitari&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;, essendo  questi insetti                      a loro volta vettori di gravi malattie infettive ed  anche                      potenziali parassiti dell'uomo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il piccione è un temibile infestante, ecco perché                      è importante eseguire i necessari &lt;a href="http://www.allontanamentopiccioni.it/disinfezione-disinfestazione.html"&gt;interventi                       di pulizia, disinfestazione e disinfezione&lt;/a&gt; per  la corretta                      bonifica degli ambienti ed approntare efficaci &lt;a href="http://www.allontanamentopiccioni.it/interventi-di-allontanamento-dei-piccioni.html"&gt;interventi                       di allontanamento dei piccioni&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-3093573346735722928?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/3093573346735722928/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2011/03/animale-molesto-urbano-per-eccellenza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/3093573346735722928'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/3093573346735722928'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2011/03/animale-molesto-urbano-per-eccellenza.html' title='Animale molesto urbano per eccellenza, il piccione desta preoccupazioni come veicolo di trasmissione di malattie infettive.'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-xIGCy9fC3iA/TZRTpyPTyOI/AAAAAAAAAGU/GlNAH5P45sg/s72-c/piccioni.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-4667414224696638536</id><published>2011-03-22T14:00:00.000-07:00</published><updated>2011-03-22T14:00:05.160-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='igiene'/><title type='text'>Pidocchi, questi fastidiosi animaletti</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/Ss7zth7B4II/AAAAAAAAAB0/ne7fn-XMv4U/s1600-h/Pidocchi_uova.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5390513767534682242" src="http://4.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/Ss7zth7B4II/AAAAAAAAAB0/ne7fn-XMv4U/s320/Pidocchi_uova.jpg" style="float: right; height: 256px; margin: 0px 0px 10px 10px; width: 320px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;spiega che “il pidocchio dei capelli èun parassita che vive soltanto a contatto&lt;br /&gt;del cuoio capelluto e si nutre delsangue dell’ospite (ndr – è diverso da&lt;br /&gt;quello del corpo e da quello del pube).&lt;br /&gt;La temperatura del cuoio capelluto è ideale per il pidocchio; infatti al di fuori&lt;br /&gt;di esso, il parassita muore al massimo in 2 giorni, in genere meno di 1. Il pidocchio&lt;br /&gt;si sviluppa grazie alla sua massima riproducibilità: dopo 2 mesi da&lt;br /&gt;un solo parassita, attraverso la deposizione delle uova, si arriva fino a 45mila.&lt;br /&gt;La trasmissione avviene per contatto diretto con la testa di una persona infestata;&lt;br /&gt;si ritiene possibile anche il contatto indiretto attraverso vestiti, sciarpe,&lt;br /&gt;cappelli, ecc.&lt;br /&gt;L’infestazione non è influenzata dalla lunghezza dei capelli; spesso provoca&lt;br /&gt;prurito. In breve i pidocchi vengono favoriti dalle condizioni ambientali&lt;br /&gt;(temperatura caldo – umida) e dalla grande riproducibilità. Il periodo dell’anno&lt;br /&gt;in cui i pidocchi si sviluppano maggiormente è quello autunnale, invernale,&lt;br /&gt;e primaverile con l’inizio dell’anno scolastico. Quest’anno ci sono&lt;br /&gt;stati casi di Pediculosi anche nella stagione estiva”.&lt;br /&gt;IL CONSULENTE DELLA PULITER&lt;br /&gt;CLAUSI ha sottolineato che “l’unico intervento è la collaborazione delle&lt;br /&gt;Scuole" a sensibilizzare i Genitori con il fine di segnalare il 1° caso di Pediculosi&lt;br /&gt;ad inizio anno scolastico. E’ importante ricordare che appena si scopre&lt;br /&gt;il 1° caso sia in famiglia che a scuola, tutti i conviventi devono essere controllati.&lt;br /&gt;Certamente sono tramontati i tempi delle rasature dei capelli a zero, che era&lt;br /&gt;no alquanto mortificanti. Gli oggetti, che hanno un ruolo meno importante&lt;br /&gt;nella trasmissione, devono essere trattati come segue:&lt;br /&gt;- spazzole e pettini: vanno immersi nell’acqua calda (almeno 54°C), con&lt;br /&gt;eventualmente diluito il prodotto indicato per il trattamento;&lt;br /&gt;- biancheria, cappelli e così via: vanno lavati in lavatrice a 60°C od a secco.&lt;br /&gt;E’ pure efficace chiuderli per qualche giorno in sacchi di plastica.&lt;br /&gt;In commercio esistono numerosi prodotti:&lt;br /&gt;- quello di 1° scelta è la permetrina 1%, disponibile in forma di crema da applicare&lt;br /&gt;dopo lo shampoo e risciacqua ta dopo 10 minuti primi. E’ consigliata&lt;br /&gt;una 2° applicazione 7-10 giorni dopo la 1°; - un trattamento di 2° scelta è il malathion&lt;br /&gt;0,5% , un insetticida organofosforico, disponibile sotto forma di lozione&lt;br /&gt;da applicare sulla capigliatura asciutta per 10 minuti primi, seguita&lt;br /&gt;da un lavaggio con un normale shampoo.&lt;br /&gt;Uccide sia il parassita che l’uovo (non viene consigliato come 1° scelta&lt;br /&gt;perché ha un alto contenuto di alcool); - le piretrine : sono di origine vegetale&lt;br /&gt;e sono neurotossiche nei confronti del pidocchio. Sono controindicate negli&lt;br /&gt;allergici al crisantemo. Non sono attive sulle uova (o lèndini); sono stati&lt;br /&gt;osservati casi di resistenza del parassita.&lt;br /&gt;Nessuna delle 3 sostanze citate ha effetto preventivo!&lt;br /&gt;L’UNICA PREVENZIONE E’ AGIRE CONTEMPORANEAMENTE NEL NUCLEO&lt;br /&gt;DELLA COMUNITA’ (Famiglia, Scuola). I capelli vanno pettinati con la pettinessa&lt;br /&gt;che mette in evidenza il pidocchio e le uova e ne permette l’eliminazione&lt;br /&gt;meccanica. Il bambino può rientrare a scuola dopo il 1° trattamento. Non è necessario&lt;br /&gt;che siano anche state rimosse le uova. IL CONSULENTE DELLA PULITER&lt;br /&gt;CLAUSI conclude “mostrando il cosiddetto “diario del pidocchio”, che è di&lt;br /&gt;10 settimane e serve per gestire meglio l’epidemia, essendo uno strumento di&lt;br /&gt;controllo per i Genitori. Dovrebbe essere distribuito a tutte le Scuole con&lt;br /&gt;una circolare redatta sulla base delle indicazioni della Regione. Se tutto ciò&lt;br /&gt;non è sufficiente per contenere l’epidemia, in collaborazione con la Pediatria&lt;br /&gt;di Comunità, come Dipartimento si attivino per incontrare i Genitori e gli&lt;br /&gt;Insegnanti e spiegare le tecniche di autocontrollo.&lt;br /&gt;«La nostra preoccupazione è il non abuso di sostanze chimiche perché possono&lt;br /&gt;scatenare reazioni allergiche del cuoio capelluto; anche il non fare trattamenti&lt;br /&gt;preventivi. Importante provvedere alla disinfestazione&lt;br /&gt;mirata dentro le scuole che attualmente non viene effettuata»&lt;br /&gt;Due curiosità simpatiche relative alla storia dei pidocchi: nel Medioevo si pregava&lt;br /&gt;San Giona, quale Protettore di chi portava i pidocchi ed il pidocchio è il n°&lt;br /&gt;87 se si vuole giocare la smorfia napoletana”. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-4667414224696638536?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/4667414224696638536/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/10/pidocchi-questi-fastidiosi-animaletti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/4667414224696638536'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/4667414224696638536'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/10/pidocchi-questi-fastidiosi-animaletti.html' title='Pidocchi, questi fastidiosi animaletti'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/Ss7zth7B4II/AAAAAAAAAB0/ne7fn-XMv4U/s72-c/Pidocchi_uova.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-4844574696083957864</id><published>2011-03-22T06:30:00.000-07:00</published><updated>2011-03-22T06:30:40.250-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pediculoso'/><title type='text'>Pediculosi (pidocchi)</title><content type='html'>&lt;table&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td width="82%"&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;I             pidocchi sono piccoli insetti grigio-biancastri che  parassitano il             corpo umano, cibandosi del sangue. Di solito vivono sui  capelli, e             pungono il cuoio capelluto depositando un liquido che  provoca prurito.             Si riproducono attraverso le uova che si chiamano lendini.&lt;br /&gt;La femmina del pidocchio vive 3 settimane e depone circa 300  uova.             &lt;br /&gt;Le lendini sono attaccate tenacemente al capello,  specialmente all'altezza             della nuca e sopra e dietro le orecchie.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;           &lt;td width="18%"&gt;                          &lt;div align="center"&gt;&lt;img height="133" src="http://www.amicopediatra.it/genitori/Curiosando_Cosa_fare_se/IMMAGINI/pidocchio1.gif" width="98" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;         &lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;h5 align="right"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #ff6600; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;a href="http://www.amicopediatra.it/genitori/Curiosando_Cosa_fare_se/Pediculosi%20%28pidocchi%29.htm#top"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h5&gt;&lt;h2&gt;&lt;span style="color: #006699; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;Come         ci si contagia&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #006699; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;a href="" name="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;Il         passaggio del pidocchio da una testa all'altra può avvenire sia         per contatto diretto (i capelli si toccano) che indiretto (con  lo scambio         di pettini, cappelli, salviette, sciarpe, cuscini, ecc.).&lt;br /&gt;L'infezione non è indice di cattiva igiene.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;h5 align="right"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #ff6600; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;a href="http://www.amicopediatra.it/genitori/Curiosando_Cosa_fare_se/Pediculosi%20%28pidocchi%29.htm#top"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h5&gt;&lt;h2&gt;&lt;span style="color: #006699; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;Come         si manifesta&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;a href="" name="3"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;Si         manifesta con un intenso prurito al capo. Se si guarda  attentamente tra         i capelli vicino al cuoio capelluto, soprattutto all'altezza  della nuca         e dietro e sopra le orecchie, si vedono le lendini: sono uova  allungate,         traslucide, poco più piccole di una capocchia di spillo, di  color         bianco o marrone chiaro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #ff6600; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;Attenzione!&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non bisogna confondere le lendini con la forfora. Le lendini  sono tenacemente         attaccate al capello da una particolare sostanza adesiva, a  differenza         della forfora, facilmente eliminabile con il pettine.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" height="76%"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" rowspan="2" valign="top" width="60"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;     &lt;td align="left" background="../images/sfsu.gif" height="77" valign="top" width="650"&gt;       &lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" height="77" style="width: 505px;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;           &lt;td align="right" background="../images/alto_sf.gif" height="77" valign="bottom" width="216"&gt;             &lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" style="width: 200px;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;                 &lt;td height="19" width="23"&gt;&amp;nbsp;&lt;/td&gt;                 &lt;td align="center" height="19" width="177"&gt;&lt;span style="color: white; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: xx-small;"&gt;                   2-16 anni&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;               &lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;                 &lt;td colspan="2" height="6"&gt;&lt;img height="1" src="http://www.amicopediatra.it/genitori/Curiosando_Cosa_fare_se/images/trasp.gif" width="1" /&gt;&lt;/td&gt;               &lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/td&gt;           &lt;td align="center" background="../images/sfsu.gif" height="77" valign="top" width="289"&gt;&lt;span style="color: white; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Pediculosi (pidocchi)&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;         &lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/td&gt;     &lt;td align="right" background="../images/sfsu.gif" height="77" valign="top" width="176"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;   &lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;     &lt;td height="100%" valign="top" width="100%"&gt;       &lt;span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt; &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;h2&gt;&lt;span style="color: #006699; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;Di         cosa si tratta&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;a href="" name="1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;table&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;           &lt;td width="82%"&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;I             pidocchi sono piccoli insetti grigio-biancastri che  parassitano il             corpo umano, cibandosi del sangue. Di solito vivono sui  capelli, e             pungono il cuoio capelluto depositando un liquido che  provoca prurito.             Si riproducono attraverso le uova che si chiamano lendini.&lt;br /&gt;La femmina del pidocchio vive 3 settimane e depone circa 300  uova.             &lt;br /&gt;Le lendini sono attaccate tenacemente al capello,  specialmente all'altezza             della nuca e sopra e dietro le orecchie.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;           &lt;td width="18%"&gt;                          &lt;div align="center"&gt;&lt;img height="133" src="http://www.amicopediatra.it/genitori/Curiosando_Cosa_fare_se/IMMAGINI/pidocchio1.gif" width="98" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;         &lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;h5 align="right"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #ff6600; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;a href="http://www.amicopediatra.it/genitori/Curiosando_Cosa_fare_se/Pediculosi%20%28pidocchi%29.htm#top"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h5&gt;&lt;h2&gt;&lt;span style="color: #006699; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;Come         ci si contagia&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #006699; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;a href="" name="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;Il         passaggio del pidocchio da una testa all'altra può avvenire sia         per contatto diretto (i capelli si toccano) che indiretto (con  lo scambio         di pettini, cappelli, salviette, sciarpe, cuscini, ecc.).&lt;br /&gt;L'infezione non è indice di cattiva igiene.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;h5 align="right"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #ff6600; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;a href="http://www.amicopediatra.it/genitori/Curiosando_Cosa_fare_se/Pediculosi%20%28pidocchi%29.htm#top"&gt;&lt;img border="0" height="23" src="http://www.amicopediatra.it/genitori/images/frecciatop.gif" width="25" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h5&gt;&lt;h2&gt;&lt;span style="color: #006699; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;Come         si manifesta&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;a href="" name="3"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;Si         manifesta con un intenso prurito al capo. Se si guarda  attentamente tra         i capelli vicino al cuoio capelluto, soprattutto all'altezza  della nuca         e dietro e sopra le orecchie, si vedono le lendini: sono uova  allungate,         traslucide, poco più piccole di una capocchia di spillo, di  color         bianco o marrone chiaro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #ff6600; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;Attenzione!&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non bisogna confondere le lendini con la forfora. Le lendini  sono tenacemente         attaccate al capello da una particolare sostanza adesiva, a  differenza         della forfora, facilmente eliminabile con il pettine.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;table&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;           &lt;td&gt;             &lt;div align="center"&gt;&lt;img height="331" src="http://www.amicopediatra.it/genitori/Curiosando_Cosa_fare_se/IMMAGINI/Pidocchi_uova.jpg" width="397" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;         &lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;h5 align="right"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #ff6600; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;a href="http://www.amicopediatra.it/genitori/Curiosando_Cosa_fare_se/Pediculosi%20%28pidocchi%29.htm#top"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h5&gt;&lt;h2&gt;&lt;span style="color: #006699; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;Cosa         fare &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;a href="" name="4"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;table&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;           &lt;td width="78%"&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;Un             trattamento scrupoloso risolve facilmente il problema, anche  se non             garantisce future reinfestazioni dato che nessun prodotto ha  effetto             preventivo.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;           &lt;td width="22%"&gt;             &lt;div align="center"&gt;&lt;img height="89" src="http://www.amicopediatra.it/genitori/Curiosando_Cosa_fare_se/IMMAGINI/Togli_pidocchi.gif" width="99" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;         &lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;           applicate sui capelli un prodotto specifico, che il vostro  pediatra           consiglierà&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;cercate           di sfilare tutte le lendini rimaste o manualmente o  utilizzando un pettine           a denti molto fitti, pettinando accuratamente ciocca per  ciocca partendo           dalla radice, dopo aver sciacquato i capelli con con aceto  bianco, applicando           poi per 30-60 minuti un asciugamano bagnato con la stessa  soluzione&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;           ripetete il trattamento completo dopo 8 giorni&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;disinfettate           le lenzuola, gli abiti e i pupazzi di pezza: lavarli in acqua  calda           oppure a secco (soprattutto i cappelli) oppure lasciarli  all'aria aperta           per 48 ore(i pidocchi lontano dal cuoio capelluto moiono)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;           lavate accuratamente pettini e spazzole (immergerli in acqua  calda per           10 minuti e/o lavarli con shampo&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;h5 align="right"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #ff6600; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;a href="http://www.amicopediatra.it/genitori/Curiosando_Cosa_fare_se/Pediculosi%20%28pidocchi%29.htm#top"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h5&gt;&lt;h2&gt;&lt;span style="color: #006699; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;Cosa         evitare di trasmetterla&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;a href="" name="5"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;evitare           di prestare e scambiare oggetti personali (pettini, sciarpe,  cappelli,           spazzole, salviette, ecc.)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;evitare           di ammucchiare capi di vestiario (chiedere che a scuola, in  piscina           e in palestra siano assegnati, se possibile, armadietti  personali)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;controllare           periodicamente e accuratamente i capelli dei propri figli  (soprattutto           a livello della nuca e dietro le orecchie), specialmente se  frequentano           la scuola o se si grattano la testa, per accertarsi che non ci  siano           lendini&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;span style="color: #ff6600; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;Attenzione!&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le norme per evitare la trasmissione della pediculosi sono le  sole valide         per non prendere i pidocchi.&lt;br /&gt;I prodotti contro i pidocchi non hanno un'azione preventiva, ma  servono         solo per debellare l'infezione già in atto.         &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;h5 align="right"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #ff6600; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;a href="http://www.amicopediatra.it/genitori/Curiosando_Cosa_fare_se/Pediculosi%20%28pidocchi%29.htm#top"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h5&gt;&lt;h2&gt;&lt;span style="color: #006699; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;Riammissione         a scuola&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;a href="" name="7"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;Se         si esegue scrupolosamente la terapia sopra riportata, il bambino  può         tornare a scuola il mattino dopo il primo trattamento (con il  certificato         del medico curante).&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-4844574696083957864?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/4844574696083957864/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2011/03/pediculosi-pidocchi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/4844574696083957864'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/4844574696083957864'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2011/03/pediculosi-pidocchi.html' title='Pediculosi (pidocchi)'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-8586601135372885489</id><published>2011-03-01T01:54:00.000-08:00</published><updated>2011-03-01T01:54:22.398-08:00</updated><title type='text'>Quella sporca…cucina: pulizia ed igiene ai voti nei ristoranti</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh3.googleusercontent.com/-mapcgg-01v4/TWzCGdL5AvI/AAAAAAAAAGQ/QX4Qwn0USew/s1600/Sporcacucina-GRANDE.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="222" src="https://lh3.googleusercontent.com/-mapcgg-01v4/TWzCGdL5AvI/AAAAAAAAAGQ/QX4Qwn0USew/s400/Sporcacucina-GRANDE.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Dalla fine di luglio 2010 la pagella che misura il livello di igiene dei  ristoranti newyorkesi deve essere esposta all’ingresso del locale. Le  autorità sanitarie hanno deciso infatti di valutare con una A, B o C la  pulizia dei punti di ristoro della città, dai 5 stelle ai semplici  coffee shop. Nei casi più gravi scatta la chiusura.&lt;br /&gt;«Se il brodo fosse stato caldo come il vino, il vino vecchio come il  pollo, il pollo grasso come la cuoca, la cuoca pulita come le mie  tasche, sarebbe stata una cena impagabile» recita un adagio. Scene  d’ordinaria amministrazione per chi sceglie di andare a mangiare nei  ristoranti e incappa puntualmente in disavventure alimentari di ogni  tipo. Capita infatti che i “ristoranti dallo scorcio mozzafiato”  consacrati ai vertici della ristorazione dalle guide turistiche possano  rivelarsi invece ben al di sotto delle aspettative, soprattutto in  materia di pulizia. E a poco valgono le attenuanti dell’alta affluenza  nelle ore di punta: quando l’avventore varca la soglia e si ritrova ad  essere servito da camerieri sciatti, con posate e stoviglie opache sul  tavolo, il danno è fatto ed è tardi per rimediare. Per dirla con gli  inglesi: no second chance to make a good first impression. Non esistono  sono seconde occasioni per fare una buona prima impressione.&lt;br /&gt;A sciacquarsi la bocca con l’igiene, priorità irrinunciabile nei luoghi  in cui si lavora e si serve il cibo, sono bravi tutti: diventa più  complicato tramutare le parole in fatti. Ma se è vero, come è vero, la  pulizia è un obbligo nei confronti del servizio reso all’utenza né più  né meno del pasto stesso, è giusto prendere giusti provvedimenti quando  anche le più elementari norme igieniche vengono violate. E’ cosi che a  New York si è deciso per un giro di vite: al Dipartimento di Igiene  della Grande Mela hanno deciso infatti di garantire massima trasparenza  sul servizio offerto, rendendo pubblici i risultati delle loro  ispezioni. In pratica, viene redatta una vera e propria pagella che i  ristoranti saranno costretti ad esporre, in bella vista, alla mercé dei  passanti, con su riportata la valutazione ricevuta. Un’iniziativa che –  senza voler entrare troppo in giudizi di merito – si propone quantomeno  di far seguire alle parole i fatti, dando finalmente il giusto peso alla  questione igienica all’interno dei locali pubblici, senza liquidare  tutto con la solita sanzione pecuniaria. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Come funzionava e cosa è cambiato&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Nonostante le regolari 55.000 ispezioni annue, infatti, prima di questa  riforma la questione era avvolta da una certa riservatezza: il risultato  che accertava il livello di igiene e pulizia riscontrato nei locali  veniva pubblicato solo sul sito delle ispezioni sanitarie della città,  con la conseguenza che l’utente doveva documentarsi personalmente  attraverso le risorse della rete per evitare sgradevoli sorprese.  Adesso, invece, il curriculum dei ristoranti deve essere appeso  all’ingresso, esposto in vetrina, proprio come il menù. La pagella è  articolata in modo elementare: ogni locale verrà valutato con una A, B o  C a seconda del punteggio ottenuto: ad ogni infrazione corrisponde un  valore in punti, commisurato alla gravità della violazione sanitaria  riscontrata. Naturalmente, non tutte le infrazioni sono gravi, ma quelle  serie costano un sacco di punti al proprietario del locale. Nella top  five delle infrazioni ci sono tutte le violazioni che riguardano la  scarsa pulizia del personale, la presenza di infestanti, la scarsa  igiene nel lavaggio e nella preparazione del cibo, nonché la presenza di  prodotti pericolosi vicino ai cibi  o la scorretta modalità di  conservazione dei prodotti. Tutti accorgimenti che non si possono certo  definire trascurabili e per cui i controlli saranno molto severi ed  accurati.  Se dopo la prima ispezione il ristorante ottiene  tra i 90 e i  100 punti si becca una A (di colore blu) che – in linea con il registro  scolastico – equivale ad una promozione; i problemi arrivano se con  80-89 punti il locale viene “rimandato” con una B (verde), mentre è  condannato ad una sonora bocciatura se il punteggio non sale oltre 79.  Con una C, arancione.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Buoni e cattivi alla lavagna?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;E- proprio come a scuola- solo i promossi possono dormire sonni  tranquilli:  chi ha preso una B o una C avrà una settimana di tempo per  presentarsi impeccabile ad una nuova ispezione: nel frattempo, potrà  decidere di esporre – al posto della brutta pagella – il cartello “grade  pending”  ovvero “ in attesa di giudizio”. Allo scoccare del settimo  giorno, se non si rientra perfettamente nei parametri, non c’è scampo:  il locale dovrà appendere la cattiva pagella all’entrata (pena 1.000  dollari di multa) e sottoporsi a regolari ispezioni ad intervalli di  circa 30 giorni: a quel punto o si migliora o si chiude. Rimane comunque  diritto del proprietario  fare ricorso per chiedere spiegazioni o  contestare le ragioni della valutazione davanti al Tribunale  Amministrativo. Nel frattempo, però, l’utenza è avvertita.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Pugno di ferro &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Un riforma che, come si potrà immaginare, ha suscitato l’ira degli  esercenti che non vogliono essere costretti ad appendere un marchio da  loro non condiviso che qualifichi (o squalifichi) il loro business già  all’ingresso. Tanto più che la riforma ha tutta l’aria di essere presa  seriamente: innanzitutto è previsto un aumento sia degli ispettori, che  passeranno da 150 a 186, che del numero delle ispezioni (che sarà  praticamente raddoppiato arrivando ad 85.000); e la cifra dei fondi  stanziati per il progetto è di oltre 32 milioni di dollari. Infine, gli  ispettori avranno in dotazione dei dispositivi computerizzati  recentemente aggiornati con driver, memory cards e software di ultima  generazione. Il Dipartimento ha già realizzato 28.000 cartelli e  sufficienti linee-guida alla nuova riforma per ogni punto di ristoro  della città. In più sono stati organizzati corsi e workshop di supporto  (in diverse lingue, tra cui  inglese, spagnolo, coreano, mandarino e  cantonese) per aiutare impiegati e operatori del settore a capire meglio  le regole del nuovo sistema.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L’opinione delle parti&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Come prevedibile si è creato grande allarme tra gli esercenti. Il  consigliere dell’Associazione dei ristoranti Robert Brookman lamenta la  mancanza di un periodo di prova adeguato per  adattarsi alle nuove  regole. A suo giudizio molti ristoratori non sapranno gestire  un’eventuale bocciatura in modo adeguato, rivendicando le ragioni sul  personale che potrebbe subire ingiusti licenziamenti, con un danno  all’economia della città. Un’obiezione a cui ribatte sicuro Thomas  Foley, l’Assessore alla Sanità, il quale invece è convinto che questa  riforma darà il via ad un circolo virtuoso che spingerà tutti i locali a  prendere più seriamente la questione sul rispetto delle norme igieniche  e sanitarie. La riforma – afferma Foley – è stata pensata sulla base  dei dati registrati nella città di New York ,dove negli ultimi anni il  numero dei ristoranti colpevoli di violazioni gravi e ripetute è  aumentato, così come gli ordini di chiusura forzata, nonché i casi di  infezioni e avvelenamenti dei clienti, delle denunce e dei ricoveri in  ospedale. Ci vorranno circa 14 mesi prima che gli ispettori possano  controllare tutti i locali, che sono 24.000, ed è già intenzione di  tutti correre ai ripari per assicurare accettabili livelli di pulizia al  proprio ristorante. Nel frattempo avremo modo di vedere gli sviluppi  americani di una best practice che potrebbe suscitare interesse anche in  Italia che, col buon cibo, ha già fatto scuola in tutto il mondo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-8586601135372885489?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/8586601135372885489/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2011/03/quella-sporcacucina-pulizia-ed-igiene.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/8586601135372885489'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/8586601135372885489'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2011/03/quella-sporcacucina-pulizia-ed-igiene.html' title='Quella sporca…cucina: pulizia ed igiene ai voti nei ristoranti'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh3.googleusercontent.com/-mapcgg-01v4/TWzCGdL5AvI/AAAAAAAAAGQ/QX4Qwn0USew/s72-c/Sporcacucina-GRANDE.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-1058436603363755836</id><published>2011-02-25T02:39:00.000-08:00</published><updated>2011-02-25T02:39:44.422-08:00</updated><title type='text'>I NOSTRI SERVIZI    SICUREZZA E IGIENE DEGLI ALIMENTI</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-ovRWTZWrQo4/TWeGJVHsgyI/AAAAAAAAAGI/VdWMxx6w38Q/s1600/haccp.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="231" src="http://4.bp.blogspot.com/-ovRWTZWrQo4/TWeGJVHsgyI/AAAAAAAAAGI/VdWMxx6w38Q/s320/haccp.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;li style="text-align: left;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;li style="text-align: left;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;li style="text-align: left;"&gt;Verifiche ispettive&amp;nbsp;aziendali&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;li style="text-align: left;"&gt;Predisposizione delle procedure di  autocontrollo secondo il sistema HACCP&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;li style="text-align: left;"&gt;Redazione del piano di&amp;nbsp;autocontrollo  aziendale &amp;nbsp;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;li style="text-align: left;"&gt;Prelievi di campioni e/o matrici  ambientali da sottoporre ad indagini chimiche e/o microbiologiche da  eseguirsi, presso&amp;nbsp;laboratori accreditati, con la cadenza stabilita nel  piano di autocontrollo&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;li style="text-align: left;"&gt;Corsi di formazione per alimentaristi  (in sostituzione del libretto sanitario)&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;li style="text-align: left;"&gt;Assistenza nei rapporti con gli Organi  di Vigilanza&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;li style="text-align: left;"&gt;Consulenza e assistenza presentazione  D.I.A. (ex autorizzazione sanitaria) e categorizzazione del rischio&amp;nbsp;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="margin-top: 0cm;" type="square"&gt;&lt;li style="text-align: left;"&gt;Consulenza  e applicazione del decreto n.&amp;nbsp;152/06&amp;nbsp;(acque,&amp;nbsp;&amp;nbsp;inquinamento acustico)&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: left;"&gt;Rilievi fonometrici&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: left;"&gt;Analisi acque reflue&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: left;"&gt;Autorizzazione allo scarico&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: left;"&gt;Prevenzione e controllo della  legionella in impianti idrici e di condizionamento, impianti sportivi&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: left;"&gt;Assistenza e consulenza per la  bonifica dei sistemi impiantistici&lt;span id="1251874828882E" style="display: none;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: left;"&gt;Analisi acque destinate al consumo  umano&amp;nbsp;&lt;span id="1251874766924E" style="display: none;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-1058436603363755836?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/1058436603363755836/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2011/02/i-nostri-servizi-sicurezza-e-igiene.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/1058436603363755836'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/1058436603363755836'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2011/02/i-nostri-servizi-sicurezza-e-igiene.html' title='I NOSTRI SERVIZI    SICUREZZA E IGIENE DEGLI ALIMENTI'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-ovRWTZWrQo4/TWeGJVHsgyI/AAAAAAAAAGI/VdWMxx6w38Q/s72-c/haccp.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-1296090941646425226</id><published>2010-12-13T00:44:00.000-08:00</published><updated>2010-12-13T01:25:59.547-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='natale 2010'/><title type='text'>NATALE 2010: CONSIGLI UTILI IN CUCINA</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/TQXmgBhQwmI/AAAAAAAAAF8/tWm_SPO_dBg/s1600/cappon-magro-genovese.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="239" src="http://2.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/TQXmgBhQwmI/AAAAAAAAAF8/tWm_SPO_dBg/s320/cappon-magro-genovese.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Tantissime sono le ricette che si preparano per le feste natalizie, ma a volte non si usano le accortezze indispensabili per donne in stato interessante e bambini. poiché in occasione delle feste spesso si prepara per molte persone, anche piatti che non si cucinano normalmente e a volte ci si trova a preparare cibo anche per persone che necessitano &amp;nbsp;di maggiore accortezza (donne incinte, bambini, ecc.), è necessario seguire più scrupolosamente le norme igieniche che permettono di mantenere i cibi sani.&lt;br /&gt;Molte persone per il pranzo di Natale mangeranno pollo, tacchino, oca o anatra.&lt;br /&gt;Punti principali da ricordare:- Essere sempre sicuro che il vostro piatto (pollo, tacchino, ecc.) sia ben cotto prima di servirlo- Tenere rigorosamente separata la carne cruda dai cibi pronti- Lavarsi sempre bene le mani, gli utensili e le superfici dopo aver manipolato le carni crude- Non riscaldarlo più di una volta&lt;br /&gt;La Cottura:La superficie della carne deve essere bollente durante tutta la cottura facendo dei tagli nella parte più spessa, la carne non deve mai essere rosaSe quando la carne viene punta o pressata con la forchetta escono dei succhi, questi devono essere chiariE' molto importante organizzarsi in anticipo. Animali molto grandi possono impiegare diverse ore prima di essere completamente cottiCome indicazione generale, un tacchino sotto i 4.5 Kg, deve essere cotto per 45 minuti per chilo più 20 minuti; uno tra i 4.5 e i 6.5 kg, 40 minuti per chilo; per uno che pesa più di 6.5 Kg, 35 minuti per chilo a 180°C (a forno già caldo)&lt;br /&gt;Potete provare anche il nostro calcolatore virtuale&lt;br /&gt;Bisogna ricordarsi che alcuni forni, come quelli ventilati, sono in grado di cuocere il tacchino molto velocemente e, per questo, bisogna controllare il manuale di istruzione per valutare bene i tempi di cottura in base alla tipologia di forno che si ha a disposizione. La cosa principale è controllare sempre che la carne sia cotta prima di essere servita.I tempi di cottura indicati sopra e calcolabili più sotto sono basati sul tacchino non ripieno. E' meglio cucinare il ripieno prima di inserirlo; in questo modo il piatto cuocerà più facilmente e le pratiche di buona cottura potranno essere seguite in modo più accurato (dentro al tacchino il ripieno cuoce più lentamente). Bisogna ricordarsi che gli altri volatili, come l'anatra o l'oca, hanno bisogno di tempi di cottura diversi da quelli del tacchino. In un forno a gas a 200°C l'oca cuoce in 35 minuti per ogni chilo, una volta che il forno è stato preriscaldato.&lt;br /&gt;L'anatra dovrebbe cuocere, invece in 45 minuti per chilo. Inoltre il forno dovrebbe essere riscaldato a una temperatura maggiore per l'anatra e per l'oca, rispetto che per il tacchino, in modo da sciogliere bene il grasso sotto la pelle. Questi tempi sono basati su volatili, non ripieni, cotti in forno preriscaldato e che sono nelle indicazioni. Assicurarsi che il pollame sia ben cotto prima di servirlo.&lt;br /&gt;Dopo la cottura bisogna raffreddare, se necessario, il tacchino in non più di uno o due ore e bisogna coprirlo o metterlo in un contenitore sigillato e conservarlo in frigorifero, entro appunto uno o due ore. Assicurarsi sempre di tenere gli alimenti precotti, incluso il pollame, lontano dalla carne cruda.&lt;br /&gt;Gli avanzi: E' molto importante tenere la carne e il pollame cotti in frigorifero; se è lasciata fuori a temperatura ambiente, possono crescere e moltiplicarsi i batteri patogeni. Per questo bisogna estrarre dal frigorifero solo la quantità che è immediatamente consumata e lasciare dentro il resto. Non bisogna lasciare un piatto di tacchino o di carne fredda fuori dal frigorifero tutto il giorno, come, per esempio, in un buffet; bisogna rimetterlo in frigorifero il primo possibile, idealmente entro un'ora. Se si stanno riscaldando gli avanzi di tacchino o di altri alimenti, bisogna sempre assicurarsi che siano ben caldi prima di mangiarli (vanno riscaldati al bollore) e non bisogna mai riscaldarli più di una volta.&lt;br /&gt;Scongelare il tacchino: Se il tacchino è congelato, bisogna assicurarsi di scongelarlo prima di cucinarlo; se è già parzialmente scongelato, si raccomanda di tenerlo sul fuoco per un tempo sufficiente a farlo cuocere completamente. Infatti, quando s’inizia a cucinare bisogna assicurarsi che non ci siano cristalli di ghiaccio nella cavità dell'animale; si possono anche testare con una forchetta la parte spesse della carne per assicurarsi che non siano surgelate. Un tacchino si scongela in non meno di un paio di giorni (vedere, sotto, il tempo stimato). Quando s’inizia a scongelare il tacchino bisogna separarlo dalla propria confezione e metterlo in un piatto grande; questo per trattenere i liquidi che si liberano nel processo di scongelamento della carne. Rimuovere le interiora e il collo appena possibile in modo da velocizzare lo scongelamento. Le frattaglie sono carne cruda, per cui vanno cotte immediatamente o conservate in un contenitore sigillato in frigorifero prima di cucinarle. Bisogna inoltre lavarsi le mani completamente dopo aver maneggiato il tacchino crudo, le interiora o altra carne cruda. Possibilmente sarebbe meglio scongelare il tacchino in frigorifero.Versare i liquidi della carne durante lo scongelamento, in modo da evitare la diffusione dei batteri. Bisogna, però stare attenti a non far schizzare i liquidi sulle superfici, sui piatti, sui vestiti e su altri alimenti; e ricordare di lavarsi sempre le mani. Per decidere il tempo di scongelamento del tacchino, si può controllare sulla confezione; se non c'è nessuna indicazione per lo scongelamento si possono usare i seguenti tempi come guida per stabilire in quanto tempo scongelare il tacchino (ma bisogna ricordarsi di controllare che sia totalmente scongelato prima di cucinarlo):&lt;br /&gt;In un frigorifero a 4° C, si può scongelare in un tempo tra 10 e 12 ore per chilo di animale; tenere presente però, che non tutti i frigoriferi hanno questa temperatura.In una stanza fredda a meno di 17,5° C, si può scongelare in un tempo tra 3 e 4 ore per chilo di animale; il tempo aumenta se la stanza è particolarmente fredda (pratica non raccomandata)&lt;br /&gt;In una stanza con una temperatura di circa 20° C, si può scongelare in un tempo di circa 2 ore per chilo di animale (pratica non raccomandata)&lt;br /&gt;Conservare gli alimenti a parte è molto importante tenere la carne cruda lontano dagli alimenti cotti e pronti per essere mangiati; questo perchè se il pollame o altra carne cruda toccasse questi alimenti diffonderebbe i batteri che contiene. Ricordarsi che i batteri possono diffondersi dalla carne e dal pollame anche attraverso le superfici di lavoro, i vestiti, i piatti e gli utensili.&lt;br /&gt;In sintesi:- Tenere sempre il pollame crudo lontano dagli altri alimenti, in modo da bloccare la diffusione dei batteri.- Conservare il pollame nel fondo del frigoriferi in modo che non sgoccioli sugli altri alimenti.- Pulire spesso le superfici di lavoro, i taglieri, i piatti e gli utensili dopo che sono venuti a contatto con il pollame crudo. Lavarsi sempre le mani con acqua calda e sapone e asciugarle completamente, dopo aver manipolato il pollame crudo. Non usare mai lo stesso tagliere per la carne cruda e per gli alimenti già cotti senza prima averlo lavato completamente con acqua calda e sapone. (Se possibile usare un tagliere diverso per il pollame e per la carne cruda)Non lavare il tacchino o altro pollame, per non diffondere batteri sui piani di lavoro, sui piatti, e sugli altri alimenti. La cottura giusta uccide tutti i batteri, e quindi non c'è la necessità di lavare il pollame. Se lo si vuole fare, farlo con molta cura&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-1296090941646425226?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.lapuliter.it' title='NATALE 2010: CONSIGLI UTILI IN CUCINA'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/1296090941646425226/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2010/12/natale-2010-consigli-utili-in-cucina.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/1296090941646425226'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/1296090941646425226'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2010/12/natale-2010-consigli-utili-in-cucina.html' title='NATALE 2010: CONSIGLI UTILI IN CUCINA'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/TQXmgBhQwmI/AAAAAAAAAF8/tWm_SPO_dBg/s72-c/cappon-magro-genovese.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-2334563573919086653</id><published>2010-11-17T00:36:00.000-08:00</published><updated>2010-11-17T00:36:08.328-08:00</updated><title type='text'>LA CIMICE DEI LETTI (Cimex lectularius)</title><content type='html'>La cimice dei letti è un insetto appartenente all’ordine degli  Eterotteri (Heteroptera) e alla famiglia delle “cimidae”. Hanno la  tipica forma a cuore del torace (ovale e appiattita quando è a digiuno) e  due paia di ali (elitre) virtualmente assenti (fortemente ridotte a  piccole squame ovali o assenti del tutto). La testa è breve, dilatata  trasversalmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img alt="" class="imgleft" height="111" src="http://www.lucianoschiazza.it/documenti/Cimice%20dei%20letti/image002.jpg" width="182" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rostro, proprio degli Emitteri, nelle cimici è trasformato  in un pungiglione piuttosto breve esteso anteriormente al capo che a  riposo si ripiega in una apposita scanalatura sotto il capo e la parte  antero-ventrale del torace, rendendosi quasi invisibile. Il colore è  traslucido marrone ferrugineo quando è digiuna, rosso mattone cupo  quando è piena di sangue.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img alt="" class="imgright" height="100" src="http://www.lucianoschiazza.it/documenti/Cimice%20dei%20letti/image004.jpg" width="137" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La femmina può misurare in lunghezza 6-8 mm         . (il maschio è più piccolo).&lt;br /&gt;Non è un insetto solitario ma tende a vivere in comunità miste  di maschi, femmine e fasi immature, mai troppo distanti dai loro ospiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le femmine dopo il pasto di sangue (dura dai 3 ai 5 minuti in  media ma può protrarsi anche per 10 minuti e succhiare sangue pari a 7  volte il proprio peso) si ritirano nei propri nascondigli, digeriscono  il pasto e depongono le uova (da         1 a 5 al giorno, in media 2-3, protette da un guscio molto resistente). In  2-3 mesi depongono 200-300 uova.&lt;br /&gt;Le &lt;b&gt;uova&lt;/b&gt; sono di colore grigio perlaceo cremoso, lunghe  poco più di         1 mm         . e larghe mezzo, munite di un piccolo opercolo al polo  anteriore. In 6-9 giorni (in condizioni di temperatura ottimale, più a  lungo se è più freddo) dalle uova si dischiudono le &lt;b&gt;ninfe&lt;/b&gt;  (sarebbero le cimici giovani) che si accrescono mediante 5 mute per  diventare adulte in circa un mese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img alt="" class="imgright" height="128" src="http://www.lucianoschiazza.it/documenti/Cimice%20dei%20letti/image009.jpg" width="171" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Morfologicamente le ninfe sono molto simili agli adulti (sono  versioni in miniatura dell’adulto) di colore però chiaro. Sia gli  adulti, maschi e femmine, sia le fasi ninfali, si nutrono di sangue (&lt;b&gt;ematofagi&lt;/b&gt;).  La vita di un adulto dura in media 6-12 mesi.&lt;br /&gt;Necessita di una temperatura piuttosto alta per compiere il  proprio ciclo vitale e perciò si insedia nelle stanze che d’inverno  vengono riscaldate e nei luoghi più tiepidi della casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cimice dei letti parassita preferenzialmente l’uomo (&lt;b&gt;&lt;i&gt;antropoparassiti&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;)  ma in sua assenza può pungere anche animali domestici (cani -specie  quelli giovani-, gatti) e non disdegna neppure roditori, conigli,  pipistrelli e uccelli.&lt;br /&gt;Diversamente dai pidocchi che hanno bisogno di temperatura  costante e perciò stanno a contatto con la pelle o sui peli o sui  vestiti, la cimice non vive sull’uomo e sui suoi vestiti; il contatto  con l’uomo è limitato al tempo necessario per nutrirsi di sangue..&lt;br /&gt;Riesce a sopravvivere anche a basse temperature ma in tal caso  sospende la propria&amp;nbsp;&amp;nbsp; attività in attesa di condizioni termicamente  favorevoli.&lt;br /&gt;E’ molto sensibile alle alte temperature e muore dopo pochi  minuti quando viene esposta al sole in una bella giornata estiva. Anche  il freddo, specie se improvviso, può portare a morte l’insetto.&lt;br /&gt;&lt;img alt="" class="imgright" height="153" src="http://www.lucianoschiazza.it/documenti/Cimice%20dei%20letti/image011.jpg" width="271" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La puntura della cimice (con la quale inietta la propria  saliva) non viene avvertita, diversamente dalla reazione cutanea  seguente, costituita da papule molto pruriginose, che possono comparire  anche dopo 9 giorni dalla puntura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img alt="" class="imgleft" height="111" src="http://www.lucianoschiazza.it/documenti/Cimice%20dei%20letti/image013.jpg" width="134" /&gt;&lt;br /&gt;Si nutrono e si spostano di notte. Sono guidate dall’olfatto  (non gradiscono l’odore di tutte le persone e quindi alcune sono  preferite rispetto ad altre) e dalla temperatura del corpo del dormiente  (temperature attorno ai         35°C         ). Si arrampicano sui letti e si dirigono rapidamente (sono dei  “fast runners”) dove la pelle è più sottile e meglio irrorata di sangue  come i polsi, il collo, le caviglie, non disdegnando le spalle e il&amp;nbsp;  viso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se il letto non può essere scalato ( come ad esempio se i  quattro piedi del letto fossero collocati in recipienti ripieni  d’acqua), le cimici potrebbero scalare le pareti della stanza, e  camminando all’ingiù sul soffitto, giunte sulla verticale della vittima,  si lascerebbero cadere. Il sonno della vittima è un fattore favorente  la cimice: se il paziente è sveglio e tiene la luce accesa, normalmente  non pungono. Tuttavia in caso di digiuno prolungato,&amp;nbsp; le cimici possono  diventare più aggressive, pungendo anche in ambienti ben illuminati.&lt;br /&gt;Il digiuno comunque è ben tollerato, anche per mesi.&lt;br /&gt;Durante il giorno si rifugiano nei materassi, nelle giunture  dei letti, nelle fessure e screpolature dei muri, in vari pertugi delle  zone calde della casa, dietro il mobilio, sotto la carta da parati e gli  arazzi, attorno agli stipiti delle finestre e delle porte,, dietro ai  quadri ed ai posters, nei telefoni, nelle radio e negli orologi, ecc..&lt;br /&gt;La camera infestata dalle cimice emana un &lt;b&gt;odore disgustoso&lt;/b&gt;  (dovuto alle secrezioni di alcune ghiandole dell’insetto che vengono  veicolate all’esterno attraverso due orifizi alla basse delle anche del  terzo paio di zampe); si possono anche osservare i suoi &lt;b&gt;escrementi  essiccati&lt;/b&gt; sulle&amp;nbsp; lenzuola (gruppi di piccole macchie di colore nero o  marrone).&lt;br /&gt;La cimice dei letti non trasmette, in condizioni naturali,  malattie anche se, essendo in grado di permettere lo sviluppo di alcuni  parassiti, potrebbe potenzialmente trasmettere vari agenti infettivi.&lt;br /&gt;&lt;h3&gt;Prevenzione:&lt;/h3&gt;La cimice dei letti non appare spontaneamente in casa.  Inavvertitamente viene trasportata da un posto all’altro dalle persone. &lt;br /&gt;Ad esempio:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;           le cimici potrebbero essere veicolate tramite i bagagli  depositati in un hotel e poi riportati a casa. &lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;           potrebbero essere introdotte in casa tramite il mobilio  (vecchio).&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Ovviamente man mano che il numero delle cimici&amp;nbsp; si moltiplica,  aumenta anche la possibilità che esse possano essere trasportate ad  altre stanze dell’hotel o dell’appartamento infestati.&lt;br /&gt;&lt;h6&gt;Quindi&lt;/h6&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;           se alloggiamo in hotel, diamo una occhiata alle condizioni  della stanza&amp;nbsp; in cui alloggiamo e non lasciamo le valige ai piedi del  letto ma sull’ apposito mobilio. &lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;           quando compriamo dei mobili vecchi, puliamoli e trattiamoli  con insetticidi prima di portarli all’interno dell’appartamento.&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Visto che le cimici non sono facili da debellare, se si  riscontrano delle cimici nella propria abitazione, è consigliabile  rivolgersi alla propria ASL o ad un servizio di disinfestazione  piuttosto che “il fai da te”. Le stanze infestate, durante il  trattamento, debbono rimanere chiuse da un minimo di sette sino a dieci  giorni (il tempo necessario alle uova di schiudersi: le uova infatti non  vengono debellate dagli insetticidi)&lt;br /&gt;&lt;h6&gt;Comunque, per quanto ci compete, è bene:&lt;/h6&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;           eliminare i materassi. &lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;           passare l’aspirapolvere sui divani, tappeti, battiscopa,  testate e giunture del letto (buttando via il sacchetto al termine  dell’operazione) .&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;           lavare con acqua calda (a temperature superiori ai               70°C             ) le coperture dei divani e gli indumenti&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;La terapia delle lesioni cutanee si basa sull’uso di topici  cortisonici, selezionati in rapporto all’intensità delle lesioni stesse.&lt;a href="http://www.lapuliter.it/disinfestazione__derattizzazione.html"&gt;http://www.lapuliter.it/disinfestazione__derattizzazione.html&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-2334563573919086653?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/2334563573919086653/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2010/11/la-cimice-dei-letti-cimex-lectularius.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/2334563573919086653'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/2334563573919086653'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2010/11/la-cimice-dei-letti-cimex-lectularius.html' title='LA CIMICE DEI LETTI (Cimex lectularius)'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-3903262844304431805</id><published>2010-08-30T03:42:00.000-07:00</published><updated>2010-08-30T03:42:13.649-07:00</updated><title type='text'>Trattamento dei problemi con insetti striscianti in casa vostra</title><content type='html'>&lt;h4&gt;Trattamento dei problemi con insetti striscianti in casa vostra&lt;/h4&gt;Condividere  la vostra abitazione con una delle migliaia di specie di insetti  scoperti in questo paese non è mai divertente. Non solo la diffusione di  malattie può essere attribuita ad alcuni ‘insetti striscianti' e  ‘intrusi occasionali’, essi possono anche danneggiare i beni di casa  vostra, per non citare la pura angoscia che provocano ai numerosi  erpetofobici – la paura degli insetti striscianti – in questo paese.&lt;br /&gt;&lt;h4&gt;Tipi  di problemi con gli insetti striscianti&lt;/h4&gt;Esistono migliaia di  specie diverse di ‘insetti striscianti' e ‘intrusi occasionali’, ma  alcuni tra I più comuni sono:&lt;br /&gt;&lt;img alt="Immagine di Antreno" class="align-right" height="107" src="http://www.rentokil.it/images/image_258308.jpg" width="144" /&gt;&lt;a href="http://www.rentokil.it/guida-agli-infestanti/insetti-e-ragni/infestanti-dei-tessuti/antreno/index.html" title=""&gt;&lt;b&gt;Antreno&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; – Questa specie si presenta in svariate  forme, dimensioni e colore, ma in genere come forma assomiglia a una  coccinella di colore variabile tra nero e bruno e anche tra bianco e  giallo. La lunghezza media degli adulti è di 2-3mm.&lt;br /&gt;Gli adulti non  sono un infestante nella vostra casa, poiché tendono a vivere fuori e  si cibano di nettare e polline. Tuttavia, verso la fine dell’estate è  estremamente probabile che entrino nella vostra abitazione e depongano  fino a 40 uova per volta in qualsiasi fibra naturale, come tende e  tappeti presenti in casa.&lt;br /&gt;Le uova mutano in larve entro 2-3  settimane e sono queste larve – a volte chiamati antreni – che  danneggiano così tanto, poiché la loro dieta è costituita da qualsiasi  fibra naturale come tappeti, tessuti d'arredo e vestiti.&lt;br /&gt;&lt;img alt="Immadine di Pesciolino d'argento" class="align-right" src="http://www.rentokil.it/images/image_258309.jpg" /&gt;&lt;a href="http://www.rentokil.it/guida-agli-infestanti/insetti-e-ragni/insetti-nelle-crepe-e-nelle-fessure/pesciolino-d-argento/index.html" title=""&gt;&lt;b&gt;Pesciolino d'argento&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; – Gli adulti sono lunghi  10-12mm, di colore grigio argento e dalla forma di un siluro con tre  setole in fondo all’addome. Il pesciolino d’argento ha bisogno di un  ambiente umido e caldo e si trovano spesso in bagni e cucine. Si nutrono  di avanzi di cibo e, sebbene preferiscono una dieta ricca di amidi,  hanno sviluppato la capacità di digerire la cellulosa e possono  provocare seri danni se si infiltrano in dipinti o collezioni di libri.&lt;br /&gt;&lt;img alt="Immagine di Forbicina" class="align-right" height="98" src="http://www.rentokil.it/images/image_258310.jpg" width="144" /&gt;&lt;a href="http://www.rentokil.it/guida-agli-infestanti/insetti-e-ragni/insetti-nelle-crepe-e-nelle-fessure/forbicina/index.html" title=""&gt;&lt;b&gt;Forbicine&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; – Gli adulti sono lunghi 14-23mm, di  colore bruno scuro e all’estremità posteriore presentano delle pinze. Le  pinze, curve nel maschio e dritte nella femmina, non sono velenose e vi  faranno solo un piccolo pizzicotto. La femmina depone circa 40 uova  all’anno e in seguito alleva lei stessa il piccolo– cosa insolita nel  mondo degli insetti. Le forbicine si nutrono di vegetazione verde e di  altre piante, quindi sono più un fastidio nel giardino che in casa.&lt;br /&gt;&lt;h4&gt;&lt;a href="" id="signs" name="crawliecontrol"&gt;Come tenere lontani gli insetti  striscianti&lt;/a&gt;&lt;/h4&gt;Sigillare i punti d’entrata può impedire  l’accesso in casa di intrusi occasionali. I rischi principali sono le  aperture sotto le porte o attorno alle tubature all’esterno o le  proprietà adiacenti.&lt;br /&gt;Sigillate anche le aperture dove gli insetti  potrebbero nascondersi – molti di questi insetti, come le forbicine e  gli antreni, sono notturni e durante il giorno si nascondono in fessure e  crepe nei muri, attorno ai battiscopa o dietro alle prese elettriche.&lt;br /&gt;Pulite  regolarmente con l’aspirapolvere tappeti e tappetini per eliminare  tutte le uova che gli antreni potrebbero aver deposto e, ad intervalli  regolari, usate degli shampoo insetticidi per tappeti.&lt;br /&gt;La ragione  più comune per cui un qualsiasi insetto entra in casa vostra è la sua  ricerca di cibo e di acqua, quindi assicuratevi che non ce ne sia di  disponibile, adottando le seguenti misure.&lt;br /&gt;&lt;ul class="noindent"&gt;&lt;li&gt;Conservate  il cibo in contenitori o in sacchetti di plastica sigillati&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Eliminate  immediatamente tutto il cibo avanzato e rovesciato&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Eliminate  gli avanzi di cibo sotto i frigoriferi e i fornelli&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Pulite  immediatamente le stoviglie e le posate utilizzate&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Di notte,  eliminate cibo, acqua e lettiera di animali domestici&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Conservate  i rifiuti o il compost in bidoni sigillati&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Fate attenzione a  pannolini usati o a vestiti sporchi&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Non lasciate liquidi in  lavandini o secchi durante la notte&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;I pesciolini d’argento  hanno bisogno di un ambiente umido ma caldo in cui vivere, quindi  accertatevi che le stanze siano asciutte e ben ventilate.&lt;br /&gt;&lt;h4&gt;Come  sbarazzarsi degli insetti striscianti&lt;/h4&gt;Se non trattati, alcuni  intrusi occasionali si insediano rapidamente in grandi quantità e si  spargeranno nelle proprietà adiacenti.&lt;br /&gt;Nel caso di un’infestazione  di Antreno, vi consigliamo di passare l’aspirapolvere su tutti i  tappeti e di lavarli con un detersivo insetticida per tappeti. Tutti i  vestiti, tende o tessuti d’arredo che mostrano dei segni di infestazione  o di danneggiamento provocato dalle larve di antreno dovrebbero essere  puliti a secco.&lt;br /&gt;&lt;h4&gt;&lt;a href="" id="signs" name="diycrawlie"&gt;Controllo Fai da  Te degli insetti striscianti&lt;/a&gt;&lt;/h4&gt;Sul mercato è disponibile una  vasta gamma di prodotti Fai da Te che possono essere utilizzati  efficacemente contro svariati insetti e intrusi occasionali. Seguite le  istruzioni per assicurarvi un uso sicuro ed efficace.&lt;br /&gt;Tuttavia,  potrebbe risultarvi difficile raggiungere tutti gli angoli, fessure e  crepe che alcuni di questi insetti usano come nascondiglio, soprattutto  con i prodotti amatoriali. Spesso, problema radicato di infestanti  richiede un controllo professionale degli infestanti per garantire che  il problema non si ripresenterà.&lt;br /&gt;&lt;h4&gt;&lt;a href="" id="signs" name="proffcrawlie"&gt;Controllo professionale degli infestanti&lt;/a&gt;&lt;/h4&gt;Gran  parte degli Insetti Striscianti o Intrusi Occasionali sono degli  infestanti più in giardino che in casa. Tuttavia, non è sempre così e  qualcuno di questi infestanti risulterà molto difficile da controllare.  Mentre i prodotti insettici possono trattare il problema immediato, per  un problema di lunga durata è spesso necessario il trattamento da parte  di un tecnico qualificato per il controllo degli infestanti.&lt;br /&gt;I  tecnici Puliterl dispongono di una gamma di potenti insetticidi per il  trattamento di Insetti Striscianti o Intrusi Occasionali.&lt;br /&gt;Inoltre,  minimizziamo il rischio di insetticidi in casa con prodotti esclusivi &lt;br /&gt;la puliter offre un servizio su chiamata per il trattamento dei problemi di  infestanti in casa. Il nostro servizio è rapido, efficace e offre il  massimo livello di sicurezza per la vostra famiglia e gli animali  domestici.&lt;br /&gt;Se desiderate ulteriori consigli o volete fissare una  visita da parte di un tecnico puliter, chiamate gratuitamente il &lt;b&gt;800 125 732 &lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-3903262844304431805?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/3903262844304431805/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2010/08/trattamento-dei-problemi-con-insetti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/3903262844304431805'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/3903262844304431805'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2010/08/trattamento-dei-problemi-con-insetti.html' title='Trattamento dei problemi con insetti striscianti in casa vostra'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-3613520073809645008</id><published>2010-07-08T05:57:00.000-07:00</published><updated>2010-07-08T05:57:43.858-07:00</updated><title type='text'>Malattie infettive  ( Malattie da insetti )</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/TDXLL0n6aRI/AAAAAAAAAFI/L5QNMk5nlrU/s1600/peste.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/TDXLL0n6aRI/AAAAAAAAAFI/L5QNMk5nlrU/s320/peste.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;I morsi degli insetti non sono solo fastidiosi e dolorosi ma possono anche nascondere insidie ben più gravi. Molti germi che sono patogeni per l'uomo, ovvero che possono causare malattie, non lo sono, invece, per molti animali e per gli insetti. Ecco allora che l'insetto diventa un vettore: un portatore sano in grado di trasportare il microrganismo patogeno dall'animale che lo ospita (o da una persona infetta) all'uomo. Per evitare spiacevoli sorprese occorre evitare di farsi pungere, non solo durante i viaggi all'estero ma anche quando si effettuano gite in campagna, nei boschi o comunque in zone dove ci siano animali (mucche, maiali, cavalli, uccelli). Qualora si venga punti ugualmente non sottovalutare i sintomi che compaiono nei giorni seguenti: d'estate o in vacanza anche poche linee di febbre o la comparsa di macchie rosse (come quelle delle malattie esantematiche dei bambini) non sono un evento normale, meglio consultare un medico.&lt;br /&gt;Di seguito un breve elenco delle malattie che si possono contrarre dagli insetti, raggruppate in base al vettore che le può trasmettere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Zanzare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Malaria&lt;br /&gt;La malaria è una malattia recidivante causata da protozoi del generePlasmodium, i principali plasmodi sono: falciparum, vivax, ovale,malariae. Tali protozoi vengono trasmessi da malato a sano attraverso la puntura della femmina di zanzara del genere Anofele. A volte la trasmissione si verifica con la trasfusione di sangue e, occasionalmente, da madre a feto durante la gravidanza. La prognosi della malattia è in relazione al plasmodio responsabile (la malaria da falciparum è la più grave), alla sua resistenza ai farmaci antimalarici, alla precocità della diagnosi e del trattamento. I sintomi sono molto variabili, in genere sono presenti: accessi intermittenti di febbre, vomito, brividi, mal di testa, dolori muscolari esimil-influenzali, talora anemia e ittero. La malaria dafalciparum, se non trattata in tempo, può determinare insufficienza renale, coma e morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Febbre gialla &lt;br /&gt;E' una malattia infettiva acuta causata da un virus della famigliaTogaviridae, genere Flavivirus, il quale viene trasmesso da uomo a uomo dalla puntura di zanzare. In Africa nelle aree urbane il vettore appartiene alla specie AedesAegypti, mentre nella giungla le zanzare Haemagogus in sud America, Aedes africanus e Aedes simpsoni in Africa centrale, sono responsabili della trasmissione del virus dalla scimmia all'uomo. Il periodo di incubazione, dopo la puntura, è di 3-6 giorni poi compaiono brividi, febbre alta, mal di testaretrorbitario, dolori ossei e muscolari, stato di prostrazione, nausea e vomito. In seguito la malattia peggiora con ittero, emorragie, bradicardia,iperpiressia, oliguria. La terapia è solo sintomatica è la prognosi è grave: morte nel 30% dei casi; la miglior difesa è la vaccinazione profilattica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dengue&lt;br /&gt;E' una malattia di origine virale dovuta al Dengue virus (ne esistono almeno 4 tipi), genereFlafivirus, famiglia Togaviride (RNA). Il virus viene trasmesso mediante la puntura della femmina della zanzara Aedesaegypti; ma anche la specie Aedes albopictus (zanzara tigre) è in grado di fungere da vettore. La Dengue è una malattia in rapida progressione ed ormai si verificano milioni di casi ogni anno. E' diffusa in centro e sud America, nell'Africasubsahariana, in India, Indocina e nel sud-est asiatico. Dopo 6-8 giorni d'incubazione la malattia inizia improvvisamente con febbre alta, cefalea orbitaria e frontale, dolori alle articolazioni e ai muscoli, bradicardia. Dopo 4-5 giorni compaiono esantema, simile a quello del morbillo o della scarlattina, congestione al viso, disturbi gastrointestinali e respiratori,leucopenia. Raramente la malattia può presentarsi nella forma emorragica che è molto più grave. Le cure sono sintomatiche e la prognosi in genere favorevole; non esiste vaccino. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Filariosi&lt;br /&gt;Sono malattie causate da vermi cilindrici (nematodi) della famiglia delle filarie, trasmessi da uomo ad uomo o da animale a uomo, mediante la puntura di insetti (zanzare, tafani,simulidi). Sono diffuse soprattutto in Africa e Sud America.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Filariosi linfatica (f. di Bancroft) &lt;br /&gt;Causata dalle filarie delle specie Wuchereria bancrofti e Brugia malayi che sono veicolate dalle zanzare Culex Pipiens e da varie specie diAedes. I vermi adulti causano infiammazione e ostruzione delle vie linfatiche degli arti inferiori, con ristagno della linfa e conseguente edema. Le larve circolano nel sangue durante la notte, infatti la malattia si definisce anche di filariosi notturna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leishmaniosi&lt;br /&gt;Sono malattie a decorso cronico, causate da piccoli parassiti (protozoi) del genere Leishmania. Si conoscono numerose specie di Leishmanie:tropica, donovani, infantum, braziliensis, responsabili di forme differenti della malattia. Il periodo d'incubazione è piuttosto lungo per tutti i tipi di leishmaniosi e va da uno a qualche mese. I protozoi vengono trasmessi all'uomo mediante la puntura di insetti appartenenti al generePhlebotomus. Benché si conoscano centinaia di specie di flebotomi (pappataci), solo una trentina sono responsabili della trasmissione della malattia. E' la femmina del flebotomo che, nel succhiare il sangue dei mammiferi (cani, volpi, scimmie) e dell'uomo, trasmette la malattia dagli animali all'uomo o da uomo ad uomo. Questo insetto vettore è diffuso in tutte le regioni intertropicali e temperate del mondo. &lt;br /&gt;Leishmaniosi cutanea: dovuta a Leishmania tropica è caratterizzata da lesioni ulcerose sulla pelle del viso, delle gambe e delle braccia. Le lesioni iniziano con una macula rossa che poi evolve in nodulo duro, ricoperto di squame e ulcerato al centro, ma non doloroso. La papula guarisce in 1-2 anni ma lascia una cicatrice indelebile.&lt;br /&gt;Leishmaniosi cutaneo-mucosa: causata dalla Leishmaniabrasiliensis, è una forma più grave della precedente in cui le ulcere sono estese su tutto il corpo e interessano anche le mucose (bocca, fosse nasali), dove generano granulomi ulcerati. La prognosi è riservata.&lt;br /&gt;Leishmaniosi viscerale, conosciuta anche col nome di Kalaazar, è provocata dalla Leishmania donovani. L'inizio è subdolo, caratterizzato da accessi febbrili irregolari, perdita di peso, turbe gastroenteriche, astenia, ingrandimento del fegato e della milza. Successivamente si sviluppano anemia intensa, piastrinopenia con epistassi, tumefazioni linfoghiandolari e leucopenia spiccata; se non trattata la mortalità è altissima. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Febbre da flebotomi (f. dei tre giorni, dengue adriatico)&lt;br /&gt;Malattia virale acuta autolimitata, diffusa nel bacino del Mediterraneo, presenta sintomi simili a quelli dell'influenza. L ‘Arbovirus(RNA) viene trasmesso nei centri urbani da uomo a uomo, tramite il morso del Phlebotomuspapatasii,in America tropicale, invece, il vettore è la mosca silvestre della sabbia(Lutzomyia). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mosche&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Filariosi oculo-cutanea (oncocercosi)&lt;br /&gt;E' causata dalla filaria Onchocerca volvulus che viene trasmessa all'uomo dal simulium (unsimulide), insetto simile ad un moscerino. La filaria femmina adulta ha grandi dimensioni (fino a 50 cm.). Le lesioni più comuni sono: eruzioni cutanee, maculo papule, noduli, elefantiasi dei genitali esterni femminili; ma il quadro più grave è la cecità che si può verificare quando il verme si localizza al collo o al capo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tripanosomiasi africana (malattia del sonno)&lt;br /&gt;E' una malattia presente in Africa tra il 15° parallelo nord e il 20° parallelo sud. I protozoi (tripanosomi) responsabili della malattia vengono trasmessi all'uomo mediante la puntura della mosca TseTse, un grosso insetto grigio-marrone che punge di giorno. La mosca è attratta da oggetti in movimento e da colori scuri contrastanti e riesce a pungere anche attraverso vestiario leggero. Nella forma cronica, sostenuta dal tripanosoma bruceigambiense, i sintomi di malattia possono essere assenti per mesi o anni, dopo l'avvenuta infezione. In generale essi sono: febbre,linfoadenopatie, edemi cutanei, tachicardia, ipotensione, ingrandimento del fegato e della milza, meningo-encefalite con letargia. La presenza di detti sintomi è variabile da caso a caso. La forma acuta, sostenuta dal tripanosoma bruceirhodesiense, si presenta soprattutto con i sintomi della meningo-encefalite letargica, che insorge già dopo 6-28 giorni dall'infezione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tripanosmiasi americana (malattia di Chagas) &lt;br /&gt;E' una malattia diffusa in centro e sud America. E' dovuta ad un protozoo, il TripanosomaCruzi, che viene trasmesso all'uomo attraverso le feci di cimici alate del genereTriatoma. Queste ultime pungono la persona infetta per alimentarsi del suo sangue ed in questo modo assumono il parassita che poi si moltiplicherà nel loro intestino e verrà escreto con le feci. Sono le feci infette di tali cimici che, a contatto con piccolissime lesioni della pelle, possono consentire al tripanosoma di penetrare nell'organismo umano. Inoltre il tripanosoma può essere trasmesso anche con le trasfusioni di sangue. Nella forma acuta la malattia si presenta con edema sulla zona cutanea infetta, febbre ed infiammazione ghiandolare. A volte si hanno scompenso cardiaco, aritmie,meningoencefalite. Nella forma cronica si può avere: cardiopatia, megaesofago, megacolon ebronchiettasie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Filariosi da Loa Loa (diurna)&lt;br /&gt;Filariosi oculo-cutanea causata dalla filaria della specieLoa-loa, trasmessa dalla "mosca del mango", una specie di tafano del genereChrysops. E' caratterizzata da edemi superficiali al livello del volto o delle articolazioni con modica febbre. A volte il verme è visibile sotto la pelle e si muove; il fenomeno può interessare anche la congiuntiva e le sierose, le larve circolano nel sangue nelle ore diurne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Zecche&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le zecche sono parassiti degli animali (cani, topi, uccelli, ovini, animali selvatici) dei quali succhiano il sangue che serve loro da nutrimento. Le zecche utilizzano particolari propaggini articolate, icheliceri, per trafiggere la pelle in modo indolore e raggiungere un capillare sanguigno, poi consolidano la presa con l'aiuto di appendici uncinate e, quando sono sazie, si staccano senza alcuna conseguenza per l'ospite. Occasionalmente anche l'uomo può esserne vittima e alcune specie possono trasmettergli, con la saliva, gravi malattie come larickettsiosi, la meningoencefalite virale (TBE) e la borreliosi diLyme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Borreliosi di Lyme &lt;br /&gt;Malattia multisistemica ricorrente, causata da una spirocheta, Borreliaburgdorferi, trasmesso all'uomo dalla zecca Ixodes dammini (I. ricinus in Europa). Esordisce nella maggior parte dei casi con eritema cronico migrante, una caratteristica lesione cutanea che si espande, artralgie migranti e sintomi similinfluenzali (infezione localizzata). Dopo alcuni giorni, o settimane, l'infezione si diffonde attraverso il sangue e può provocare meningite,polineuriti, turbe della conduzione cardiaca, miocardite, paralisi del nervo facciale. Mesi o anche anni più tardi, dopo una fase di latenza, la malattia può ripresentarsi in maniera persistente con artrite cronica o intermittente, encefalopatia cronica,polineuropatia, acrodermatitis cronica atrophicans. Tuttavia, l'infezione tardiva cronica è piuttosto rara: con terapia antibiotica adeguata, infatti, la prognosi alo stadio 2 (infezione disseminata) è generalmente positiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Febbre di Crimea-Congo &lt;br /&gt;La febbre emorragica di Crimea-Congo fu descritta per la prima volta nel 1944 inCrimea. Poiché il virus causale fu successivamente individuato come il responsabile anche della febbre emorragica del Congo, il nome definitivo dato alla malattia è stato quello di febbre diCrimea-Congo. Benché si tratti principalmente di una zoonosi, anche nell'uomo si sono verificate epidemie. Il virus che causa la malattia appartiene al genere Nairovirus e alla famiglia deiBunyaviridae. Esso viene trasmesso all'animale o all'uomo attraverso la puntura di diverse zecche, tra cui le più comuni sono quelle del genereHyalomma.Tra gli animali più colpiti dall'infezione ci sono i bovini, gli ovini, le capre, ma anche gli struzzi e altri animali selvatici. L'uomo può essere infettato anche mediante il contatto con il sangue o i tessuti di animali infetti; molti casi infatti si sono verificati fra macellai, allevatori e veterinari. Anche il contatto col sangue o i tessuti di malati può risultare infettante. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Febbre purpurica (f. del Colorado, f.delle montagne rocciose) &lt;br /&gt;E' una malattia causata da Rickettsia rickettsi, endemico in tutto il continente americano, soprattutto negli stati Uniti. Il batterio viene trasmesso all'uomo dalla puntura della zecca DermacentorAndersoni, che lo assume nutrendosi del sangue di roditori (scoiattoli, ricci ecc.) o cani infetti. Dopo un periodo di incubazione, variabile da un giorno ad un massimo di due settimane, insorgono rapidamente febbre, dolori muscolari, vertigini, dolore e rigiditànucale, mal di schiena, cefalea, dolori oculari e fotofobia. Circa 3-4 giorni più tardi compare l'esantemamaculo-papuloso, prima rosso purpureo poi emorragico (petecchiale), caratterizzato cioè da emorragie cutanee e mucose, cui si possono aggiungere tachicardia, irrequietezza, insonnia, stato confusionale e convulsioni. Se trattata in tempo con antibiotici si risolve, altrimenti può essere mortale, tuttavia è anche possibile vaccinarsi in anticipo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Febbre emorragica di Omsk&lt;br /&gt;E' una malattia virale trasmessa da zecche, diffusa in Siberia nella regione di Omsk e diNovosibirsk. Il virus responsabile di questa malattia è simile a quello che determina la febbre emorragica della foresta di Kyasanur (India). Il vettore del virus è la zecca(Dermacentor pictus e Dermacentor marginatus) che funge da trasportatore del virus da roditori, quali il topo muschiato, e dall'uomo. Dopo un periodo di incubazione di 3-8 giorni la malattia si manifesta con febbre, cefalea, dolori al dorso e agli arti, spossatezza. e con la comparsa di una eruzione sul palato molle. Nei casi più gravi si hanno emorragie soprattutto a carico delle gengive e dell'apparato digerente. La mortalità è bassa, ma la guarigione è piuttosto lenta, il periodo febbrile può durare infatti fino a 2 settimane. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Encefaliti europea e giapponese&lt;br /&gt;Appartengono ad un'ampia casistica di malattie (encefaliti,meningoencefalite, meningomieloencefaliti) di origine virale, trasmesse da zecche o zanzare, che si differenziano a seconda dell'area geografica in cui si presentano. L'encefalite centro-europea e quella giapponese, veicolate rispettivamente da una zecca(Ixodes ricinus) e da una zanzara (Culex), sono molto diffuse. I virus responsabili della malattia appartengono al gruppo B deiFlavivirus, famiglia Togaviridae. La zecca può trasmettere il virus anche attraverso le uova, inoltre il virus si ritrova nel latte non pastorizzato di animali infetti (mucche, pecore e capre). Le encefaliti hanno una sintomatologia comune edifasica: inizio acuto simil-influenzale, breve remissione, poi ripresa con comparsa dei segni neurologici fino al coma. La terapia è sintomatica e la prognosi riservata, fatta eccezione per le forme benigne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Febbre bottonosa (eruttiva mediterranea, del Carducci)&lt;br /&gt;La febbre bottonosa è una malattia infettiva acuta causata da un germe, la Rickettsia conori trasmessa all'uomo dalla puntura della zecca del cane. E' diffusa nel bacino del Mediterraneo, in Medio Oriente e in Africa. La zecca vettore, Riphicephalussanguineus, è un tipico parassita del cane, ma anche roditori, bovini, ovini, conigli possono fungere da serbatoio. La zecca stessa può essere infettata dal Rickettsia, in questo caso essa può trasmettere la rickettsiosi anche attraverso le sue uova. I sintomi sono: febbre alta e continua per 1-2 settimane, brividi, cefalea, congiuntivite, dolori articolari e muscolari. L'esantema maculo-papuloso compare dopo 3-4 giorni agli arti, al tronco, sulle palme delle mani e sulle piante dei piedi, con eruzioni isolate e rilevate (a forma di bottone). Si cura con antibiotici e la prognosi è benigna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pidocchi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tifo esantematico (petecchiale)&lt;br /&gt;Il tifo esantematico è una malattia infettiva dovuta alla Rickettsiaprowazeki, un germe che viene trasmesso all'uomo mediante le feci di pidocchi, Pediculus humanuscorporis, infetti. In passato, soprattutto a seguito di guerre o carestie che compromettevano le condizioni igienico-sanitarie delle popolazioni, la malattia era molto frequente, anche in Europa. Oggi si verificano solo casi limitati o piccoli focolai, soprattutto in Africa, Sud-Est asiatico, America Latina, Europa dell'Est. La malattia riguarda esclusivamente l'uomo; non esistono infatti serbatoi animali. La trasmissione da un individuo all'altro avviene allorché il pidocchio succhia il sangue di un individuo infetto e deposita le feci sulla pelle o sulle mucose di un individuo sano. La rickettsia presente nelle feci penetra nell'individuo sano attraverso le lesioni da grattamento o, più raramente, attraverso le mucose. Dopo 1-2 settimane d'incubazione l'infezione si manifesta bruscamente con brividi, cefalea, dolori lombari, vertigini, vomito e febbre alta con delirio e tremori. Dopo 3-4 giorni compare l'esantema a piccole macchie, lungo il tronco e gli arti, che causano poi piccole emorragie (petecchie). Il tifo può dare complicanze cardiache, polmonite, nefrite, otite, flebiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Febbre quintana (f. dei cinque giorni, f. volinica)&lt;br /&gt;Malattia acuta ma autolimitata dovuta all'infezione da Rickettsia quintana, trasmessa dal pidocchio del corpo(Pediculus humanus). Si presenta con febbre alta e intermittente, dolori generalizzati e particolarmente intensi alle creste tibiali, brividi, sudori e vertigini. Può comparire anche un esantema fugace (dura solo 2 giorni) maculo-papuloso simile a quello del tifo e, talora, si presentano recidive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pulci&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Peste &lt;br /&gt;E' una malattia batterica contagiosa, causata da un bacillo denominato Yersinia pestis che viene trasmesso all'uomo dalla puntura delle pulci del ratto. Questo germe può essere trasmesso anche da malato a sano per via aerea, con la tosse, lo starnuto o le secrezioni oro-faringee. L'incubazione dura al massimo una settimana, poi insorgono febbre alta, brividi, tachicardia, vomito, diarrea, vertigini, delirio e altre complicazioni. Il decorso è sfavorevole nelle forme polmonare e setticemica, curabili invece, se l'intervento è tempestivo, la peste bubbonica e quella cutanea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tifo murino &lt;br /&gt;Il tifo murino, detto anche tifo endemico da pulci, è una malattia causata da un germe: la Rickettsia mooseri trasmessa all'uomo dalla pulce del ratto. La malattia può interessare ogni Paese, attualmente si presenta generalmente con casi sporadici e colpisce soprattutto coloro che vivono in abitazioni o in ambienti di lavoro infestati da ratti. La pulce responsabile, Xenopsyllacheopis, una volta punto il ratto infetto deposita le feci sulla pelle dell'individuo sano, il quale a sua volta si infetta inoculandosi il germe attraverso le lesioni dagrattamento. Più raramente l'infezione si verifica per ingestione o inalazione di prodotti inquinati da feci di ratti o di pulci infetti. La sintomatologia è simile a quella del tifo esantematico ma molto attenuata, si cura con antibiotici e la prognosi è favorevole.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-3613520073809645008?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/3613520073809645008/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2010/07/malattie-infettive-malattie-da-insetti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/3613520073809645008'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/3613520073809645008'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2010/07/malattie-infettive-malattie-da-insetti.html' title='Malattie infettive  ( Malattie da insetti )'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/TDXLL0n6aRI/AAAAAAAAAFI/L5QNMk5nlrU/s72-c/peste.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-9177666291327262453</id><published>2010-07-05T23:14:00.000-07:00</published><updated>2010-07-05T23:16:04.068-07:00</updated><title type='text'>Temperatura ideale in casa: come ci aiuta il climatizzatore</title><content type='html'>Ve ne sarete resi conto: IL CALDO è ORMAI ALLE PORTE e la corsa al climatizzatore è iniziata!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il caldo eccessivo, oltre a rendere impossibile la benchè minima attività quotidiana, può causare problemi seri di salute come la diminuzione eccessiva della pressione e la disidratazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La parola d’ordine è quindi: CLIMATIZZARE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un impianto di climatizzazione multisplit è la soluzione ideale per rinfrescare e scaldare più locali, anche tutta l’abitazione. È costituito da più unità interne, in un numero che va da due a otto, collegate ad un’unità esterna che fa funzionare in modo separato gli elementi interni: ogni unità si attiva e si regola a piacere in modo indipendente rispetto alle altre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Split interni e unità esterna sono collegati tra loro da sottili tubazioni per il circuito di gas refrigerante e dalle linee elettriche: queste possono venire incassate nelle pareti o essere racchiuse in apposite canaline per chi vuole evitare lavori di muratura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’unità esterna deve avere una potenza adeguata per supportare il funzionamento contemporaneo di tutti gli split interni; questi ultimi possono avere potenze diverse e vanno scelti in rapporto al volume da raffreddare, all’esposizione solare, al numero di finestre e ad altri fattori che un buon tecnico sa valutare con esperienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo è buona regola affidarsi a ditte specializzate come la nostra in possesso di conoscenza specifica del prodotto che forniscono consulenze e preventivi gratuiti sul posto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo questo può garantirti un prolungato e efficiente funzionamento dell’impianto, rendendo sufficiente come unica forma di manutenzione dei semplici controlli periodici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un occhio di riguardo alla TECNOLOGIA INVERTER: questa consente al compressore del climatizzatore di modulare la propria velocità e potenza in rapporto al funzionamento richiesto. Praticamente il climatizzatore porta l’ambiente alla temperatura desiderata e poi abbassa i 'giri' del motore al minimo mantenendo costante la temperatura e consumando il minimo indispensabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per apparecchi tecnologicamente evoluti di questo genere, i cosidetti CLASSE A/A con gas ecologico R410A, si parla di consumi minimi di 150-200 Watt./h, paragonabili quindi a quelli di due-tre comuni lampadine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In commercio si trovano apparecchi di ogni genere e prezzo: ma ATTENZIONE! I climatizzatori non sono assolutamente tutti uguali e a parità di potenza c’è il rischio di acquistarne uno che consuma 5 volte tanto rispetto ad un altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un aspetto importante da non sottovalutare è il sistema di FILTRAZIONE dell’aria: i filtri infatti hanno il compito di trattenere le impurità contenute nell’aria neutralizzandole, eliminando allo stesso tempo i cattivi odori ed i batteri responsabili del cosidetto 'inquinamento casalingo' sempre più spesso responsabile di allergie e disturbi respiratori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo modo l’aria risulta più respirabile e 'frizzante', simile a quella di montagna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Assolutamente in primo piano la DEUMIDIFICAZIONE: se il livello di umidità è basso, l’organismo ha una più corretta sudorazione e non si avrà quella sensazione di caldo appiccicoso e di disidratazione anche della pelle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie all'esperienza acquisita con il passare degli anni oltre ad impianti 'domestici' siamo in grado di progettare ed eseguire impianti per uso commerciale, per il trattamento aria, costruzioni di canali per la climatizzazione, e tutto quanto necessario a raggiungere il cosiddetto 'benessere ambientale'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fondamentale è per noi curare allo stesso modo il post-vendita con manutenzioni mirate e solerti che soddisfano da sempre la nostra clientela.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parlate con un installatore qualificato come noi per aumentare il vostro benessere e il valore della vostra abitazione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-9177666291327262453?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/9177666291327262453/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2010/07/temperatura-ideale-in-casa-come-ci.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/9177666291327262453'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/9177666291327262453'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2010/07/temperatura-ideale-in-casa-come-ci.html' title='Temperatura ideale in casa: come ci aiuta il climatizzatore'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-6202630807895431414</id><published>2010-06-22T02:00:00.000-07:00</published><updated>2010-06-22T02:00:51.307-07:00</updated><title type='text'>COSA SONO LE ZECCHE "UTILE DA SAPERE "</title><content type='html'>&lt;h1 align="center"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Stylus BT; letter-spacing: 1pt; text-decoration: underline;"&gt; &lt;span style="color: silver;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;COSA SONO LE ZECCHE&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/TCB62dAtAVI/AAAAAAAAAFA/1-yAvi5RUy8/s1600/ZECCHE.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/TCB62dAtAVI/AAAAAAAAAFA/1-yAvi5RUy8/s320/ZECCHE.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt;&lt;span style="font-family: Stylus BT;"&gt;Ematofagi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: center;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt;&lt;span style="font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt;Le zecche sono  parassiti che utilizzano  un piatto unico: il sangue.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: center;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver; font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt;Parassiti di  mammiferi-uccelli&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver; font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt;In natura esistono  centinaia di tipi di  zecche che si nutrono di sangue di mammiferi e di uccelli. Fra i  mammiferi che  vengono colpiti dall’infestazione da zecche ricordiamo i bovini, gli  equini, gli  ovi-caprini, i suini, gli animali selvatici, i cani e i gatti.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: center;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver; font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt;Parassita dell'uomo  (zecca del cane)&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt; &lt;span style="font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt;La zecca che talvolta colpisce l’uomo,  creando seri problemi, è quella che comunemente attacca il cane (ospite  d’elezione) e che in termini scientifici&amp;nbsp; viene chiamata “Rhipicephalus  Sanguineus”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt;&lt;span style="font-family: Stylus BT; font-size: medium;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt;&lt;span style="font-family: Stylus BT; font-size: medium;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;h1 align="center"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Stylus BT; letter-spacing: 1pt; text-decoration: underline;"&gt; &lt;span style="color: silver;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;DOVE SI TROVANO LE ZECCHE&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt;&lt;span style="font-family: Stylus BT;"&gt;Autunno-Inverno&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt;&lt;span style="font-family: Stylus BT;"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt; &lt;span style="font-size: small;"&gt;Nelle stagioni fredde le zecche vivono in una forma di  letargo  tenendosi protette dalle avversità climatiche sotto la vegetazione o  sotto le  pietre. Esse si possono interrare fino ad una profondità di 10 cm.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: center;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt; &lt;span style="color: silver; font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt;Zone  rurali&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver; font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt; &lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt;In campagna le zecche  rimangono nascoste nei cespugli e nei fili d’erba fresca o secca, in  attesa del  passaggio dell’ospite su cui aggrapparsi. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: center;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt; &lt;span style="color: silver; font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt;Aree  urbane&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver; font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt; &lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt;Le zecche tendono a  colonizzare anche nei centri abitati dove in inverno rimangono protette  dalle  avversità atmosferiche nelle crepe e nelle fessure dei muri e delle  strade.  Nelle stagioni favorevoli per il loro sviluppo, si muovono lungo i muri,  i  marciapiedi e le strade, alla ricerca dei cani, dei gatti e,  eventualmente,  dell’uomo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: center;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt; &lt;span style="color: silver; font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt;Peli animali-cute&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt; &lt;span style="font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt; &lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt;E’ sufficiente che  l’ospite sfiori la zecca che questa, grazie a speciali ventose, si porta  sui  suoi peli, sulla cute o, nel caso dell’uomo, sugli abiti. Da questo  momento il  parassita inizia la ricerca del sito di cute dove poter infiggere la  testa  (rostro).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt;&lt;span style="font-family: Stylus BT; font-size: medium;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt;&lt;span style="font-family: Stylus BT; font-size: medium;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;h1 align="center"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Stylus BT; letter-spacing: 1pt; text-decoration: underline;"&gt; &lt;span style="color: silver;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;QUANDO SI SVILUPPANO LE ZECCHE&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt;&lt;span style="font-family: Stylus BT;"&gt;Primavera-Estate&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt;&lt;span style="font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt; &lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt;Con l’inizio della bella  stagione le zecche abbandonano lo stato di letargo e vanno alla ricerca  di un  pasto di sangue, attratte dalla anidride carbonica, dal calore corporeo e  dalle  vibrazioni provocate dal movimento degli ospiti. Per la germinazione  delle uova  la temperatura ambientale ottimale si aggira intorno a 15 – 20 °C.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;h3&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt; &lt;span style="font-family: Stylus BT; letter-spacing: 1pt; text-decoration: underline;"&gt; &lt;span style="font-size: medium;"&gt;CICLO EVOLUTIVO DELLE ZECCHE&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/h3&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt;&lt;span style="font-family: Stylus BT;"&gt;Zecca femmina&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt;&lt;span style="font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt; &lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt;Dopo l’accoppiamento ed un  completo pasto di sangue, la femmina produce tantissime uova che vengono  emesse  avvolte da una sostanza particolare che le tiene unite ed allo stesso  tempo le  protegge dalla avversità ambientali, in particolare dalla  disidratazione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: center;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt; &lt;span style="color: silver; font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt;Attesa dell'ospite&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver; font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt; &lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt;Le larve delle zecche  sentono da subito la necessità di effettuare il pasto di sangue. Si  portano  preferenzialmente sugli steli dell’erba in attesa del passaggio  dell’animale, o  si spostano attratte dagli stimoli fisici e chimici prodotti dagli  ospiti. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: center;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt; &lt;span style="color: silver; font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt;Organo  di Haller&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver; font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt; &lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt;Nel primo paio di zampe  della zecca di trova l’organo di Haller, altamente sensitivo e capace di   percepire gli stimoli fisici e meccanici (calore emesso dal corpo  dell’ospite e  qualsiasi vibrazioni provocate dal movimento dell’animale). L’organo di  Haller è  in grado di rilevare anche gli stimoli chimici come l’anidride  carbonica.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt; &lt;span style="font-family: Stylus BT; font-size: medium;"&gt; &lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;h1 align="center"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Stylus BT; letter-spacing: 1pt; text-decoration: underline;"&gt; &lt;span style="color: silver;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;PERICOLOSITA’ DELLE ZECCHE&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt;&lt;span style="font-family: Stylus BT;"&gt;Azione  traumatica&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt;&lt;span style="font-family: Stylus BT;"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt; &lt;span style="font-size: small;"&gt;La zecca, per poter prelevare il sangue, deve infiggere  la  propria testa (rostro) nel sottocute dell’ospite. Con la prima coppia di  arti  foggiata a mo’ di forbice, il parassita incide la pelle senza provocare  dolore  nell’animale perché&amp;nbsp; nella saliva è presente una sostanza a forte azione   anestetica. Il rostro viene fissato saldamente ai lembi della ferita,  grazie ad  una sostanza cementante, sempre presente nella saliva della zecca.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: center;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt; &lt;span style="color: silver; font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt;Azione  anemizzante&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt; &lt;span style="font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt; &lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt;Una volta che si è ben  ancorata nella cute dell’ospite, il parassita inizia il pasto. Il  prelievo di  sangue viene facilitato da una sostanza ad azione emorragica secreta  dall’acaro  con la saliva. La zecca, a differenza della zanzara, non spreca energia  per  aspirare il sangue: sfrutta l’onda elastica derivante dall’attività  cardiocircolatoria dell’animale ospite.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt; &lt;span style="color: silver;"&gt;&lt;span style="font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt;La zecca trattiene  la parte corpuscolata del  sangue e rigurgita la parte liquida. Questo significa che una zecca,  prelevando  la parte secca del sangue, acquisisce una grande quantità di materiale  ematico  pari a 3 – 4 volte il proprio peso a digiuno. Nel caso in cui l’animale  ospite  viene interessato da un certo numero di zecche, va pericolosamente  incontro ad  uno stato di anemia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: center;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt; &lt;span style="color: silver; font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt;Azione allergizzante&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver; font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt; &lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt;Alcuni ospiti, compreso  l’uomo, possono reagire in forma esuberante di fronte al contatto con la  saliva  della zecca ed andare incontro ad uno stato allergico, con esito  talvolta letale  quando si perviene allo shock anafilattico.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: center;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt; &lt;span style="color: silver; font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt;Azione  neurotossica&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Stylus BT;"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt; &lt;span style="color: silver; font-size: small;"&gt;La zecca, sempre tramite la saliva, può  inoculare delle sostanze  lesive del sistema nervoso dell’ospite, provocando così dei fatti di  paresi e  paralisi. L’azione neurotossica è facilitata dal fatto che la zecca  preferisce  localizzarsi nei siti anatomici che, oltre a essere riccamente  vascolarizzati,  sono allo stesso tempo abbondantemente innervati per cui la lesione  nervosa  assume una rapida diffusione ascendente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: center;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver; font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt; &lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Azione vettoriale di malattiele  di malattie&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt; &lt;span style="font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt; &lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt;Nel caso in cui l’animale  ospite sia un portatore di patologie, le zecche, con il prelievo di  sangue,  assumono gli agenti di tali malattie, i quali vengono inoculati ad un  altro  animale dalla stessa zecca, oppure, tramite l’ovaio,&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; passano&amp;nbsp; alle  nuove  generazioni di zecche. In Sardegna, una delle più frequenti malattie che  la  zecca del cane trasmette all’uomo è la Rickettsiosi, malattia che può  portare a  morte una persona se la terapia specifica non viene fatta ,oppure, se  viene  praticata tardivamente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt;&lt;span style="font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt; &lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: center;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;h2&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt;&lt;span style="font-family: Stylus BT; font-size: medium;"&gt; &lt;span style="font-weight: 400; letter-spacing: 1pt; text-decoration: underline;"&gt;PREVENZIONE E  LOTTA ANTIPARASSITARIA&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt; &lt;span style="font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt;Zone  incolte - Aree  agricole&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt;&lt;span style="font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt;&lt;span style="font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt; &lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt;Ogni anno i Sindaci  emettono le ordinanze che impongono ai proprietari di terreni  prospicienti le  strade pubbliche di effettuare la pulizia dalle sterpaglie. Tutto ciò si  rende  necessario, oltre che per prevenire gli incendi, anche per creare alle  zecche un  habitat sfavorevole e allo stesso tempo per facilitare un’eventuale&amp;nbsp;  disinfestazione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: center;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver; font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt;Centri urbani&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver; font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt; &lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt;Gli enti preposti alla  prevenzione delle infestazioni da zecche, ogni anno &lt;u&gt;devono&lt;/u&gt;  mettere in  campo tutte quelle azioni atte a mantenere in ordine e pulite le aree  pubbliche  destinate ai giuochi dei bambini (parco giuochi, giardini ed aiuole).  L’habitat  ideale per lo sviluppo dei parassiti nei centri abitati si crea, in  particolare,  nelle aree urbane degradate o fatte oggetto di discariche, le quali  costituiscono un punto di attrazione degli animali randagi, con  conseguente  diffusione delle zecche. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: center;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver; font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt;Aziende zootecniche&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver; font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt; &lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt;Negli allevamenti  zootecnici è facile trovare dei cani tenuti permanentemente alla catena.  L’area  su cui l’animale può muoversi costituisce un vivaio di zecche nei vari  stadi  evolutivi (forme adulte, larve e uova). Questo deve essere il sito  obbligato  dell’intervento di disinfestazione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver; font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt; Cani da guardia, da  caccia, d’affezione&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver; font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt; &lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt;Tutte le aree destinate ai  cani urbani (giardini e canili) costituiscono un potenziale sito di  moltiplicazione e diffusione delle zecche se non ci si attiva a tenere  l’ambiente pulito e se, periodicamente, non si fanno le disinfestazioni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver; font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt;Prevenzione e controllo  randagismo &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt; &lt;span style="font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt; &lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt;Esistono delle leggi  nazionali e regionali che prevedono la costruzione di canili ed il  servizio di  accalappiacani. Ciononostante la situazione del randagismo è affidata  quasi  completamente alle iniziative del volontariato, per cui l’animale  randagio  costituisce ancora una mina vagante per varie malattie infettive,  comprese  quelle trasmesse tramite la puntura delle zecche.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt;&lt;span style="font-family: Stylus BT; font-size: medium;"&gt; &lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt;&lt;span style="font-family: Stylus BT; font-size: medium;"&gt; &lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;h3&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Stylus BT; letter-spacing: 1pt; text-decoration: underline;"&gt; &lt;span style="color: silver;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;CURARSI DEL PROPRIO CANE&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/h3&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt;&lt;span style="font-family: Stylus BT;"&gt; &lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Antiparassitari sul cane&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt;&lt;span style="font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt; &lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt;Con l’inizio della  primavera, quando le condizioni climatiche si stabilizzano su valori  favorevoli  al risveglio delle zecche e alla germinazione delle uova è&amp;nbsp; bene  applicare  al cane il collare antizecche il quale, al contatto del caldo umido  della  regione del collo dell’animale, libera una sostanza antiparassitaria.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left; text-indent: 21.2pt;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt;&lt;span style="font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt; &lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt;In commercio esistono  degli antiparassitari che possono essere usati per applicazione spray  oppure  mediante una soluzione che viene distribuita lungo la schiena  dell’animale.  Tutti questi prodotti tendono a sciogliersi nel grasso dei peli e della  pelle, e  si estendono a tutto il corpo dell’animale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left; text-indent: 21.2pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver; font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt; &lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Disinfestazione cuccia, canile, ambienti frequentati dai cani&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left; text-indent: 21.2pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver; font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt;Le  zecche tendono a riprodursi attivamente nelle aree dove sono presenti i  cani in  quanto hanno così l’opportunità di avere una alimentazione ottimale.  Questi  ambienti sono pertanto dei punti fondamentali dove concentrare l’azione  di  disinfestazione. Oltre all’uso di prodotti chimici è consigliabile  l’impiego  della fiamma a pressione per meglio agire sui parassiti e sulle uova  annidatisi  nelle crepe.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver; font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt;Rientro passeggiate -  Rientro attività venatorie&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver; font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt; &lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt;Al rientro dalla  passeggiata con il cane, oppure, al rientro dall’attività venatoria, è  sempre  prudente controllare se qualche zecca si è inserita sui peli o sulla  cute del  nostro amico fedele. Se l’animale ha il pelo folto, basta massaggiare su  tutto  il corpo e, con la sensibilità dei polpastrelli, si può rilevare la  presenza di  una formazione solida che potrebbe essere il corpo di una zecca. E’  sufficiente  trovare l’acaro una volta e poi si diventa “maestri”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: center;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt; &lt;span style="font-family: Stylus BT; letter-spacing: 1pt; text-decoration: underline;"&gt; &lt;span style="font-size: medium;"&gt;COME SI ASPORTANO LE ZECCHE&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt;&lt;span style="font-family: Stylus BT;"&gt; &lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Guanti - pinzette&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt;&lt;span style="font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt; &lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt;Avere a che fare con le  zecche costituisce sempre un fatto a rischio, per cui è prudente usare  guanti e  pinzette quando si tratta di manipolare il corpo del parassita  specialmente  nelle fasi di asportazione dalla cute.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: center;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver; font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt; &lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Batuffolo  cotone&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver; font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt;La  zecca può essere allontanata dal corpo dell’animale ospite con un  prodotto  acaricida oppure cospargendo il parassita con etere, olio, benzina o  gasolio.  L’acaro, nella fase preagonica o nella fase di asfissia provocata  dall’otturazione dei pori respiratori, retrae il rostro e può essere  facilmente  staccato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver; font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt;Distruzione parassiti&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver; font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt; &lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt;Quando dalla cute si  stacca una zecca sazia di sangue si è soliti schiacciarla con la scarpa o  con  qualche altro oggetto. Questa operazione comporta una dispersione  nell’ambiente  del sangue e degli eventuali agenti infettivi con tutti i rischi di  contagio.  Una volta che le zecche sono state asportate dalla cute dell’ospite,  queste  vanno distrutte con la fiamma.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver; font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt; &lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Disinfezione punto&amp;nbsp; infissione zecca&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver; font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt; &lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt;Il punto in cui era  infissa la zecca rimane comunque una ferita aperta, già infetta da germi  portati  dalla zecca o facilmente infettabile successivamente. E’ sempre bene  effettuare  una buona disinfezione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: center;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver; font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Consultare   il medico&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt; &lt;span style="font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt; &lt;span style="letter-spacing: 1pt;"&gt;Quando una persona viene  punta da una zecca deve in ogni caso consultare il medico di famiglia  perché  esiste sempre il rischio che il parassita possa aver trasmesso delle  malattie.  Se a distanza di una settimana dalla puntura da parte del parassita  compaiono  mal di testa, dolori articolari e febbre, bisogna senza indugio  procedere  all’esame di laboratorio ed alla terapia specifica.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt;&lt;u&gt; &lt;span style="font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt;Premessa &lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt;&lt;span style="font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt;Nelle stagioni  primaverile-estive le zecche sono puntualmente presenti nelle  nostre campagne, specie in prossimità delle aziende zootecniche. E’  peraltro in  costante crescita il riscontro del parassita nei centri abitati, in  considerazione del fatto che la popolazione canina è sempre in aumento,  in  particolare quella dei cani randagi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: left;"&gt;  &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt; &lt;span style="font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt;La zecca piu pericolosa, dal  punto di vista della trasmissione all’uomo delle connesse patologie, è  quella  che predilige il cane quale ospite d’elezione. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: left;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt;&lt;span style="font-family: Stylus BT; font-size: small;"&gt;Nel territorio del  centro  della Sardegna si sono verificati in questi ultimi anni diversi casi di  persone  ricoverate in ospedale perchè colpite da rickettsiosi o forme allergiche   conseguenti a puntura da zecca. La stampa locale ha altresì riportato  alcuni  casi di persone decedute, sempre per fatti legati a morso da zecca. &lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 14.2pt 0.0001pt; text-align: left; text-indent: 21.2pt;"&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp; &lt;/b&gt;&lt;span style="color: silver;"&gt;&lt;span style="font-family: Stylus BT; font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-6202630807895431414?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/6202630807895431414/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2010/06/cosa-sono-le-zecche-utile-da-sapere.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/6202630807895431414'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/6202630807895431414'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2010/06/cosa-sono-le-zecche-utile-da-sapere.html' title='COSA SONO LE ZECCHE &quot;UTILE DA SAPERE &quot;'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/TCB62dAtAVI/AAAAAAAAAFA/1-yAvi5RUy8/s72-c/ZECCHE.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-6150565593335845661</id><published>2010-06-03T03:03:00.000-07:00</published><updated>2010-06-03T03:03:25.091-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='igiene'/><title type='text'>Igiene e pulizia: gli italiani bocciano i locali pubblici</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/TAd9vkVSv0I/AAAAAAAAAE4/KQINjpvWsJ4/s1600/BIGLI+PERSONALE+fronte.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://2.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/TAd9vkVSv0I/AAAAAAAAAE4/KQINjpvWsJ4/s200/BIGLI+PERSONALE+fronte.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Se salute e benessere sono ormai un binomio imprescindibile, la  percezione della pulizia e dell’igiene degli italiani rispetto agli  ambienti chiusi, &amp;nbsp;ad eccezione della propria casa, è appena  sufficiente.&lt;br /&gt;La questione diventa poi ancora più cruciale quando si parla di &lt;strong&gt;ospedali  e case di cura&lt;/strong&gt;, dove su 36.2 milioni di italiani che hanno  frequentato ospedali e cliniche negli ultimi tre anni per varimotivi,  ben &lt;strong&gt;il 52% esprime giudizi negativi&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono questi i risultati dell’indagine FIMAP, azienda veneta leader a  livello internazionale nella produzione di macchine professionali per la  pulizia di pavimenti, commissionata ad Astra Ricerche, che danno il via  all’Osservatorio Permanente dell’igiene in Italia.&lt;br /&gt;Un monitor periodico, che analizzerà l’importanza dell’igiene e della  pulizia nei vissuti della popolazione, che l’azienda veneta intende  promuovere con l’obiettivo di diffondere una cultura dell’igiene e del  pulito e contribuire così al benessere e alla salute dell’opinione  pubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo risultato tangibile dell’Osservatorio è stato quello di offrire  un quadro esaustivo della percezione degli italiani sull’igiene e la  puliziadegli ambienti che appartengono alla loro quotidianità e di  quantificarlo in un indice, il &lt;em&gt;Termometro Fimap&lt;/em&gt;, che va letto  come un voto scolastico da 1/minimo a 10/massimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene, all’inizio del 2008 il &lt;em&gt;Termometro Fimap&lt;/em&gt; segna un valore  uguale a 6.3, pari ad una percezione collettiva della pulizia e  dell’igiene appena sufficiente.&lt;br /&gt;Il giudizio è buono per quel che concerne gli uffici privati (voto 7.5),  gli alberghi, il proprioluogo di lavoro, i negozi (voto 7.4); su  livelli discreti si attestano bar e ristoranti (voto medio 6.8), gli  ospedali e gli ambulatori (voto 6.6); le scuole e i luoghi del  divertimento (voto 6.5), gli uffici pubblici(voto 6.2).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diversa e peggiore è la valutazione di fabbriche e magazzini, che arriva  ad evidenziare una vera e propria indignazione soprattutto per &lt;strong&gt;i  mezzi di trasporto pubblici, delle stazioni e dei gabinetti pubblici&lt;/strong&gt;  dove si scende a una media compresa tra il 5 e il 3.9.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La situazione diventa cruciale per gli ambienti legati al mondo della  sanità e della salute pubblica: il 97%degli italiani ritiene che i  nosocomi pubblici e privati dovrebbero curare al massimo l’igiene anche  per non diffondere malattie. Dall’indagine emerge una chiara  diseguaglianza tra le macroaree del Paese che &lt;strong&gt;spacca l’Italia in  due&lt;/strong&gt;: al Nord – tracciando una linea immaginaria tra Grosseto e  Ascoli Piceno in su – le cose sembrano funzionare abbastanza bene, con  un indice di insoddisfazione che non supera il 30%; nel Lazio e al Sud  la situazione viene descritta come cattiva (nella regione della Capitale  con un 40% diinsoddisfatti) o pessima al Sud, con il 42% di  insoddisfatti o meglio infuriati.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-6150565593335845661?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/6150565593335845661/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2010/06/igiene-e-pulizia-gli-italiani-bocciano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/6150565593335845661'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/6150565593335845661'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2010/06/igiene-e-pulizia-gli-italiani-bocciano.html' title='Igiene e pulizia: gli italiani bocciano i locali pubblici'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/TAd9vkVSv0I/AAAAAAAAAE4/KQINjpvWsJ4/s72-c/BIGLI+PERSONALE+fronte.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-6615707368356042681</id><published>2010-05-04T09:05:00.000-07:00</published><updated>2010-05-04T09:05:53.379-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='haccp'/><title type='text'>Cos'è l'HACCP?</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/S-BFrKIZgKI/AAAAAAAAAEw/9ZNykzD8UsU/s1600/hccp.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="141" src="http://4.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/S-BFrKIZgKI/AAAAAAAAAEw/9ZNykzD8UsU/s200/hccp.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;h6 class="uiStreamMessage"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;HACCP (Hazard Analysis and Critical Control  Point) sta per "Analisi dei Rischi e Controllo dei Punti Critici, è un  sistema di auto-controllo sui prodotti alimentari introdotto in Italia  dal D.Lgs. 155/97. Lo scopo di tale sistema è garantire l'assolutà  igienicità degli alimenti in tutte le fasi della lavorazione,  conservazione, ecc. sino alla vendita agli utenti finali. Il D.Lgs  155/97 è entraro in vigore dal dicembre del 2000, e dal 1° gennaio 2006  sono entrati in vigore nuovi regolamenti da parte del Parlamento  Europeo. Tali regolamenti prevedono espressamente nuovi e più efficaci  controlli sull'igiene e la salubrità dei prodotti, nonché  sull'applicazione di sistemi di auto-controllo aziendali.&lt;br /&gt;Chi deve  mettersi in regola con questa normativa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutte le aziende che  trattano o conservano alimenti. Il D.Lgs 155/97 definisce infatti come  "industria alimentare": «ogni soggetto pubblico o privato, con o senza  fini di lucro, che esercita una o più delle seguenti attività: la  preparazione, la trasformazione, la fabbricazione, il confezionamento,  il deposito, il trasporto, la distribuzione, la manipolazione, la  vendita o la fornitura, compresa la somministrazione, di prodotti  alimentari». Sono escluse solo le operazioni relative alla produzione  primaria quali: raccolta dei prodotti, macellazione, mungitura.&lt;br /&gt;Quali  documenti devono essere realizzati e conservati?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Documento  principale che deve essere realizzato è il Piano di Autocontrollo  Aziendale. Tale Piano deve essere realizzato dopo un'attenta analisi  delle lavorazioni effettuate su prodotti alimentari dell'azienda, deve  prevedere i Punti Critici (punti di rischio) nelle diverse fasi di  lavorazione e i Controlli operativi. Tale Piano, così strutturato deve  essere applicato rigidamente e, se necessario aggiornato periodicamente.&lt;br /&gt;Come  si individua il Responsabile dell'Azienda?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Responsabile  dell'Azienda è, in prima istanza, il Titolare della stessa ma può essere  nominato un Responsabile cui è possibile delegare compiti e doveri  derivanti dalla normativa.&lt;br /&gt;Quali sono le sanzioni principali previste  dalla normativa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono previste sanzioni amministrative fino a  9200 € (18 milioni di lire). In caso di mancato rispetto della sanzione e  delle prescrizioni dell'autorità sanitaria, sono previste sanzioni  maggiori che prevedono anche la reclusione.&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-6615707368356042681?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/6615707368356042681/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2010/05/cose-lhaccp.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/6615707368356042681'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/6615707368356042681'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2010/05/cose-lhaccp.html' title='Cos&apos;è l&apos;HACCP?'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/S-BFrKIZgKI/AAAAAAAAAEw/9ZNykzD8UsU/s72-c/hccp.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-2385312196781351399</id><published>2010-04-13T01:55:00.000-07:00</published><updated>2010-04-13T07:26:19.283-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='disinfestazione'/><title type='text'>Pulci disinfestazione e controllo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/S8QyWwVt3zI/AAAAAAAAAEg/IWhfpv3hLeg/s1600/Pulce+%281%29.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 300px; height: 225px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/S8QyWwVt3zI/AAAAAAAAAEg/IWhfpv3hLeg/s320/Pulce+%281%29.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5459544014794383154" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p  style="font-weight: bold; text-align: left; font-style: italic;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Le pulci  appartengono all’ordine dei sifonatteri, questo            termine indica che si tratta di insetti dotati, allo stadio  adulto,            di apparato boccale pungente-succhiante (sifon) e privi di ali  (atteri).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;      Pertanto insetti ematofagi privi di ali i cui adulti  necessitano del            sangue dell’ospite per attuare la riproduzione. Gli ospiti  sono            individuati tra gli animali a sangue caldo.&lt;/span&gt;     &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;      Le &lt;/span&gt;     &lt;span style="font-size:85%;"&gt;pulci con cui l’uomo viene più diffusamente in contatto             sono la pulce del gatto (Ctenocephalides felis) e la pulce del  cane            (Ctenocephalides canis). Meno frequenti la pulce dell’uomo  (Pulex            irritans) e la pulce del pollame (Echidenofaga gallinacea).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="font-weight: bold; text-align: left; font-style: italic;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;e  pulci rivestono importanza medica e veterinaria per due motivi:         &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul  style="font-weight: bold; text-align: left; font-style: italic;font-family:arial;"&gt;&lt;li class="listacapitolo"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;irritazione cutanea a seguito della  puntura;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="listacapitolo"&gt;&lt;span class="listacapitolo"  style="font-size:85%;"&gt;possibilità               di fungere da vettore di importanti malattie.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="font-weight: bold; text-align: left; font-style: italic;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Oltre alla trasmissione di agenti patogeni le pulci possono  causare            con le loro punture una dermatite allergica. E’ un malattia  immunologica            dovuta alla reazione nei confronti degli antigeni presenti  nella saliva            iniettata dalla pulce.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div id="Layer1"  style="position: absolute; left: 111px; top: 742px; width: 247px; height: 159px; z-index: 1; visibility: hidden; font-weight: bold; text-align: left; font-style: italic;font-family:arial;" onmouseout="MM_showHideLayers('Layer1','','hide')" onmouseover="MM_showHideLayers('Layer1','','show')"&gt;        &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;        &lt;table style="text-align: left; margin-left: 0px; margin-right: auto; color: rgb(0, 0, 0);" class="TABLEpophelp" border="1" cellpadding="2" cellspacing="0" width="180"&gt;             &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;                &lt;td class="TABLEpophelpTop"&gt;                  &lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;img src="http://www.disinfestanti.it/images/close.gif" onclick="MM_showHideLayers('Layer1','','hide','Layer2','','hide','Layer3','','hide')" alt="Fai Click per chiudere" height="14" width="14" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;               &lt;/td&gt;             &lt;/tr&gt;             &lt;tr&gt;                &lt;td class="TEXTBAR"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);font-size:85%;" &gt;&lt;a href="http://www.disinfestanti.it/pulci.html#inizio"&gt;Torna                  all'inizio&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;             &lt;/tr&gt;             &lt;tr&gt;                &lt;td class="TEXTBAR"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.disinfestanti.it/pulci.html#sviluppo"&gt;Sviluppo delle  pulci&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;             &lt;/tr&gt;             &lt;tr&gt;                &lt;td class="TEXTBAR"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.disinfestanti.it/pulci.html#disinfestazione" class="TEXTBAR"&gt;Disinfestazione&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;             &lt;/tr&gt;             &lt;tr&gt;                &lt;td class="TEXTBAR" height="16"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.disinfestanti.it/pulci.html#insetticidi"&gt;Insetticidi&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;             &lt;/tr&gt;           &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;         &lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;         &lt;/div&gt;&lt;table  style="font-weight: bold; text-align: left; margin-left: 0px; margin-right: auto; font-style: italic;font-family:arial;" border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="201"&gt;           &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;              &lt;td&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;table  style="font-weight: bold; text-align: left; margin-left: 0px; margin-right: auto; font-style: italic;font-family:arial;" class="rilievocapitolored" border="0" cellpadding="0" cellspacing="3" width="800"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="rilievocapitoloCopy" height="2"&gt;&lt;span class="rilievocapitolored"  style="font-size:85%;"&gt;Lo          sviluppo delle pulci : &lt;/span&gt;&lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;   &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: left; font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;                       &lt;/div&gt;&lt;p  style="font-weight: bold; text-align: left; font-style: italic;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Lo sviluppo delle pulci è uno sviluppo completo con  metamorfosi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left; font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;         &lt;/div&gt;&lt;table  style="font-weight: bold; text-align: left; margin-left: 0px; margin-right: auto; font-style: italic; color: rgb(0, 102, 0);font-family:arial;" border="0" cellpadding="7" cellspacing="0" width="700"&gt;           &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;              &lt;td&gt;                &lt;p class="corpocapitolo"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Uova : ovali di colore  bianco perlaceo                  (0,5 mm di lunghezza). La femmina depone le uova  sull’ospite;                  queste, non essendo adesive, rapidamente cadono a terra.  I luoghi                  di maggiore concentrazione delle uova sono rappresentati  da quelli                  ove l’animale trascorre la maggior parte del suo tempo  (ad                  es. la cuccia).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;            La schiusa avviene tra 1 e 6 giorni in funzione della  temperatura                  e dell’umidità, le condizioni ottimali sono 70% U.R.                  e 35°C, in queste condizioni le uova schiudono al 50% in  36                  ore.&lt;/span&gt;           &lt;/p&gt;             &lt;/td&gt;           &lt;/tr&gt;         &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: left; font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;         &lt;/div&gt;&lt;table  style="font-weight: bold; text-align: left; margin-left: 0px; margin-right: auto; font-style: italic; color: rgb(0, 102, 0);font-family:arial;" border="0" cellpadding="7" cellspacing="0" width="700"&gt;           &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;              &lt;td&gt;                &lt;p class="corpocapitolo"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Larve : le larve delle  pulci sono                  biancastre, di aspetto vermiforme ed ogni segmento del  corpo ha                  un cerchio di fini peli. Alla dimensione massima la  larva misura                  circa 5 mm. Queste vivono libere alimentandosi a scapito  di frammenti                  di sostanza organica e sulle feci delle pulci adulte  presenti                  nel loro ambiente. Hanno un comportamento di fototassi  negativa                  (si allontanano dalla luce) e cercano di andare verso il  basso.                  Ad esempio cercano di entrare nel folto dei tappeti o di  rifugiarsi                  sotto frammenti organici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;            La vita larvale si sviluppa in un periodo compreso tra 5  ed 11                  giorni (al massimo 21) in funzione della disponibilità                  di cibo e delle condizioni ambientali.&lt;/span&gt;           &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;            Le larve delle pulci sono estremamente sensibili alla  disidratazione;                  pertanto non sopravvivono in aree esposte al sole.  Vivono bene                  in zone ove il movimento dell’aria è minimo (ad es.                  nella parte più fitta della trama di un tappeto).&lt;/span&gt;           &lt;/p&gt;             &lt;/td&gt;           &lt;/tr&gt;         &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: left; font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;         &lt;/div&gt;&lt;table  style="font-weight: bold; text-align: left; margin-left: 0px; margin-right: auto; font-style: italic; color: rgb(0, 102, 0);font-family:arial;" border="0" cellpadding="7" cellspacing="0" width="700"&gt;           &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;              &lt;td&gt;                &lt;p class="corpocapitolo"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Pupa : la larva matura  secerne della                  seta con cui crea un involucro in cui si trasforma in  pupa. Al                  bozzolo aderiscono piccoli frammenti organici ed assume  l’aspetto                  di piccolo pezzo di garza o di un piccolo pezzo di  tessuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;            Il pupario è ovoidale con una lunghezza di circa 5 mm.                  L’adulto emerge circa 5 giorni dopo la formazione ma in  presenza                  di condizioni ambientali sfavorevoli o in assenza  dell’ospite                  può ritardare la fuoriuscita sino ad alcuni mesi. Gli  stimoli                  che portano alla fuoriuscita dell’adulto dal pupario  sono:                  vibrazioni, anidride carbonica e calore. L’adulto  all’interno                  del pupario è più resistente al disseccamento delle                  uova e delle larve.&lt;/span&gt;           &lt;/p&gt;             &lt;/td&gt;           &lt;/tr&gt;         &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: left; font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;         &lt;/div&gt;&lt;table  style="font-weight: bold; text-align: left; margin-left: 0px; margin-right: auto; font-style: italic; color: rgb(0, 102, 0);font-family:arial;" border="0" cellpadding="7" cellspacing="0" width="700"&gt;           &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;              &lt;td height="56"&gt;                &lt;p class="corpocapitolo"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Adulto : identifica il  potenziale                  ospite in movimento e vi salta sopra grazie alla spinta  permessa                  dalle zampe posteriori. Il ciclo completo si sviluppa in  un periodo                  di tempo di circa 3-5 settimane. L’adulto, senza la  possibilità                  di alimentarsi muore in circa 12 giorni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;             &lt;/td&gt;           &lt;/tr&gt;         &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: left; font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;         &lt;/div&gt;&lt;p  style="font-weight: bold; text-align: left; font-style: italic;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;In presenza di ospiti le femmine possono vivere per più di  tre            mesi e produrre sino ad un massimo di 24 uova al giorno. La  modalità            con cui le pulci compiono il proprio ciclo biologico spiegano  perché            in una casa lasciata vuota per due settimane, i proprietari  possono            trovare un’infestazione da pulci poco tempo dopo essere  rientrati            in casa senza aver percepito, alla partenza, la presenza delle  pulci.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-2385312196781351399?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/2385312196781351399/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2010/04/pulci-disinfestazione-e-controllo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/2385312196781351399'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/2385312196781351399'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2010/04/pulci-disinfestazione-e-controllo.html' title='Pulci disinfestazione e controllo'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/S8QyWwVt3zI/AAAAAAAAAEg/IWhfpv3hLeg/s72-c/Pulce+%281%29.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-4165590554688315501</id><published>2010-04-08T05:22:00.000-07:00</published><updated>2010-04-08T05:25:43.968-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ristorante'/><title type='text'>NORMATIVA RISTORANTI</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/S73LFohv87I/AAAAAAAAAEY/b6I_SBNGkCQ/s1600/ristorante-broccia.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 320px; height: 179px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/S73LFohv87I/AAAAAAAAAEY/b6I_SBNGkCQ/s320/ristorante-broccia.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5457741621081666482" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;1) &lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;Attività di ristorazione&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt; &lt;/div&gt; &lt;div&gt;Per svolgere attività di ristorazione è necessario iscriversi alla  Camera di Commercio della Provincia di residenza e richiedere  l’autorizzazione per somministrare alimenti e bevande (comprese quelle  alcoliche) e quella sanitaria, che vengono rilasciate dal sindaco del  comune competente a seguito di sopraluogo del servizio d’igiene per  verificare i requisiti dei locali e dell’attrezzatura.&lt;/div&gt; &lt;div&gt;Il locale deve rispettare le disposizioni in materia di &lt;b&gt;sicurezza&lt;/b&gt;  e &lt;b&gt;prevenzione incendi&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt; &lt;div&gt;L’inizio dell’attività va denunciata al Registro delle Imprese e  all’INPS.&lt;/div&gt; &lt;div&gt;Il gestore deve possedere i requisiti morali e professionali  richiesti dalle normative come ad esempio: avere frequentato con esito  positivo un corso professionale per la somministrazione di alimenti e  bevande riconosciuto dalla regione di competenza e aver già acquisito  esperienza nel settore.L’autorizzazione al pubblico esercizio abilita  anche all’uso di apparecchi audio-televisivi per intrattenere la  clientela.&lt;/div&gt; &lt;div&gt;L’esercente è tenuto a rendere  noto al pubblico gli &lt;b&gt;orari di  apertura e chiusura&lt;/b&gt;, nel rispetto di una fascia oraria giornaliera  stabilita dal comune di competenza.&lt;/div&gt; &lt;div&gt; &lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;b&gt;2)&lt;/b&gt; &lt;b&gt;&lt;u&gt;Il ristorante&lt;/u&gt;&lt;/b&gt; &lt;/div&gt; &lt;div&gt; &lt;/div&gt; &lt;div&gt;Il ristorante è generalmente composto dai seguenti locali: &lt;/div&gt; &lt;div&gt;cucina&lt;/div&gt; &lt;div&gt;sguatteria &lt;/div&gt; &lt;div&gt;dispensa e deposito&lt;/div&gt; &lt;div&gt;sala/e da pranzo&lt;/div&gt; &lt;div&gt;servizio igienico per il personale e spogliatoio &lt;/div&gt; &lt;div&gt;servizi igienici per il pubblico &lt;/div&gt; &lt;div&gt; &lt;/div&gt; &lt;div&gt;I &lt;b&gt;requisiti&lt;/b&gt; fondamentali dei locali sono i seguenti:&lt;/div&gt; &lt;div&gt; &lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;b&gt;CUCINA&lt;/b&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;Locale destinato alla preparazione dei pasti, che deve avere una  superficie minima di almeno 20 mq. Le merci destinate alla dispensa e le  stoviglie sporche destinate al locale di lavaggio non possono  transitare in essa perché possono arrecare sporcizia. La struttura della  cucina deve rispettare determinati requisiti edilizi  in modo tale da  permettere una perfetta igiene, ad esempio sono da evitare zone strette e  intercapedini difficilmente raggiungibili durante  le operazioni di  pulizia e le pareti e il pavimento devono essere in materiale  resistente, liscio e lavabile così come ogni piano di lavoro a contatto  con gli alimenti che deve essere possibilmente in acciaio inox. E’  necessario un contenitore idoneo per la raccolta rifiuti con coperchio  ad apertura tramite pedale. Deve esserci inoltre adeguata aerazione e  illuminazione naturale e artificiale. Fondamentale è la presenza di un  impianto di aspirazione delle esalazioni, con cappe dotate di filtri su  ogni fuoco di cottura e sbocco sul tetto. Nelle strutture che prevedono  la produzione di pizze, la zona di preparazione e cottura può essere  anche visibile nella sala da pranzo, purchè ben delimitata. &lt;/div&gt; &lt;div&gt;All’interno della cucina i settori di lavorazione e i rispettivi  attrezzi devono essere ben distinti, come l’area di lavaggio stoviglie,  l’area pulitura verdure, l’area pulitura carne, la zona di preparazione  degli alimenti, la zona destinata alla guarnizione finale dei piatti, il  settore di conservazione di frutta e dessert, gli scomparti in cui  vengono posizionate posate, tovaglie e tovaglioli, le zone cottura. &lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;b&gt;SGUATTERIA&lt;/b&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;Vano destinato  al lavaggio delle stoviglie e degli utensili,  presente nel caso la cucina sia priva di una  zona riservata a tale  scopo. La superficie deve essere di almeno 5 mq. In questo locale non è  ammesso alcun tipo di lavorazione degli alimenti.&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;b&gt;DISPENSA – DEPOSITO &lt;/b&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;La dispensa (locale destinato alla conservazione di alimenti  immediatamente indispensabili) deve essere ubicata in vano autonomo,  aerato e comunicante direttamente con la cucina, a differenza del  deposito (destinato a contenere le scorte alimentari) che può anche non  essere adiacente ad essa  purchè per accedervi non sia necessario un  percorso esterno alla struttura. Questi locali non sono accessibili al  pubblico e in essi  non è ammesso alcun tipo di lavorazione di alimenti,  in quanto destinati unicamente alla conservazione tramite celle  frigorifere dotate di termometro esterno. Le pareti e il pavimento  devono essere in materiale resistente, liscio e lavabile&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;b&gt;SALA/E DA PRANZO&lt;/b&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;Cosi come gli altri locali anche le sale devono avere  pareti  pulibili e pavimenti in materiale liscio e lavabile. Possono essere  presenti banchi espositori per la conservazione e la presentazione di  alcuni alimenti, purchè dotati di protezione per evitare l’inquinamento  accidentale dei cibi. Solitamente le sale sono collocate sullo stesso  piano della cucina o, in caso contrario, il servizio è agevolato tramite  un montacarichi o montavivande in materiale lavabile. Nella stagione  estiva alcuni ristoranti possono anche disporre di spazi esterni  provvisti di copertura provvisoria, destinati all’ospitalità dei clienti  nel rispetto delle norme igienico-edilizie. &lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;b&gt;SERVIZI IGIENICI PER IL PERSONALE&lt;/b&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;Deve esserci un servizio igienico almeno ogni 10 addetti, situato  allo stesso piano e attiguo alla cucina ma non direttamente comunicante;  deve essere piastrellato con materiale liscio e lavabile ed essere  dotato anche di lavello con comando di erogazione non manuale.  L’aerazione deve essere naturale o artificiale tramite  un’elettroventola.&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;b&gt;SPOGLIATOI &lt;/b&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;Vano autonomo contenente esclusivamente gli armadietti individuali  destinati al deposito degli indumenti e degli oggetti del personale &lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;b&gt;SERVIZI IGIENICI PUBBLICI&lt;/b&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;Collocati in modo tale da non interferire con i percorsi utilizzati  dal personale per accedere alla cucina e alla dispensa. Ci devono  essere almeno due unità igieniche singole, divise per sesso, di cui una  accessibile ai disabili, interamente rivestite di materiale lavabile e  impermeabile. L’aerazione deve essere naturale o artificiale tramite  un’elettroventola.&lt;/div&gt; &lt;div&gt; &lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;b&gt;3) &lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;Menù e Carta dei vini&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt; &lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;b&gt;MENU’&lt;/b&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;Il Menù è l’elenco dettagliato delle pietanze e delle bevande che  il ristorante propone. Viene sottoposto al cliente non appena si siede  al tavolo ed è quindi l’elemento che più rappresenta la qualità e il  tipo di cucina del locale. Deve essere pertanto &lt;b&gt;chiaro&lt;/b&gt;, ben  stampato e con specificati eventuali menù del giorno, turistici, a tema o  a degustazione. &lt;/div&gt; &lt;div&gt;Le principali componenti del menù sono, in ordine:&lt;/div&gt; &lt;div&gt;Antipasti: spesso sono specialità regionali. In alcuni ristoranti  sono previste degustazioni dove sono presenti più antipasti. Possono  essere suddivisi tra freddi e caldi&lt;/div&gt; &lt;div&gt;Primi piatti: minestre, paste asciutte e risotti suddivisi a  seconda che siano a base di carne o di pesce. Come per gli antipasti si  possono richiedere degustazioni di due o tre primi&lt;/div&gt; &lt;div&gt;Secondi piatti: suddivisi a seconda che siano di carne o di pesce&lt;/div&gt; &lt;div&gt;Contorni: insalate e legumi, spesso ingredienti tipici del  territorio. Nei ristoranti più prestigiosi possono non essere indicati,  in quanto già compresi come accompagnamento dei secondi piatti &lt;/div&gt; &lt;div&gt;Formaggi: non sempre questa sezione è presente nei menù, in quanto  viene presentato l’intero assortimento su di un carrello apposito&lt;/div&gt; &lt;div&gt;Dolci e frutta : freddi e caldi, gelati e macedonie&lt;/div&gt; &lt;div&gt;Bevande: esclusi i vini, presenti nell’apposita Carta&lt;/div&gt; &lt;div&gt;I piatti del giorno, consigliati dallo chef, vengono indicati su un  foglio a parte.&lt;/div&gt; &lt;div&gt;Solitamente la lista varia a seconda della stagione e delle  festività, in base alla disponibilità di prodotti freschi e ingredienti  tipici locali che valorizzano la cucina tradizionale. Addirittura alcuni  ristoranti tra i più esclusivi variano il menù giornalmente a seconda  della disponibilità del mercato. &lt;/div&gt; &lt;div&gt;E’ buona norma indicare se è previsto un’eventuale costo aggiuntivo  per il coperto.&lt;/div&gt; &lt;div&gt; &lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;b&gt;PREZZI&lt;/b&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;Secondo il tulps (testo unico di pubblica sicurezza) risalente  addirittura al 1935 e ancora in vigore, è &lt;b&gt;obbligatorio&lt;/b&gt; esporre i &lt;b&gt;prezzi&lt;/b&gt;  o avere un menù con relativo prezzario. In caso di mancanza bisogna  fare denuncia alla polizia di stato.&lt;/div&gt; &lt;div&gt; &lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;b&gt;PANE E COPERTO&lt;/b&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;A Roma, dal gennaio 2007 è &lt;b&gt;sparito dai menù&lt;/b&gt; dei ristoranti  la voce, spesso ingannevole, relativa al costo del &lt;b&gt;pane &lt;/b&gt;e del &lt;b&gt;coperto&lt;/b&gt;.  &lt;/div&gt; &lt;div&gt;Lo ha stabilito la legge regionale sui pubblici esercizi,  concordata con i commercianti ed i consumatori, che ha eliminato così un  aspetto antipatico dei nostri menu, spesso incomprensibile ai turisti  stranieri. Così facendo, inoltre, Roma si è messa alla pari delle altri  capitali europee dove il pane ed il coperto non vengono fatti pagare ai  clienti nei ristoranti. &lt;/div&gt; &lt;div&gt;N.B. Magari non si chiama più “pane e coperto”. E a differenza di  una volta non viene più nemmeno segnalato nei menù esposti fuori dai  ristoranti. Eppure ancora oggi, nonostante una recente legge regionale  ne abbia vietato l’utilizzo, la storica formula del made in Italy  culinario, continua a ricadere sulle tasche dei clienti. Spesso  camuffata da voci diverse applicate sul conto. O rimpiazzata dal  ricarico sulle altre pietanze.&lt;/div&gt; &lt;div&gt;In barba al provvedimento regionale che il 10 dicembre 2006 ha  ufficialmente eliminato il “pane e coperto” dalle tavole, infatti, molti  ristoratori della capitale hanno deciso di applicare comunque un &lt;b&gt;surplus&lt;/b&gt;  aggiuntivo all’ordinazione base.&lt;/div&gt; &lt;div&gt;Basta sedersi in una qualsiasi trattoria intorno a Fontana di  Trevi, ordinare una pizza a Trastevere o mangiare un piatto di spaghetti  a San Pietro, per capire quali escamotage (più o meno furbetti) vengono  applicati a tavola al momento del conto. Vi siete mai chiesti ad  esempio cosa sono tutte quelle spese aggiuntive, tipo “&lt;b&gt;varie&lt;/b&gt;” o “&lt;b&gt;menù  fisso&lt;/b&gt;” citate nella fattura quando chiedete il conto? Niente di  diverso dal tradizionale “pane e coperto”, camuffato da voci più o meno  originali.&lt;/div&gt; &lt;div&gt;«Chi non rispetta la legge - ammonisce De Angelis - può incorrere  in sanzioni amministrative fino a mille euro e in caso di recidiva,  rischia la chiusura del locale per alcuni giorni. Il problema è che  manca informazione soprattutto tra i clienti. &lt;/div&gt; &lt;div&gt; &lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;b&gt;OLIO EXTRAVERGINE&lt;/b&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;Ai pubblici esercizi è fatto divieto di somministrare direttamente  al consumatore, fatti salvi gli usi di cucina e di preparazione dei  pasti, &lt;b&gt;olio&lt;/b&gt; &lt;b&gt;extravergine&lt;/b&gt; d’oliva in ampolle o altri  contenitori non etichettati conformemente alla normativa vigente  (articolo 4 della legge II marzo 2001, n. 81 entrata in vigore con il  decreto legge 10 gennaio 2006, n. 2).&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;Al bando dunque le anonime boccettine d’olio sulle tavole dei  ristoranti. L’uso delle ampolline sviliva il prodotto, degradato dalla  luce, dall’ossigeno e, in molti casi, dai continui rabbocchi.&lt;/div&gt; &lt;div&gt;In caso di violazione delle disposizioni, si applica a carico degli  esercenti una multa da 1000 a 3000 euro.&lt;/div&gt; &lt;div&gt; &lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;b&gt;ACQUA&lt;/b&gt; &lt;/div&gt; &lt;div&gt;I clienti che ordinano da bere acqua, hanno diritto a ricevere le  bottiglie nella &lt;b&gt;confezione&lt;/b&gt; originale, &lt;b&gt;sigillata&lt;/b&gt;. Le  bottiglie infatti devono essere aperte al tavolo. &lt;/div&gt; &lt;div&gt;Ecco poi un vademecum per rispondere a chi vi assicura di non  poterla "imbroccare":&lt;/div&gt; &lt;div&gt;1) Ogni esercizio commerciale in cui si somministrano alimenti deve  disporre di acqua potabile (altrimenti non potrebbe lavorare). Ciò è  anche attestato dalla Autorizzazione igienico sanitaria (il riferimento  normativo è la legge numero 283 del 1962 e il regolamento comunitario  numero 852/2004) senza la quale non si può aprire un bar o un ristorante&lt;/div&gt; &lt;div&gt;2) &lt;b&gt;Non esiste alcun obbligo di legge a vendere acqua minerale in  bottiglia&lt;/b&gt;. La confusione era nata nel 2005 a seguito del decreto  del ministro Marzano che aveva introdotto le monodosi. La confusione fu  chiarita subito con una circolare dello stesso ministro in cui si diceva  che nulla cambiava riguardo alla somministrazione di acqua sfusa&lt;/div&gt; &lt;div&gt;3) &lt;b&gt;Nessun esercizio può rifiutare l’acqua del rubinetto&lt;/b&gt;; si  può eventualmente discutere se tale servizio deve essere pagato oppure  no (potrebbe comunque essere incluso nel “coperto”, com'è sempre stato)&lt;/div&gt; &lt;div&gt; &lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;b&gt;CARTA DEI VINI&lt;/b&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;La carta dei vini, curata dal Sommelier, solitamente si trova nei  ristoranti di livello più elevato e serve ad illustrare i prezzi e le  caratteristiche dei vini disponibili. Può essere scritta a mano o  stampata e deve avere una grafica molto curata; viene stilata in diverse  tipologie in base ai vini scelti: può essere locale (per piccoli  ristoranti situati in zone dove si produce vino), regionale (per locali  che si trovano in regioni che possiedono una grande produzione),  nazionale (elenca vini appartenenti a più regioni) o internazionale (per  ristoranti ad alto livello, che propongono sia vini italiani che  esteri).&lt;/div&gt; &lt;div&gt;La carta è proporzionata al livello del ristorante: i vini proposti  potranno quindi essere economici, medi, costosi o extra-lusso.&lt;/div&gt; &lt;div&gt;I vini devono essere suddivisi per tipologia, a partire da quelli  per l’aperitivo fino a quelli adatti per il dessert, in ordine crescente  in base al prezzo. Sarebbe buona norma indicare non solo il nome ma  anche il produttore, il vigneto, l’annata e l’eventuale D.O.C o D.O.C.G.&lt;/div&gt; &lt;div&gt; &lt;/div&gt; &lt;div&gt; &lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;b&gt;Cameriere&lt;/b&gt;: responsabile del servizio di un settore della  sala a lui assegnato. Il suo compito è quello di allestire i tavoli,  accogliere il cliente, esporre il menù, prendere le ordinazioni dei  piatti, servire a tavola e presentare il conto, avendo cura di  soddisfare ogni richiesta della clientela.&lt;/div&gt; &lt;div&gt; &lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;b&gt;Sommelier&lt;/b&gt;  è colui che si occupa dell’acquisto e della  conservazione dei vini. Requisito fondamentalè è quindi una buona  cultura enologica &lt;/div&gt; &lt;div&gt;Gli strumenti da lui utilizzati sono:&lt;/div&gt; &lt;div&gt;Il tastevin: piccola tazza utilizzata per l’assaggio dei vini. Oggi  in disuso e sostituito dal bicchiere da degustazione &lt;/div&gt; &lt;div&gt;il cavatappi &lt;/div&gt; &lt;div&gt;il cestello portabottiglie: utile per trasportare le bottiglie  dalla cantina alla sala &lt;/div&gt; &lt;div&gt;le caraffe da decantazione: permette un’adeguata ossigenazione del  vino prima del consumo &lt;/div&gt; &lt;div&gt;la pinza: utilizzato per stappare le bottiglie di spumante &lt;/div&gt; &lt;div&gt;il tappo stopper: utile per mantenere l’effervescenza dei vini dopo  la stappatura &lt;/div&gt; &lt;div&gt;il termometro a lettura rapida &lt;/div&gt; &lt;div&gt;i secchielli: per conservare la temperatura delle bottiglie &lt;/div&gt; &lt;div&gt;il carrello dei vini: utilizzato per presentare e far assaggiare ai  clienti i vini più adeguati al menù scelto &lt;/div&gt; &lt;div&gt;serie di bicchieri diversi a seconda della tipologia di vino  servito &lt;/div&gt; &lt;div&gt;Il sommelier, dopo aver aperto la bottiglia davanti al cliente che  ha ordinato, &lt;u&gt;deve&lt;/u&gt; prima offrirgli un piccolo assaggio per fargli  valutare la qualità e poi servire tutti gli altri commensali.&lt;/div&gt; &lt;div&gt; &lt;/div&gt; &lt;div&gt;  &lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;b&gt;4) &lt;u&gt;Legge antifumo&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;Il 10 gennaio 2005 è entrata in vigore la legge che vieta il fumo  in tutti i locali pubblici compresi, quindi, anche i ristoranti. &lt;/div&gt; &lt;div&gt;I titolari, che hanno il compito di far rispettare questo divieto,  per venire incontro alle esigenze della clientela, sono liberi di  adibire un'area (inferiore alla metà dell'intera struttura) del proprio  locale per i fumatori. Quest' area dovrà essere segnalata da cartelli  ben visibili, separata da pareti dal resto della sala e provvista di  impianti di ventilazione che devono essere controllati annualmente; nel  caso non vi sia la possibilità di effettuare questa divisione, il  divieto dovrà essere assoluto con l'esposizione del relativo cartello  "Vietato fumare".  Sono previste sanzioni che partono da 27,50 ai 2.200  euro e che riguardano, non solo chi viene sorpreso a fumare dove è  esposto il divieto, ma anche per i titolari che non denunciano il  trasgressore. Le multe raddoppiano in presenza di bambini o donne  incinte.&lt;/div&gt; &lt;div&gt; &lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;b&gt;5) &lt;u&gt;Accesso cani nei locali&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt; &lt;/div&gt; &lt;div&gt;Non esiste a livello nazionale una legge che vieta l’ingresso dei  cani nei ristoranti, tranne quello di accesso alle cucine e ai depositi,  quindi dipende dai singoli gestori stabilire o meno il divieto.  L’animale deve essere tenuto legato a fianco del padrone in modo da non  ostacolare e creare pericolo per gli altri clienti. Sempre consentito è  invece l’accesso ai cani guida per i non vedenti&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-4165590554688315501?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/4165590554688315501/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2010/04/normativa-ristoranti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/4165590554688315501'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/4165590554688315501'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2010/04/normativa-ristoranti.html' title='NORMATIVA RISTORANTI'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/S73LFohv87I/AAAAAAAAAEY/b6I_SBNGkCQ/s72-c/ristorante-broccia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-2105279291547584719</id><published>2010-03-29T02:01:00.000-07:00</published><updated>2010-03-29T02:08:51.826-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulizia di primavera'/><title type='text'>E' il momento delle pulizie di primavera</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/S7BuEDu6jaI/AAAAAAAAAEQ/IOhKHAleIZM/s1600/pulizia+primavera.jpeg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 123px; height: 109px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/S7BuEDu6jaI/AAAAAAAAAEQ/IOhKHAleIZM/s320/pulizia+primavera.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5453980164746284450" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Il cambio di stagione è uno dei passi critici delle pulizie di  primavera: ecco qualche consiglio:&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Prima di cominciare, preparate giacche e cappotti per la tintoria e  contateli per controllate se avete sacchi a sufficienzaper riporli.  Iniziate poi il paziente lavaggio di tutti i capi di lana che sono stati  usati anche solo una volta, delle coperte e delle trapunte; queste  ultime lavate le voi solo se sono piccole, ma non mettete in lavatrice  quelle matrimoniali perché potreste sfondare il cestello: ci penserà la  tintoria.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;Mentre la tintoria e la lavatrice lavorano, fate la raccolta dei  giornali e dei quotidiani, il cui inchiostro è antitarme, e procuratevi  il legno di cedro, reperibile in varie forme (trucioli, blocchi, carta  per cassetti, attaccapanni), eccellente antitarme anch'esso.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Preparate poi dei sacchettini di stoffa a trama fitta con qualcuno o  tutti i seguenti ingredienti:&lt;/p&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt;legno di cedro,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;lavanda essiccata&lt;/li&gt;&lt;li&gt;tabacco da pipa, &lt;/li&gt;&lt;li&gt;pepe in grani.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;Disposti negli armadi. profumano e contribuiscono alla lotta contro i  parassiti e gli insetti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;Adesso svuotate l'armadio operando una intelligente ma spietata  cernita: molta gente vi sarà grata per il&lt;br /&gt;maglione, la giacca o la  camicia che nessuno mette da un paio d'anni e che occupa solo spazio  prezioso.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Indossate un paio di guanti leggeri ma resistenti. preparate una  soluzione di acqua tiepida e un prodotto detergente non schiumogeno di  vostro gradimento scelto fra quelli che sono un po' disinfettanti.  Lavate bene l'armadio dentro e fuori, lasciatelo aperto con le finestre  spalancate per almeno mezza giornata, poi  disponetevi dentro delle  ciotoline piene di aceto caldissimo e chiudete con cura. Lasciate agire  un'oretta almeno, poi stendete sul fondo di armadi e cassetti fogli di  giornale e carta al cedro o blocchetti di legno di cedro.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Procedete ora a sistemare le cose estive, disponendo qua e là buste  di borotalco nelle quali praticherete&lt;br /&gt;dei minutissimi forellini.  Passate agli indumenti invernali disponendo carta di giornale nei sacchi  e usando attaccapanni di cedro sui quali accavallerete fogli di carta  di giornale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;Distribuite sacchettini. saponette e borotalco a piacere. Per  quanto riguarda imaglioni.disponete fogli di carta di cedro fra un  maglione e l'altro e poi i sacchettini eccetera qua e là.&lt;br /&gt;Chiudete  con cura.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sfoderate i divani e i cuscini e lavate il lavabile. Poiché sia le  tende sia le fodere dei divani e dei cuscini hanno accumulato più  polvere che sporcizia vera e propria, prima di procedere al lavaggio  eseguite un risciacquo a freddo con poco detersivoe senza centrifuga;  procedete poi con il lavaggio, ma leggero perché il risciacquo a freddo  avrà eliminato la polvere.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le parti di divano non sfoderabili vanno prima accuratamente  ripassati con  l'aspirapolvere o la spazzola elettrica, poi puliti con i  prodotti per pulizip a secco a seconda del  tipo di tessuto. Non  dimenticate di lavare bene la struttura dei divani.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Almeno una volta l'anno i libri andrebbero tolti e spolverati e le  librerie lavate e pulite con cura.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I libri si spolverano con una spazzola morbida: se hanno copertine  plastificate passateci sopra uno straccio imbevuto di acqua e limone o  aceto e ben strizzato e poi sciacquate con uno  straccio imbevuto  d'acqua e ben strizzato.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sele copertine sono di pelle, sporcate uno straccio con un po' di  lucido da scarpe di colore neutro e ripassate la copertina, poi lucidate  con uno straccio di lana. Ricordate che i libri non amano né l'umidità  né il secco eccessivi: se vedete macchie di muffa spostateli,se invece  vedete molta polvere mettete vicino, una volta alla settimana, di notte,  lo stendibiancheria carico: la biancheria, asciugandosi, rilascerà un  po' di umidità, sufficiente a evitare l'eccesso  di secchezza.&lt;/p&gt;&lt;p&gt; passiamo a scarpe e borse:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fate tutto quello che àvete fatto con l'armadio, cernita compresa,  escluso ovviamente iltrattamento antitarme, e&lt;br /&gt;in più fissate sulle  antine o sotto i ripiani quei deodoranti per ambienti che annulleranno  gli odori non sempre gradevoli di questi mobili. Le scarpe vanno riposte  ben pulite e avvolte in carta velina o panno. Le borse di pelle vanno  pulitecome le scarpe e quelle di plastica vanno lavate con un detersivo  leggero, del tipo per lavare la lana o la seta. Le borse vanno poi  riempite di carta e riposte in sacchetti di stoffa.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-2105279291547584719?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/2105279291547584719/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2010/03/e-il-momento-delle-pulizie-di-primavera.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/2105279291547584719'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/2105279291547584719'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2010/03/e-il-momento-delle-pulizie-di-primavera.html' title='E&apos; il momento delle pulizie di primavera'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/S7BuEDu6jaI/AAAAAAAAAEQ/IOhKHAleIZM/s72-c/pulizia+primavera.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-6248181861751059933</id><published>2010-02-24T01:04:00.000-08:00</published><updated>2010-02-24T01:07:40.785-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casa famiglia'/><title type='text'>Come fare la programmazione quotidiana, settimanale e mensile delle pulizie domestiche</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/S4TsSwcnhYI/AAAAAAAAAEI/4CKtvPQCckk/s1600-h/donna+pulizie.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 117px; height: 111px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/S4TsSwcnhYI/AAAAAAAAAEI/4CKtvPQCckk/s320/donna+pulizie.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5441734056757134722" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il calendario delle attività:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni sera:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Controllare gli zaini dei bambini e verificare che non dimentichino nulla di quanto richiesto dalla scuola. Di solito le scuole forniscono ad inizio anno un calendario settimanale delle attività svolte. Quindi voi già sapete che il mercoledì per esempio, i bambini sono tenuti ad indossare la tuta per le attività sportive. Perchè controllare la sera prima? Per evitare, la mattina successiva, quando l’esigenza di uscire di casa per tempo si fà più pressante, di accorgersi che la tuta non è stirata, piuttosto che di accorgersi che non sono stati acquistati i fogli da disegno richiesti dalla scuola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Preparare la borsa di lavoro con i documenti e gli effetti personali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Preparare i cestini per i componenti della famiglia che non mangiano a casa per il pranzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Programmare i pasti per il giorno dopo. Avviare alcune attività (es. mettere ammollo i legumi, scongelare la carne, etc.).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni mattina  prima di andare al lavoro:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tutta la casa:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Svuotare le ceneriere. L’ideale sarebbe non fumare in casa, anzi non fumare proprio. Se proprio non si riesce a rispettare questa prioritaria regola per salvaguardare la propria salute e quella degli abitanti della casa, è necessario allora svuotare sistematicamente, anche più volte al giorno, le ceneriere per evitare cattivi odori e ristagni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Aprire le finestre per arieggiare gli ambienti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Spazzare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Battere i tappeti: è importante per prevenire le allergie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Rassettare i letti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Svuotare secchi e cestini dell’immondizia. Possibilmente disinfettarli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In bagno:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Pulire sia i sanitari che il pavimento: il bagno è l’ambiente della casa di cui ci si deve prendere cura quotidianamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Usare prodotti specifici, creme che non graffino, evitare quindi prodotti e spugne troppo abrasive che possano rovinare lo smalto dei sanitari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Limitare l’utilizzo dell’anticalcare ad un giorno a settimana o, se non è proprio possibile, usarlo a giorni alterni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Durante il corso della giornata è possibile rinnovare l’igiene di lavandini e WC passando dell’alcool con un panno in microfibra. Alternative ecologiche ai prodotti chimici specifici sono l’aceto ed il bicarbonato. Il primo è consigliabile come anticalcare. Il secondo è consigliabile anche per pulire spazzole, spazzolini e pettini. Controllare gli asciugamani, cambiarli con la cadenza richiesta dal loro effettivo utilizzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In cucina:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Svuotare la lavastoviglie e caricarne una nuova con le tazze e le posate utilizzate per la colazione. Per favorire il risparmio energetico, avviare la lavastoviglie solo quando completamente piena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Avviare a raccolta differenziata gli avanzi della cena, le lattine di bibite, le bottiglie di plastica e ogni rifiuto della cucina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Svuotare e disinfettare il secchio della spazzatura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una volta ogni settimana:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tutta la casa:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Pulire i vetri delle porte e delle finestre, gli specchi. Si può utilizzare una soluzione di acqua calda e poche gocce di detersivo per stoviglie e poi asciugare con la carta di giornale: veloce ed economico, non lascia aloni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Spolverare utilizzando un panno tradizionale oppure una manopola in microfibra. Utilizzare, se si vuole, uno spray antistatico per lucidare e proteggere il legno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Effettuare un lavaggio generale dei pavimenti in tutta la casa anche se durante la settimana è stato già effettuato. Se si vuole accelerare il tempo di asciugatura del pavimento, nel secchio dell’ultimo risciacquo aggiungere l’alcool che evaporando permette una rapida asciugatura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Smontare i cuscini del divano, spolverare e liberare da piccoli oggetti caduti alla rinfusa dietro i cuscini (es. monetine, accendini,etc).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Spolverare i caloriferi con uno scovolino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Raccogliere i caricabatterie (cellulari, consolle, macchinette fotografiche, etc) e riporli in un cassetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. Controllare fatture  e bollette da pagare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8. Pulire e spolverare schermi di Tv e computer con un panno elettrostatico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Bagno:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Passare l’anticalcare sulle piastrelle e nel box doccia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Disinfettare spazzolini, spazzole, tagliaunghie, limette ed ogni altro oggetto che entra in contatto con la pelle e gli annessi cutanei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Cambiare asciugamani ed accappatoi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Cucina:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Passare l’anticalcare sulle piastrelle e sul lavandino di acciaio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Riordinare le dispense della pasta e dei biscotti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Pulire il frigorifero. Non è necessario acquistare detergenti specifici molto cari: basta acqua calda ed aceto. Tenere nel frigo una ciotolina con bicarbonato: servirà ad assorbire gli odori e sostituire col bicarbonato fresco ogni settimana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Pulire i fornelli con prodotti specifici. Se molto sporchi fateli rimanere in bagno per molte ore in una soluzione di detersivo diluita con acqua calda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Controllare i cestini della frutta e rimuovere frutta ammuffita e foglie secche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Camera da letto:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Cambiare le lenzuola, verificare le coperte, eseguire lavori di piccolo rammendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Spazzare sotto i comodini. Spostare mobili leggeri e spazzare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Riordinare il cassetto della biancheria e dividere gli slip, le magliette, le calze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Riordinare gli armadi piegando gli abiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Liberare sedie e poltrone dagli abiti e riporli nell’armadio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Liberare il pavimento da scarpe e riporre nella scarpiera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una volta al mese:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Tutta la casa:&lt;br /&gt;1. Lucidare le maniglie delle porte e delle finestre. Se sono di ottone, usare un prodotto specifico (in commercio anche nei supermercati) ed un panno morbido che non graffi.&lt;br /&gt;2. Nutrire i mobili di legno, soprattutto quelli di antiquariato, con un prodotto specifico a base di cera d’api ed oli vegetali.&lt;br /&gt;3. Lucidare le cornici e gli altri oggetti d’argento con prodotti specifici.Un’alternativa economica è l’utilizzo della pasta dentifricia o del bicarbonato.Nel Soggiorno/Bagno/Studi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Raccogliere le riviste che sono state già lette e avviarle alla raccolta differenziata della carta. Prima di buttarle via controllate che non vi abbiate lasciato dentro foglietti o appunti, nè che non vi siano articoli che devono essere conservati. Una soluzione ideale, per prolungare la vita alle riviste ed ai giornali, sarebbe quella di regalarle all’amica che ha il centro estetico o allo zio dentista: in sostanza a coloro che svolgono attività in cui sia prevista una sala d’attesa con dei clienti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Riordinare Cd e Dvd rimettendoli nelle loro custodie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Raccogliere in un classificatore le ricevute di pagamento di bollette e fatture.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. Pulire i telecomandi con alcool per rimuovere tracce di unto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8. Pulire gli infissi, sia di legno che di alluminio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Cucina:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Riordinare il cassetto della biancheria e dividere le tovaglie, le bavette, i canovacci, i grembiuli, i tovaglioli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Controllare il filtro della lavastoviglie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Usare le tabs anticalcare per lavastoviglie, macchinetta espresso del caffè,sterilizzatrice dei biberon, secondo le indicazioni del produttore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Sgrassare l’ampolla dell’olio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Controllare le dispense e buttare via gli alimenti scaduti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In camera da letto:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Battere i materassi e i cuscini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Cambiare i coprirete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Cambiare le coperte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Pulire a fondo nei cassetti e sui ripiani.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-6248181861751059933?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/6248181861751059933/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2010/02/come-fare-la-programmazione-quotidiana.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/6248181861751059933'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/6248181861751059933'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2010/02/come-fare-la-programmazione-quotidiana.html' title='Come fare la programmazione quotidiana, settimanale e mensile delle pulizie domestiche'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/S4TsSwcnhYI/AAAAAAAAAEI/4CKtvPQCckk/s72-c/donna+pulizie.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-7422384876859317210</id><published>2010-01-23T02:36:00.000-08:00</published><updated>2010-01-23T02:39:24.495-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sanità'/><title type='text'>LE INFEZIONI OSPEDALIERE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/S1rR042wOxI/AAAAAAAAAEA/8xxQ5D-aDJY/s1600-h/ospedale.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 241px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/S1rR042wOxI/AAAAAAAAAEA/8xxQ5D-aDJY/s320/ospedale.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5429883007293995794" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;Le infezioni ospedaliere&lt;br /&gt;         &lt;/b&gt;La medicina ha compiuto, nel corso dei secoli e in particolare           dopo l'adozione del metodo sperimentale, enormi progressi. Basti           ricordare alcuni significativi  raggiungimenti del ventesimo secolo: la           scoperta dei sulfamidici, degli antibiotici e di vaccini efficaci,           capaci di arginare pericolose malattie infettive; gli straordinari           progressi dell'anestesia (tecniche di intubazione, analgesici,           curari), che hanno permesso di eseguire interventi chirurgici prima           impensabili; i trapianti d'organo; la nascita della rianimazione; lo           sviluppo della radiologia (mezzi di contrasto artificiali, medicina           nucleare, ecografia, TAC, RMN); l'uso di psicofarmaci sempre più           validi nella cura delle turbe mentali.&lt;/p&gt;           &lt;p&gt;La sopravvivenza di individui un tempo destinati a soccombere,           l'utilizzo di terapie efficaci e, talvolta, ritardi organizzativi e           insipienze hanno creato nuovi problemi e cambiato volto a vecchi           problemi: uno di questi è rappresentato dalle infezioni ospedaliere.&lt;/p&gt;           &lt;p&gt;Nel diciannovesimo secolo si moriva di infezione contratta in           ospedale molto più di oggi: chi subiva interventi chirurgici era           particolarmente a rischio. Tali rischi perdurarono sino a che J.           Lister, in Scozia, mise a punto i suoi metodi antisettici.&lt;br /&gt;         Oggi le infezioni ospedaliere sono sostenute prevalentemente da           batteri per il passato considerati poco o nulla patogeni, con una           prevalenza dei Gram negativi (Vedremo perché).&lt;/p&gt;           &lt;p&gt;In generale dicesi infezione ospedaliera (o infezione nosocomiale)           quella contratta dal soggetto in ospedale e che si può manifestare           sia nel corso del ricovero, sia dopo la dimissione. Si tratta di           un'infezione contratta in ospedale da un paziente che si è ricoverato           per un'altra causa. Può essere sostenuta da germi patogeni           tradizionali, come salmonelle e virus dell'epatite, o, più di           frequente, dai cosiddetti microrganismi opportunisti. Può determinare           un allungamento della degenza (costi umani ed economici aggiuntivi) e           talora anche la morte.&lt;/p&gt;           &lt;p&gt;I germi opportunisti sono microrganismi scarsamente virulenti,           molto numerosi nell'ambiente ospedaliero, che sono pericolosi per           determinati soggetti.&lt;br /&gt;         L'uso indiscriminato degli antibiotici ha favorito la proliferazione           in ospedale di ceppi antibiotico-resistenti, agenti causali di           numerose infezioni. Per tale motivo, l'antibiotico-terapia dovrebbe           essere il più possibile mirata, cioè seguire all'isolamento del           germe responsabile dell'infezione. A ciò servono gli esami colturali           associati all'antibiogramma.&lt;br /&gt;         Anziani, politraumatizzati, ustionati, prematuri, diabetici, pazienti           oncologici, pazienti sottoposti ad importanti interventi chirurgici,           pazienti critici le cui difese immunitarie si sono abbassate (soggetti           immunodepressi o immunocompromessi) possono facilmente, durante la           degenza in ospedale, sviluppare un'infezione.&lt;br /&gt;         A volte succede che manovre invasive come interventi chirurgici,           cateterismi venosi o cardiaci, terapie iniettive, trasfusioni,           introduzione di sonde varie aprano la strada a germi responsabili di           infezione. È sempre raccomandabile a chi attende a tali manovre il           rispetto della più rigorosa asepsi.&lt;/p&gt;           &lt;p&gt;Un pericolo è rappresentato dall'affollamento. Più malati in una           stanza possono trasmettersi vicendevolmente germi: è il fenomeno           delle infezioni crociate. Da evitare anche l'affollamento dei           visitatori al capezzale di un paziente immunocompromesso. È questo il           motivo principale per cui l'accesso ai reparti di  terapia           intensiva è rigidamente regolamentato.&lt;br /&gt;         &lt;/p&gt;           &lt;p&gt;Spesso sono carenze strutturali, organizzative o semplicemente           igieniche che determinano l'infezione in un ricoverato.&lt;br /&gt;         Fu Semmelweis, grande medico misconosciuto dai suoi contemporanei,           che, già nell'Ottocento, identificò nella scarsa igiene delle mani           dei dottori del tempo la causa della temibile febbre puerperale.&lt;br /&gt;         Il lavaggio accurato, metodico delle mani (comprensivo degli           avambracci) è ancor oggi il presidio più efficace nella prevenzione           delle infezioni ospedaliere. Importante è anche il corretto impiego           di materiale monouso: guanti, siringhe, camici, mascherine           bucco-nasali, ecc., che impedisce agli operatori di veicolare           involontariamente microrganismi patogeni.&lt;/p&gt;           &lt;p&gt;Oltre all'igiene del malato e del personale di assistenza,           particolare attenzione va posta alla decontaminazione di strumenti,           oggetti, ambienti. Tra le procedure che possono essere messe in atto,           a questo proposito, nella prevenzione delle infezioni ospedaliere,           vanno ricordate:&lt;/p&gt;           &lt;ol&gt;&lt;li&gt;La sanificazione: ovvero lo sviluppo , la valorizzazione e la               pratica attuazione di precauzioni e provvedimenti di ordine               sanitario, allo scopo di conseguire una pulizia in grado di               tutelare e salvaguardare la salute. Può essere altrimenti               definita come la scienza della pulizia.&lt;br /&gt;             Le tecniche della sanificazione sono rivolte alla distruzione               della flora batterica patogena e saprofita, focalizzando               l'attenzione sullo sporco e quindi sulla polvere e il pulviscolo               che si trovano, in maggiore o minore quantità, in tutti i locali               dell'ospedale.&lt;br /&gt;             Interessanti esperimenti sono stati condotti in alcuni nosocomi               con addestramento specifico del personale delle pulizie.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;La disinfezione: ovvero la distruzione dei microrganismi               patogeni. I disinfettanti vanno usati correttamente, entro sette               giorni dall'apertura della confezione, conservati nei loro               recipienti originali, sigillati dopo l'uso.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;La sterilizzazione: ovvero la distruzione di tutti i               microrganismi, patogeni e non patogeni, comprese le spore.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;           &lt;p&gt;Va ricordata anche la disinfestazione: consiste nel distruggere,           nel loro ambiente ecologico e nell' habitat umano, i vettori (es.:           mosche, zanzare) dei microrganismi patogeni, nonché nell'allontanarli           dal possibile contatto con l'uomo.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-7422384876859317210?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/7422384876859317210/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2010/01/le-infezioni-ospedaliere.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/7422384876859317210'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/7422384876859317210'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2010/01/le-infezioni-ospedaliere.html' title='LE INFEZIONI OSPEDALIERE'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/S1rR042wOxI/AAAAAAAAAEA/8xxQ5D-aDJY/s72-c/ospedale.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-4816463942770997908</id><published>2010-01-15T07:53:00.001-08:00</published><updated>2010-01-15T07:56:00.774-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ufficio'/><title type='text'>Potenziali fonti di rischio in ambienti scolastici e d'ufficio</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/S1CP92TEqNI/AAAAAAAAAD4/g8g6dFtzoMw/s1600-h/sedie-ufficio-1181.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5426995843691751634" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/S1CP92TEqNI/AAAAAAAAAD4/g8g6dFtzoMw/s320/sedie-ufficio-1181.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La scuola e l’ufficio, a differenza dell’ambiente domestico, rappresentano un ambiente soggetto a diverse norme volte a garantire la sicurezza unita al benessere igienico-sanitario degli occupanti. Esempi sono costituiti dal divieto di fumo (Legge n.584 dell’11/11/1975; Dir.P.C.M. del 14/12/1995; Legge n.3 del 16/01/03, art.51) e dalla legge sulla sicurezza (D.Lgs.626/94). La presenza di fattori di rischio è legata in gran parte ai comportamenti e alle abitudini del singolo e all’adozione di opportune misure di manutenzione e gestione degli oggetti e apparecchiature in dotazione.&lt;br /&gt;Condizionatori e deumidificatori. Se non opportunamente mantenuti, tutti gli elementi costituenti i condizionatori possono essere fonte d’inquinamento, sia come sito di crescita e moltiplicazione dei contaminanti biologici, sia come trasporto e disseminazione degli stessi. Nei filtri e nei condotti degli apparecchi possono annidarsi &lt;a title="Visualizza la pagina del sito relativa agli Acari" href="http://www.indoor.apat.gov.it/site/it-IT/AGENTI_INQUINANTI/Biologici/Acari/"&gt;acari&lt;/a&gt;, polveri, &lt;a title="Visualizza la pagina del sito relativa alle Muffe" href="http://www.indoor.apat.gov.it/site/it-IT/AGENTI_INQUINANTI/Biologici/Muffe/"&gt;muffe&lt;/a&gt;, allergeni batterici o di origine &lt;a title="Visualizza la pagina del sito relativa agli Allergeni degli animali domestici" href="http://www.indoor.apat.gov.it/site/it-IT/AGENTI_INQUINANTI/Biologici/Allergeni_degli_animali_domestici/"&gt;animale&lt;/a&gt;, responsabili di numerose allergie e problemi respiratori. È bene assicurarsi che le ispezioni tecniche e di manutenzione avvengano regolarmente.&lt;br /&gt;Polvere e allergeni. La polvere costituisce un ottimo ricettacolo per i microrganismi e favorisce, quindi, una contaminazione biologica: gli acari della polvere sono un tipico esempio di fonte allergenica. Altre sorgenti che possono provocare allergie ed asma sono costituite da funghi e muffe, dai derivati epidermici degli animali domestici e dai &lt;a title="Visualizza la pagina del sito relativa ai Pollini" href="http://www.indoor.apat.gov.it/site/it-IT/AGENTI_INQUINANTI/Biologici/Pollini/"&gt;pollini&lt;/a&gt;. Un buon accorgimento è, quindi, assicurarsi che venga effettuata una regolare pulizia delle superfici su cui possono depositarsi polvere e allergeni (moquette, libreria, ecc.) oltre che osservare delle semplici regole di gestione ambientale. Tra le buoni abitudini, ad esempio, è bene evitare accumulo di carta, utilizzare i contenitori previsti per i rifiuti, evitare di ostruire le grate dei condizionatori e mantenere il livello di igiene generale.&lt;br /&gt;Fumo di tabacco ambientale. Nei luoghi pubblici e negli ambienti di lavoro vige il divieto di fumo. Fumatori attivi corrono rischi sanitari ben documentati da tempo, ma anche l’esposizione al &lt;a title="Visualizza la pagina del sito relativa al Fumo di tabacco ambientale" href="http://www.indoor.apat.gov.it/site/it-IT/AGENTI_INQUINANTI/Chimici/Fumo_di_tabacco_ambientale/"&gt;fumo di tabacco ambientale&lt;/a&gt; (o fumo passivo) comporta rischi da non sottovalutare. È bene ricordare che il fumo di tabacco è una combinazione di oltre 4000 sostanze chimiche sotto forma di particolato o di gas, in parte presenti come tali nel tabacco e entrati a far parte del fumo, in parte frutto delle modificazioni dovute alla temperatura prodotta dalla combustione del tabacco. La miscela contiene un’ampia gamma di sostanze tossiche, irritanti o cancerogene.&lt;br /&gt;Arredamento. In condizioni di cattiva gestione e manutenzione, gli arredi possono agire come serbatoi per muffe, microrganismi e allergeni. Ad esempio, in caso di accumulo d’acqua o di alta umidità è favorito lo sviluppo di muffe e funghi. Inoltre una manutenzione inadeguata può facilitare l’accumulo di polvere, che costituisce un ottimo ricettacolo per i microrganismi, tra cui tipicamente gli acari della polvere.&lt;br /&gt;Umidità. Se l'acqua o in generale l'umidità si accumula sul soffitto, sulle pareti o sotto la pavimentazione, gli agenti inquinanti biologici quali muffe e batteri possono iniziare a crescere e proliferare. La conseguenza è il rilascio di spore e dei prodotti metabolici nell'aria. Nell’ufficio è possibile riscontrare presenza d'umidità anche sotto la moquette. Il controllo dell'umidità rappresenta pertanto un parametro critico per proteggere tutti gli edifici dal potenziale sviluppo di muffe e batteri.&lt;br /&gt;Prodotti per la pulizia. La qualità dell’aria indoor può essere influenzata da alcune sostanze presenti nei prodotti per la pulizia, come disinfettanti, detergenti, sgrassatori, lucidi per mobili, ecc., che possono rilasciare sostanze chimiche tossiche o irritanti. È buona norma ventilare gli ambienti in cui siano stati applicati tali prodotti.&lt;br /&gt;Apparecchi ed impianti elettrici. La presenza di numerosi apparecchi elettrici negli ambienti dove si trascorre molto tempo comporta l’emissione di &lt;a title="Visualizza la pagina del sito relativa ai Campi elettromagnetici" href="http://www.indoor.apat.gov.it/site/it-IT/AGENTI_INQUINANTI/Fisici/Campi_Elettromagnetici/"&gt;campi elettromagnetici&lt;/a&gt; tali da determinare, a volte, effetti sul comfort e sulla salute. È bene rispettare le generali norme di buona pratica, come, ad esempio quella di tenersi a distanza dai monitor dei computer, dalle stampanti, fotocopiatrici e altri dispositivi e impianti elettrici. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-4816463942770997908?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/4816463942770997908/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2010/01/potenziali-fonti-di-rischio-in-ambienti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/4816463942770997908'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/4816463942770997908'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2010/01/potenziali-fonti-di-rischio-in-ambienti.html' title='Potenziali fonti di rischio in ambienti scolastici e d&apos;ufficio'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/S1CP92TEqNI/AAAAAAAAAD4/g8g6dFtzoMw/s72-c/sedie-ufficio-1181.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-1699356251587209687</id><published>2009-12-28T07:41:00.000-08:00</published><updated>2009-12-28T07:45:24.622-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casa'/><title type='text'>Inquinamento indoor in casa</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/SzjSiMfxPLI/AAAAAAAAADw/k_9pGDXUf-Y/s1600-h/monitor.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 200px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5420313636452252850" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/SzjSiMfxPLI/AAAAAAAAADw/k_9pGDXUf-Y/s320/monitor.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Apparecchi ed impianti elettrici&lt;br /&gt;La presenza di numerosi apparecchi elettrici negli ambienti dove si trascorre molto tempo, comporta l’emissione di &lt;a title="Visualizza la pagina del sito relativa ai Campi elettromagnetici" href="http://www.indoor.apat.gov.it/site/it-IT/AGENTI_INQUINANTI/Fisici/Campi_Elettromagnetici/"&gt;campi elettromagnetici&lt;/a&gt; tali da determinare, a volte, disturbi come dolori muscolari, ansia, affaticamento cronico, insonnia.Per questo motivo si dovrebbe evitare di posizionare letti, divani o poltrone contro una parete che confina con un quadro elettrico o con apparecchi elettrici, poiché il campo magnetico non viene attenuato dal materiale della parete.___________________________________________________________________________Televisore - Emette campi elettromagnetici di varia frequenza quando è in funzione. La radiazione è maggiore soprattutto dalla parte posteriore e laterale.&lt;br /&gt;Accorgimenti· Tenersi a distanza dallo schermo (almeno 2 m nel caso dei bambini).· Non lasciare il televisore in stand-by.· Non sostare sul retro o affianco ad un televisore acceso. ___________________________________________________________________________Telefoni cordless e segreteria telefonica - I telefoni fissi non sono pericolosi. Il cordless ha una potenza molto bassa (dell’ordine dei 10 milliwatt) e non è pericoloso, salvo abuso. La segreteria telefonica emette un campo elettromagnetico nel raggio di circa 40 cm.&lt;br /&gt;Accorgimenti· Evitare l’abuso del cordless.· Cambiare orecchio nell’arco del tempo della telefonata.· Evitare di rimanere vicino alla segreteria telefonica.___________________________________________________________________________Stereo hi-fi - Gli amplificatori emettono radiazioni elettriche e magnetiche proporzionali alla loro potenza e in particolare forti emissioni magnetiche dalle casse acustiche proporzionalmente al livello del volume. Le cuffie, specialmente ad alto volume, hanno un’emissione magnetica notevole considerata l'estrema vicinanza alla testa.&lt;br /&gt;Accorgimenti · Stare ad un minimo di 50 cm dall’impianto e ad un minimo di 40 cm dagli altoparlanti.· Non sedersi su una cassa acustica in funzione, specialmente se di alta potenza.· Limitare l’uso delle cuffie se non raramente e mantenere un volume basso (compresi i walkman).___________________________________________________________________________Computer - Emette c.e.m. sia a bassa frequenza (50 Hz) dai vari elementi (l’alimentazione ed i trasformatori) di ogni singolo componente (scanner, amplificatori audio, stampanti, ecc.) che c.e.m. a più alta frequenza provenienti dal monitor (specialmente di lato e sul retro). A differenza dei monitor con tubo catodico (CRT), i più moderni schermi a cristalli liquidi (LCD) non emettono campi elettromagnetici.&lt;br /&gt;Accorgimenti· Stare ad almeno 60 cm dal videoterminale.· Usare un monitor a bassa emissione elettromagnetica o a cristalli liquidi.· Usare in modo moderato il computer e fare frequenti soste.___________________________________________________________________________Forno a microonde - Può emettere campi elettromagnetici a 50 Hz con un raggio di circa 50 cm ed un potentissimo campo a 2,45 GHz che, se opportunamente confinato dalla buona struttura del forno, richiede una distanza di sicurezza di circa 1 m. Perdite di microonde si possono verificare a causa di un cattivo funzionamento o deterioramento conseguenti all’usura in corrispondenza dello sportello di chiusura, della guarnizione e del relativo vetro schermato.&lt;br /&gt;Accorgimenti· Non sostare troppo vicino al forno in funzione.· Cercare di evitare che i bambini osservino il cibo in cottura attraverso il vetro dello sportello (la schermatura di campo può diventare con il tempo meno efficace).· Verificare periodicamente il funzionamento dell’interruttore di sicurezza di interdizione dell’emissione all’apertura dello sportello.· Per maggiore sicurezza, spegnere sempre il forno prima di aprire lo sportello.· Far misurare ad intervalli di 12 mesi le emissioni.· Non usare il forno in caso di urti o danni.___________________________________________________________________________Elettrodomestici (forni elettrici, frigorifero, lavastoviglie, piano cottura elettrico, ecc..) - Gli impianti elettrici e gli elettrodomestici casalinghi a 220 volt emettono campi elettrici a 50 Hz nel raggio di circa 30-50 cm e campi magnetici proporzionali al consumo in atto con un raggio massimo di circa 50 cm.&lt;br /&gt;Accorgimenti· Impiegarli alla massima distanza utile e ridurre al minimo il tempo di funzionamento.· Stare a distanza di 50 cm almeno dai cavi elettrici e dai trasformatori.· Non sostare a meno di 100–130 cm da qualsiasi variatore elettronico di luminosità o di velocità ed ai relativi apparecchi collegati.· Tenere a distanza i bambini.___________________________________________________________________________Sveglie elettriche e Radiosveglie - Collegate alla rete generano un campo elettrico e magnetico in prossimità della testa del dormiente a cui sono generalmente vicine.&lt;br /&gt;Accorgimenti · Posizionarle ad una certa distanza dal guanciale (almeno 1 m). · Usare preferibilmente sveglie e radiosveglie a batteria.___________________________________________________________________________Termocoperta - Emette campi elettromagnetici (c.e.m.) pericolosi sia per la vicinanza al corpo che per la durata dell’esposizione. Spegnere con il pulsante permette di eliminare solo il campo magnetico, il campo elettrico permane.&lt;br /&gt;Accorgimenti· Una volta scaldato il letto, staccare la spina dalla presa prima di coricarsi.· Evitare di dormire sotto la termocoperta in funzione, soprattutto nel caso di donne incinte e bambini.___________________________________________________________________________Asciugacapelli e rasoio elettrico - Emettono nel raggio di circa 40 cm una forte radiazione elettromagnetica a 50 Hz. Facendone uso saltuario non costituiscono un grande pericolo.&lt;br /&gt;Accorgimenti· Tenere l’asciugacapelli ad almeno 20-30 cm dalla testa.· Cercare di cambiare la mano che tiene l’asciugacapelli dato che si trova a contatto con la fonte di radiazioni.· Asciugare i capelli naturalmente, quando possibile (per esempio d’estate).· Limitare l’uso dei rasoi elettrici, alternandoli con rasoi a batteria o con la tradizionale lametta.· Tenerli a distanza, anche se spenti ma con la spina inserita.___________________________________________________________________________Fotocopiatrice e stampante - Generano un campo elettrico ed un campo magnetico a frequenza bassa ogni volta che sono in funzione.&lt;br /&gt;Accorgimenti · Mantenersi a distanza dalle apparecchiature in funzione;.· Mantenere in buona efficienza i collegamenti elettrici, i cavi di alimentazione e di messa a terra e le sicurezze.___________________________________________________________________________Lampade - Alcune lampade emettono campi elettrici fino a 30 cm di distanza anche se spente e campi magnetici proporzionali alla loro potenza. Le lampade alogene a 12 volt, oltre ai normali campi elettromagnetici, emettono una radiazione ad alta frequenza che può essere molto dannosa. I variatori elettronici di luminosità e le lampade ad essi collegate emettono una quadrupla radiazione elettrica quando sono in una posizione intermedia. Anche le piantane alogene possono emettere elettrosmog, ma sempre nell'arco di un metro circa, in quanto il filamento elettrico si comporta nella stanza come un parafulmine. Inoltre sono sempre dotate di variatore di luce, che nelle posizioni prima indicate emettono un campo magnetico di molto superiore ad un normale interruttore.&lt;br /&gt;Accorgimenti· Non stare a meno di 40 cm da qualsiasi lampada.· Se si usa un variatore di luminosità, stare almeno a 1 metro dalle relative lampade e dai cavi di collegamento.· Assicurarsi che l’interruttore sia bipolare.· Se si usano lampade alogene, aggiungere il vetrino schermante per le alte frequenze.· Non lasciare inutilmente accese le lampade.___________________________________________________________________________Impianti elettrici casalinghi - Emettono a 220 volt campi elettrici a 50 Hz nel raggio di circa 30-50 cm e campi magnetici proporzionali al consumo in atto, con un raggio massimo di circa 50 cm.&lt;br /&gt;Accorgimenti· Stare a una distanza non inferiore a 50 cm dai cavi elettrici oppure schermarli opportunamente.· Installare un disgiuntore di rete in grado di ridurre la corrente nelle ore di richiesta minima.___________________________________________________________________________Sistemi di allarme - Possono causare disturbi se non adeguatamente progettati. I sistemi di antifurto per abitazioni sono modestamente nocivi solo se di vecchio tipo a microonde ed installati in luoghi a lunga permanenza.&lt;br /&gt;AccorgimentiSostituire i sensori antifurto a microonde con i sensori di presenza ad infrarosso passivo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-1699356251587209687?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/1699356251587209687/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/12/inquinamento-indoor-in-casa_28.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/1699356251587209687'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/1699356251587209687'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/12/inquinamento-indoor-in-casa_28.html' title='Inquinamento indoor in casa'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/SzjSiMfxPLI/AAAAAAAAADw/k_9pGDXUf-Y/s72-c/monitor.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-5314760531173796108</id><published>2009-12-15T01:08:00.000-08:00</published><updated>2009-12-15T01:12:32.664-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casa'/><title type='text'>Inquinamento indoor in casa</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/SydS9ksn_LI/AAAAAAAAADo/SlHv9BOmtCA/s1600-h/cucina.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 300px; FLOAT: left; HEIGHT: 225px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5415388294712655026" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/SydS9ksn_LI/AAAAAAAAADo/SlHv9BOmtCA/s320/cucina.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;È risaputo che processi industriali incontrollati possono inquinare l’aria esterna, ma forse è poco noto che molti dei prodotti industriali possono contribuire ad una scarsa qualità dell’aria all’interno delle nostre case. L’arredamento ed in generale i materiali composti da legno compresso, il processo di cottura, così come il riscaldamento ed il raffreddamento, l’utilizzo di vernici, solventi e di materiali per le rifiniture durante processi di manutenzione o di decoro della casa, elevati livelli di umidità, ecc., possono contribuire ad aumentare le concentrazioni di sostanze nocive e di conseguenza l’inquinamento negli ambienti confinati.&lt;br /&gt;Un percorso in casa per il controllo della qualità dell’aria&lt;br /&gt;Dove si trovano i maggiori rischi che possono far aumentare i livelli delle concentrazioni degli inquinanti nelle nostre case? Quali sono alcuni rimedi per migliorare la qualità dell’aria domestica? Esplora le varie fonti presenti in casa.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Le principali fonti di rischio che possono essere presenti in cucina sono costituite da:&lt;br /&gt;&lt;a title="Visualizza la pagina del sito relativa all'Arredamento" href="http://www.indoor.apat.gov.it/site/it-IT/FONTI_DI_INQUINAMENTO/Ambienti_di_vita_domestica/Arredamento/"&gt;Arredamento&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Arredamento&lt;br /&gt;Gli arredi possono assorbire alcune sostanze chimiche nocive durante i processi di produzione, verniciatura e pulizia, per ri-emetterle successivamente; inoltre, in condizioni di cattiva gestione e manutenzione possono agire come serbatoi per &lt;a title="Visualizza la pagina del sito relativa alle Muffe" href="http://www.indoor.apat.gov.it/site/it-IT/AGENTI_INQUINANTI/Biologici/Muffe/"&gt;muffe&lt;/a&gt;, &lt;a title="Visualizza la pagina del sito relativa agli Allergeni degli animali domestici" href="http://www.indoor.apat.gov.it/site/it-IT/AGENTI_INQUINANTI/Biologici/Allergeni_degli_animali_domestici/"&gt;allergeni&lt;/a&gt; e &lt;a title="Visualizza la pagina del sito relativa agli Acari" href="http://www.indoor.apat.gov.it/site/it-IT/AGENTI_INQUINANTI/Biologici/Acari/"&gt;acari&lt;/a&gt; della polvere. Negli ultimi anni la maggior parte dei mobili e degli arredi è stata fabbricata con prodotti e sottoprodotti a base di legno (lamelle, fogli, particelle, fibre etc.) e successiva ricomposizione in pannelli. Tale prodotti includono compensato, truciolato e pannelli di fibre di legno di media-densità (Medium Density Fiberboard, MDF). Il compensato è principalmente usato per la produzione di pannelli decorativi dei muri, di porte e sportelli, di armadietti e altra mobilia. Il legno truciolato è utilizzato per rifiniture di pavimentazioni, pannelli per il rivestimento delle pareti, armadietti (materiale di rifinitura interna, della scaffalatura e dei cassetti), mensole, porte, sportelli ed altro. L’MDF è usato per armadi, mobilia e nella fabbricazione delle cornici. Il grado di emissione di sostanze tossiche è maggiore quando le superfici ed i bordi di questi prodotti non sono laminati o rivestiti. Infatti, spesso il materiale utilizzato, come gli adesivi, gli indurenti, i lucidanti, ecc. contiene composti tossici come urea-formaldeide (la quale emette &lt;a title="Visualizza la pagina del sito relativa alla Formaldeide" href="http://www.indoor.apat.gov.it/site/it-IT/AGENTI_INQUINANTI/Chimici/Formaldeide/"&gt;formaldeide&lt;/a&gt; per un periodo notevole di tempo) e altri &lt;a title="Visualizza la pagina del sito relativa ai Composti organici volatili" href="http://www.indoor.apat.gov.it/site/it-IT/AGENTI_INQUINANTI/Chimici/Composti_organici_volatili/"&gt;composti organici volatili&lt;/a&gt; (VOC) quali acetonitrile, acetone, toluene, benzaldeide, 2-propanolo, butanale, ecc. Cambiamenti nella temperatura, umidità e ventilazione possono far variare i livelli di VOC emessi dagli arredi costituiti dai derivati del legno; ad esempio, alti livelli di temperatura e di umidità fanno incrementare il grado di emissione di queste sostanze.È possibile comunque ottenere dei materiali con emissioni di formaldeide più basse se durante la loro produzione viene effettuato un pre-trattamento dei materiali derivati del legno e un controllo della quantità di materiale adesivo utilizzato. In commercio esistono poi prodotti senza urea-formaldeide come pareti di carton-gesso, mobilia di legno massello, metallo o plastica.Anche gli arredi costituiti da legno solido possono essere fonti di problemi legati alla qualità dell’aria indoor. Infatti, il legno naturale può essere tinteggiato, cerato e avere altri rivestimenti decorativi e protettivi che emettono VOC. Molti tipi di trattamenti per mobilia, infatti, possono liberare formaldeide e altre aldeidi associate ad un caratteristico odore acre.&lt;br /&gt;Accorgimenti:&lt;br /&gt;Verificare che tutti i prodotti a base di legno che contengono urea-formaldeide siano certificati secondo gli standard di bassa emissione di formaldeide e VOC.&lt;br /&gt;Comprare mobili e materiali rifiniti in legno che abbiano superfici e bordi laminati (i pannelli grezzi o comunque non laminati emettono più formaldeide rispetto a quelli ricoperti).&lt;br /&gt;Dopo aver collocato i mobili nuovi all’interno dei locali ventilare per almeno 72 ore.&lt;br /&gt;Cercare di mantenere bassi tassi di temperatura e umidità per limitare le emissioni dei composti organici volatili.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-5314760531173796108?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/5314760531173796108/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/12/inquinamento-indoor-in-casa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/5314760531173796108'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/5314760531173796108'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/12/inquinamento-indoor-in-casa.html' title='Inquinamento indoor in casa'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/SydS9ksn_LI/AAAAAAAAADo/SlHv9BOmtCA/s72-c/cucina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-1752570888811793848</id><published>2009-12-03T05:16:00.001-08:00</published><updated>2009-12-03T05:17:57.121-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='salute'/><title type='text'>L'igiene in ospedale</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/Sxe6dTLrI1I/AAAAAAAAADg/DFlHOOVONmo/s1600-h/18058.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 287px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/Sxe6dTLrI1I/AAAAAAAAADg/DFlHOOVONmo/s320/18058.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5410998489837151058" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fisioterapisti, infermieri e medici, ma anche personale addetto alle pulizie in ospedale, "a rischio" di aggressioni da parte di batteri resistenti. Negli ospedali e nelle case di cura italiani sono stati trovati infatti ceppi batterici resistenti, come lo Staphylococcus aureus meticillino-resistente (MRSA), in particolar modo su guanti o su indumenti di questo personale sanitario. Ma anche mani sporche e telefoni cellulari usati in corsia possono trasformarsi in un ricettacolo di batteri super resistenti. Lo hanno sottolineato gli esperti riuniti in occasione del 17esimo European Congress of Clinical Microbiology and Infectious Diseases (Eccmid)/25° International Congress of Chemotherapy (Icc), in corso fino al 3 aprile a Monaco di Baviera. Tra di essi i fisioterapisti sono il gruppo più frequentemente soggetto a contaminazione (quasi il 100%), seguiti dagli infermieri (60%), dai medici (50%) e dal personale addetto alle pulizie (20%). La contaminazione batterica è stata rilevata anche sul 95% dei telefoni cellulari del personale sanitario: nel 50% dei casi coesistono due o tre diverse specie batteriche. Un telefono su quattro è contaminato da Staphylococcus aureus (25%) e il 52% di questi stafilococchi sono resistenti alla meticillina (MRSA). Nel 17% dei telefonini sono stati riscontrati batteri gram-negativi e il 31% di questi ceppi è resistente alle cefalosporine. Stesso discorso anche per le mani: identici batteri sono stati ritrovati su quelle del personale sanitario&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-1752570888811793848?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/1752570888811793848/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/12/ligiene-in-ospedale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/1752570888811793848'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/1752570888811793848'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/12/ligiene-in-ospedale.html' title='L&apos;igiene in ospedale'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/Sxe6dTLrI1I/AAAAAAAAADg/DFlHOOVONmo/s72-c/18058.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-6857694117961294808</id><published>2009-12-02T02:58:00.000-08:00</published><updated>2009-12-02T03:05:27.390-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='DISINFEZIONE  AMBIENTI DA VIRUS E BATTERI'/><title type='text'>Disinfezione</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/SxZJffMCA4I/AAAAAAAAADU/IUduhCRj6nY/s1600-h/aaaaaaaaaaaa.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 226px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5410592807628964738" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/SxZJffMCA4I/AAAAAAAAADU/IUduhCRj6nY/s320/aaaaaaaaaaaa.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Disinfezione&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Disinfezione della pelle, dei cibi, dell'acqua e di qualsiasi oggetto utilizziamo nella vita di tutti i giorni. Ma perché è così importante "disinfettare"? La disinfezione serve a distruggere i germi patogeni diffusi nell'ambiente, negli impianti e nelle attrezzature, quindi ad allontanare il pericolo di contrarre eventuali infezioni. "A rischio" di infezione sono soprattutto i bambini, gli anziani e i malati, che hanno le difese immunitarie più basse. Per questo, strutture come asili nido, scuole, ambienti domestici e ospedali necessitano di una buona disinfezione (anche se tutti gli ambienti hanno bisogno di una pulizia efficace e accurata). È indispensabile mantenere il più possibile un ambiente sano anche tra le mura di casa e per ottenerlo occorre partire da una buona pulizia. Primo passo importante è l'eliminazione della polvere, fonte di germi e batteri e ottimo habitat per gli acari che, come è noto, provocano fastidiose allergie. La disinfezione degli ambienti può avvenire attraverso due sistemi:&lt;br /&gt;mezzi fisici, per esempio acqua bollente&lt;br /&gt;mezzi chimici, quindi i disinfettanti.&lt;br /&gt;La presenza dello sporco può rendere inefficace qualsiasi tipo di disinfezione quindi occorre sempre partire da una perfetta pulizia. La presenza di sostanze organiche, infatti, riduce enormemente l'efficacia del disinfettante, dunque deve essere eliminata. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-6857694117961294808?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/6857694117961294808/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/12/disinfezione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/6857694117961294808'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/6857694117961294808'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/12/disinfezione.html' title='Disinfezione'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/SxZJffMCA4I/AAAAAAAAADU/IUduhCRj6nY/s72-c/aaaaaaaaaaaa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-6995197833799625310</id><published>2009-11-30T07:15:00.000-08:00</published><updated>2009-11-30T07:18:44.024-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cucina'/><title type='text'>NATALE 2009: CONSIGLI UTILI IN CUCINA</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/SxPiN0E8BhI/AAAAAAAAADE/oYK2jx2nJZs/s1600/natale.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5409916304347629074" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/SxPiN0E8BhI/AAAAAAAAADE/oYK2jx2nJZs/s320/natale.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;Tantissime sono le ricette che si preparano per le feste natalizie, ma a volte non si usano le accortezze indispensabili per donne in stato interessante e bambini.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;P&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;oiché in occasione delle feste spesso si prepara per molte persone, anche piatti che non si cucinano normalmente e a volte ci si trova a preparare cibo anche per persone che necessitano di maggiore accortezza (donne incinte, bambini, ecc.), è necessario seguire più scrupolosamente le norme igieniche che permettono di mantenere i cibi sani.Molte persone per il pranzo di Natale mangeranno pollo, tacchino, oca o anatra.&lt;br /&gt;Punti principali da ricordare:- Essere sempre sicuro che il vostro piatto (pollo, tacchino, ecc.) sia ben cotto prima di servirlo- Tenere rigorosamente separata la carne cruda dai cibi pronti- Lavarsi sempre bene le mani, gli utensili e le superfici dopo aver manipolato le carni crude- Non riscaldarlo più di una volta&lt;br /&gt;La Cottura:La superficie della carne deve essere bollente durante tutta la cottura facendo dei tagli nella parte più spessa, la carne non deve mai essere rosaSe quando la carne viene punta o pressata con la forchetta escono dei succhi, questi devono essere chiariE' molto importante organizzarsi in anticipo. Animali molto grandi possono impiegare diverse ore prima di essere completamente cottiCome indicazione generale, un tacchino sotto i 4.5 Kg, deve essere cotto per 45 minuti per chilo più 20 minuti; uno tra i 4.5 e i 6.5 kg, 40 minuti per chilo; per uno che pesa più di 6.5 Kg, 35 minuti per chilo a 180°C (a forno già caldo)&lt;br /&gt;Potete provare anche il nostro calcolatore virtuale&lt;br /&gt;Bisogna ricordarsi che alcuni forni, come quelli ventilati, sono in grado di cuocere il tacchino molto velocemente e, per questo, bisogna controllare il manuale di istruzione per valutare bene i tempi di cottura in base alla tipologia di forno che si ha a disposizione. La cosa principale è controllare sempre che la carne sia cotta prima di essere servita.I tempi di cottura indicati sopra e calcolabili più sotto sono basati sul tacchino non ripieno. E' meglio cucinare il ripieno prima di inserirlo; in questo modo il piatto cuocerà più facilmente e le pratiche di buona cottura potranno essere seguite in modo più accurato (dentro al tacchino il ripieno cuoce più lentamente). Bisogna ricordarsi che gli altri volatili, come l'anatra o l'oca, hanno bisogno di tempi di cottura diversi da quelli del tacchino. In un forno a gas a 200°C l'oca cuoce in 35 minuti per ogni chilo, una volta che il forno è stato preriscaldato.&lt;br /&gt;L'anatra dovrebbe cuocere, invece in 45 minuti per chilo. Inoltre il forno dovrebbe essere riscaldato a una temperatura maggiore per l'anatra e per l'oca, rispetto che per il tacchino, in modo da sciogliere bene il grasso sotto la pelle. Questi tempi sono basati su volatili, non ripieni, cotti in forno preriscaldato e che sono sono nelle indicazioni. Assicurarsi che il pollame sia ben cotto prima di servirlo.&lt;br /&gt;Dopo la cottura bisogna raffreddare, se necessario, il tacchino in non più di 1 o 2 ore e bisogna coprirlo o metterlo in un contenitore sigillato e conservarlo in frigorifero, entro appunto 1 o 2 ore. Assicurarsi sempre di tenere gli alimenti precotti, incluso il pollame, lontano dalla carne cruda.&lt;br /&gt;Gli avanzi:E' molto importante tenere la carne e il pollame cotti in frigorifero; se viene lasciata fuori a temperatura ambiente, possono crescere e moltiplicarsi i batteri patogeni. Per questo bisogna estrarre dal frigorifero solo la quantità che viene immediatamente consumata e lasciare dentro il resto. Non bisogna lasciare un piatto di tacchino o di carne fredda fuori dal frigorifero tutto il giorno, come, per esempio, in un buffet; bisogna rimetterlo in frigorifero il prima possibile, idealmente entro un'ora.Se si stanno riscaldando gli avanzi di tacchino o di altri alimenti, bisogna sempre assicurarsi che siano ben caldi prima di mangiarli (vanno riscaldati al bollore) e non bisogna mai riscaldarli più di una volta.&lt;br /&gt;Scongelare il tacchino:Se il tacchino è congelato bisogna assicurarsi di scongelarlo prima di cucinarlo; se è già parzialmente scongelato, si raccomanda di tenerlo sul fuoco per un tempo sufficiente a farlo cuocere completamente. Infatti quando si inizia a cucinare bisogna assicurarsi che non ci siano cristalli di ghiaccio nella cavità dell'animale; si possono anche testare con una forchetta le parti spesse della carne per assicurarsi che non siano surgelate.Un tacchino si scongela in non meno di un paio di giorni (vedere, sotto, il tempo stimato).Quando si inizia a scongelare il tacchino bisogna separarlo dalla propria confezione e metterlo in un piatto grande; questo per trattenere i liquidi che si liberano nel processo di scongelamento della carne. Rimuovere le interiora e il collo appena possibile in modo da velocizzare lo scongelamento. Le frattaglie sono carne cruda, per cui vanno cotte immediatamente o conservate in un contenitore sigillato in frigorifero prima di cucinarle. Bisogna inoltre lavarsi le mani completamente dopo aver maneggiato il tacchino crudo, le interiora o altra carne cruda. Possibilmente sarebbe meglio scongelare il tacchino in frigorifero.Versare i liquidi della carne durante lo scongelamento, in modo da evitare la diffusione dei batteri. Bisogna però stare attenti a non far schizzare i liquidi sulle superfici, sui piatti, sui vestiti e su altri alimenti; e ricordare di lavarsi sempre le mani.Per decidere il tempo di scongelamento del tacchino, si può controllare sulla confezione; se non c'è nessuna indicazione per lo scongelamento si possono usare i seguenti tempi come guida per stabilire in quanto tempo scongelare il tacchino (ma bisogna ricordarsi di controllare che sia totalmente scongelato prima di cucinarlo):&lt;br /&gt;In un frigorifero a 4° C, si può scongelare in un tempo tra 10 e 12 ore per chilo di animale; tenere presente però, che non tutti i frigoriferi hanno questa temperatura.In una stanza fredda a meno di 17,5° C, si può scongelare in un tempo tra 3 e 4 ore per chilo di animale; il tempo aumenta se la stanza è particolarmente fredda (pratica non raccomandata)&lt;br /&gt;In una stanza con una temperatura di circa 20° C, si può scongelare in un tempo di circa 2 ore per chilo di animale (pratica non raccomandata)&lt;br /&gt;Conservare gli alimenti a parteè molto importante tenere la carne cruda lontano dagli alimenti cotti e pronti per essere mangiati; questo perchè se il pollame o altra carne cruda toccasse questi alimenti diffonderebbe i batteri che contiene. Ricordarsi che i batteri possono diffondersi dalla carne e dal pollame anche attraverso le superfici di lavoro, i vestiti, i piatti e gli utensili.&lt;br /&gt;In sintesi:- Tenere sempre il pollame crudo lontano dagli altri alimenti, in modo da bloccare la diffusione dei batteri.- Conservare il pollame nel fondo del frigoriferi in modo che non sgoccioli sugli altri alimenti.- Pulire spesso le superfici di lavoro, i taglieri, i piatti e gli utensili dopo che sono venuti a contatto con il pollame crudo.Lavarsi sempre le mani con acqua calda e sapone e asciugarle completamente, dopo aver manipolato il pollame crudo.Non usare mai lo stesso tagliere per la carne cruda e per gli alimenti già cotti senza prima averlo lavato completamente con acqua calda e sapone. (Se possibile usare un tagliere diverso per il pollame e per la carne cruda)Non lavare il tacchino o altro pollame, per non diffondere batteri sui piani di lavoro, sui piatti, e sugli altri alimenti. La cottura giusta uccide tutti i batteri, e quindi non c'è la necessità di lavare il pollame. Se lo si vuole fare, farlo con molta cura&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-6995197833799625310?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/6995197833799625310/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/11/natale-2009-consigli-utili-in-cucina.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/6995197833799625310'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/6995197833799625310'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/11/natale-2009-consigli-utili-in-cucina.html' title='NATALE 2009: CONSIGLI UTILI IN CUCINA'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/SxPiN0E8BhI/AAAAAAAAADE/oYK2jx2nJZs/s72-c/natale.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-7147660301625012334</id><published>2009-11-25T07:11:00.000-08:00</published><updated>2009-11-25T07:16:49.250-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='A/H1N1'/><title type='text'>Pericolo contagio anche a febbre guarita</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/Sw1KSH6FimI/AAAAAAAAAC8/iGuN2XlqgOw/s1600/aaaaaaaaaaaa.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 226px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5408060402762615394" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/Sw1KSH6FimI/AAAAAAAAAC8/iGuN2XlqgOw/s320/aaaaaaaaaaaa.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;Virus resta vitale sul naso dei pazienti a 7 giorni da esordio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Il pericolo contagio da influenzasuina potrebbe non esaurirsi quando la febbre e' finita e la persona ammalata sta bene e torna a lavoro o a scuola: infattiil virus H1N1 rimane in vita, presente sul naso del paziente, anche a sette giorni dall'esordio dei sintomi, e anche lepersone asintomatiche o quelle che, una volta guarite, tornano a lavoro e a contatto con gli altri, potrebbero farsi veicolo dicontagio.Lo rivela uno studio condotto da epidemiologi della Air ForceAcademy statunitense sui cadetti che lo scorso luglio hanno contratto il virus. Secondo quanto riferito sull'American Journal of Preventive Medicine da Catherine Takacs Witkop, della stessa Air ForceAcademy, lo studio sul focolaio di infezione che si e' verificato in questa scuola militare ha consentito per la primavolta di scoprire il comportamento naturale del virus, conoscenza importante per decidere regole corrette di isolamentoin vista del picco epidemico atteso per l'inverno.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Questo non significa necessariamente che il virus puo' essere trasmesso da persone guarite, ma di certo indica che il virus persiste anche quando una persona e' guarita dall'influenza suina e torna alle sue attivita' abituali. Questo studio, offre dunque gli strumnti per elaborare le regole piu' efficaci di isolamento per ambienti particolarmente a rischio, per esempio gli stadi, le scuole, le universita' uffici , ecc,ecc,....&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-7147660301625012334?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/7147660301625012334/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/11/pericolo-contagio-anche-febbre-guarita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/7147660301625012334'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/7147660301625012334'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/11/pericolo-contagio-anche-febbre-guarita.html' title='Pericolo contagio anche a febbre guarita'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/Sw1KSH6FimI/AAAAAAAAAC8/iGuN2XlqgOw/s72-c/aaaaaaaaaaaa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-2027227950751999320</id><published>2009-11-24T09:02:00.000-08:00</published><updated>2009-11-24T09:07:02.480-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='DISINFEZIONE  AMBIENTI DA VIRUS E BATTERI'/><title type='text'>DISINFEZIONE  AMBIENTI</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/SwwSpfAGhSI/AAAAAAAAAC0/Z1QPZod1VdQ/s1600/aaaaaaaaaaaa.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 226px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5407717756470986018" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/SwwSpfAGhSI/AAAAAAAAAC0/Z1QPZod1VdQ/s320/aaaaaaaaaaaa.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il concetto Nocolyse/Nocospray® rappresenta la nuova generazione dei sistemi di disinfezione, a base di perossido di idrogeno stabilizzato e di complessi d’argento. Nocolyse®, è atomizzato nell’ambiente dal diffusore Nocospray®, la velocità di propulsione è di 80 m/sec e si determina durante l’erogazione un innalzamento della temperatura del prodotto (circa 37°C) consentendone la sua parziale essicazione. Nocolyse®, trasformato simile a una nebbia secca, non genera la formazione di Composti Organici Volatili e la sua degradazione è rapida e superiore al 99%. Nocolyse® atomizzato nell’ambiente da Nocospray®, sotto forma di nebbia secca e con particelle di dimensioni di circa 5 µ, si diffonde saturando perfettamente ed uniformemente ogni centimetro quadrato di superficie libera presente nell’ambiente trattato, senza generare umidità e corrosione.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;DISINFEZIONE AMBIENTI DA VIRUS E BATTERI&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;NOCOSYSTEM® è un processo di disinfezione innovativo finalizzato alla prevenzione e al controllo delle infezioni ospedaliere e sanitarie, ora anche disponibile per applicazioni in tutti i settori nei quali è indispensabile contenere l’inquinamento ambientale e micro biologico.&lt;br /&gt;La collaborazione con &lt;a href="http://www.oxypharm.net/"&gt;OXY'PHARM®&lt;/a&gt; ci ha portato a sviluppare un efficace sistema di disinfezione ed igiene, garantito e certificato per l’abbattimento della contaminazione batterica presente negli ambienti e nei locali trattati portandola al suo livello più basso (Rischio Infettivo Minimo&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-2027227950751999320?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/2027227950751999320/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/11/disinfezione-ambienti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/2027227950751999320'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/2027227950751999320'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/11/disinfezione-ambienti.html' title='DISINFEZIONE  AMBIENTI'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/SwwSpfAGhSI/AAAAAAAAAC0/Z1QPZod1VdQ/s72-c/aaaaaaaaaaaa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-4225641532196391062</id><published>2009-11-02T06:30:00.000-08:00</published><updated>2009-11-02T06:36:45.418-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='DISINFEZIONE'/><title type='text'>Influenza suina e gesti quotidiani</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/Su7twjP16rI/AAAAAAAAACs/cWLMI_Tt720/s1600-h/CIMG0535.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 240px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5399514421614996146" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/Su7twjP16rI/AAAAAAAAACs/cWLMI_Tt720/s320/CIMG0535.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;    &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;L’influenza suina&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; è alle porte, e la preoccupazione di essere contagiati probabilmente in molti ha già stimolato il ricorso ad una serie di precauzioni per evitare il contagio, come l’utilizzo delle mascherine o il lavarsi le mani con più cura e frequenza.Tuttavia ci sono una serie di comportamenti abituali e gesti che compiamo quotidianamente dei quali trascuriamo la capacità potenziale di essere facilitatori del contagio, aumentando la possibilità di essere attaccati dal virus.Vediamone alcuni:Eccessiva ansia e preoccupazione. L’influenza suina, almeno fino ad oggi si è dimostrata piuttosto blanda se non per alcune categorie particolarmente a rischio, come le donne in gravidanza, gli anziani, i bambini, le persone immunodepresse.&lt;br /&gt;Per gli altri si tratta di una malattia che ha un decorso analogo quello della normale influenza stagionale, e molti di coloro che ne sono stati colpiti sono totalmente guariti, senza conseguenze.&lt;br /&gt;L’ansia e l’eccessiva preoccupazione quindi sono nocive per l’organismo, perchè provocano una serie di sintomi, come reflusso acido, insonnia, depressione ed irritazione che influiscono sul buon funzionamento del sistema immunitario. Insomma, più ci preoccupiamo e più indeboliamo il nostro organismo.&lt;br /&gt;Fumare. Il fumo danneggia sia le vie respiratorie superiori che i polmoni, che oppongono meno resistenza alla penetrazione del virus. E, visto che è provato che &lt;a href="http://www.stetoscopio.net/pandemia/il-virus-dellinfluenza-suina-penetra-piu-in-profondita-nei-polmoni/"&gt;il virus dell’influenza suina penetra più in profondità nei polmoni&lt;/a&gt; della normale influenza, i fumatori cronici potrebbero incorrere in complicanze dovute al fatto che i loro polmoni sono già in parte compromessi.&lt;br /&gt;Esercizio fisico esagerato. Fare ginnastica e mantenersi fisicamente attivi è naturalmente un’attività più che salutare per il nostro organismo. Però è sconsigliato sottoporsi ad esercizi o a sforzi così faticosi e prolungati, accompagnati per esempio da un’eccessiva disidratazione, ad un alimentazione che non supplisce l’energia persa o ancora al poco sonno, che possano lasciare il fisico esausto e stressato, più vulnerabile quindi all’attacco virale.&lt;br /&gt;Indossare le mascherine. E’ provato che le mascherine proteggono dall’infezione, in determinati ambienti esse sono efficaci ed indispensabili. Ed aiutano chi è contagiato a non diffondere il virus troppo facilmente.&lt;br /&gt;Tuttavia sulla mascherina si possono accumulare una grande quantità di virus, per cui è necessario, prestare molta attenzione a come la si maneggia, soprattutto quando la si toglie dopo un uso prolungato, perchè potrebbe essere un vero e proprio ricettacolo di germi, soprattutto nella parte frontale. Evitare di toccarla con le mani se non negli elastici di sostegno, e di passarla vicino al naso o alla bocca. Una volta gettata via lavarsi le mani.&lt;br /&gt;Medicinali. C’è preoccupazione nella comunità medica sull’uso intensivo e smodato di farmaci come il Tamiflu che alcuni prendono anche se non è necessario. Ciò potrebbe permettere al virus di diventare resistente al farmaco, con la conseguenza che questo potrebbe poi non essere efficace per le persone che potrebbero averne una reale necessità.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:courier new;color:#ff6666;"&gt;Preoccuparsi troppo poco. Se preoccuparsi troppo può essere nocivo, anche trascurare il pericolo di contagio con comportamenti dettati dall’assoluta indifferenza o dalla sicurezza che si è forti a sufficienza per sopportare il contagio è altrettanto nocivo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;. Prendere con la dovuta attenzione e rispettare la prevenzione è la giusta via di mezzo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Fonte HealthDay&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-4225641532196391062?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/4225641532196391062/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/11/influenza-suina-e-gesti-quotidiani.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/4225641532196391062'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/4225641532196391062'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/11/influenza-suina-e-gesti-quotidiani.html' title='Influenza suina e gesti quotidiani'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/Su7twjP16rI/AAAAAAAAACs/cWLMI_Tt720/s72-c/CIMG0535.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-8900097266579081002</id><published>2009-10-28T02:12:00.001-07:00</published><updated>2010-04-15T07:25:29.492-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='topi'/><title type='text'>Ratti e topi</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/SugL8NlFzUI/AAAAAAAAACk/dofXxQJkw1k/s1600-h/topo.jpg" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" border="0" height="200" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5397577282468826434" src="http://4.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/SugL8NlFzUI/AAAAAAAAACk/dofXxQJkw1k/s200/topo.jpg" style="float: left; height: 270px; margin: 0px 10px 10px 0px; width: 270px;" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Cosa fare per ostacolare l'insediamento di ratti e topiPer ostacolare l'insediamento di ratti e topi è necessario garantire condizioni igieniche ottimali, ed in particolare:&lt;br /&gt;eliminare ogni possibilità di alimentazione dei topi (evitare l'abbandono di cibi, contenitori di rifiuti privi di coperchio);&lt;br /&gt;garantire il controllo puntuale del conferimento dei rifiuti domestici, di magazzini e negozi alimentari, ristoranti, bar e mense;&lt;br /&gt;smaltire correttamente i rifiuti solidi urbani all'interno dei cassonetti stradali, evitandone il deposito a terra;&lt;br /&gt;garantire la costante pulizia e manutenzione delle aree verdi, edifici disabitati e aree dismesse. Infatti la scarsa manutenzione di cortili con presenza di erba alta e non periodicamente sfalciata ed accumuli di legna e ramaglie sono una ottima possibilità di rifugio per topi e ratti.&lt;br /&gt;Nel caso di rinvenimento di topi all'interno di edifici si dovrà:&lt;br /&gt;procedere ad una radicale pulizia dell'area o dei vani interrati, con sgombero di ogni materiale accumulato che possa ostacolare tali operazioni;&lt;br /&gt;proteggere i varchi per impedire l'accesso dei topi (chiudere ogni fessurazione di porte ed infissi, chiudere ogni foro od apertura presente nelle pareti esterne quali ad es: piccole demolizioni per l'accesso di tubazioni);&lt;br /&gt;dotare le finestre degli interrati di reticelle metalliche antiratto;&lt;br /&gt;attivarsi per l'eliminazione di topi e ratti. Il proprietario o chi ha disponibilità di immobili, aree e spazi dovrà procedere a propria cura e spesa all'integrale derattizzazione con prodotti che garantiscano la minor tossicità per l'uomo e per la fauna selvatica e domestica.&lt;br /&gt;Caratteristiche della specieScelta del cibo, odorato sviluppato per seguire i percorsi marcati da altri passaggi, udito che percepisce gli ultrasuoni, vista ridotta, il genere rattus può risalire anche i sifoni dei WC, saltare in alto per 80 cm ed in lungo oltre 100 cm, il genere mus può attraversare fori di soli 6 mm.&lt;br /&gt;Mezzi di controllo di topi e ratti&lt;br /&gt;BIOLOGICI: gatti, cani (terrier e pinscher), rettili, gufi, macachi;&lt;br /&gt;FISICI: gesso indurente e spugne mescolate con l'alimento, tavolette incollanti, trappole a gabbia ed a scatto, ultrasuoni;&lt;br /&gt;BATTERIOLOGICI: Salmonella thyphimurium, Richettsia typhi, ecc. (sconsigliati da OMS);&lt;br /&gt;VELENI NATURALI: stricnina (da nux vomica), bulbo della scilla rossa (non emetica per i topi);&lt;br /&gt;VELENI SINTETICI INORGANICI: fosfuro di zinco (molto pericoloso da usare solo dentro le tane), arsenico, solfato e acetato di tallio (maneggiarlo con guanti perch è tossico anche per contatto cutaneo), fosfuro di alluminio;&lt;br /&gt;VELENI SINTETICI ORGANICI: alfanaftiltiurea (ANTU), decarbossimide (n.c. Rodexmide), norbormide, crimidina, toxafene, difluorane, clorose, ecc.ANTICOAGULANTI&lt;br /&gt;DERIVATI DELL'IDROSSICUMARINA: Warfarin (esche con cereali, coloranti, paraffinate,sostanze attraenti, idrorepellenti), Cumacloro (n.c. Tamorin, Racumin), Difenacoum, Bromodiolone, Brodifacoum;&lt;br /&gt;DERIVATI DELL'INDANDIONE: Pindione, Isoval, Clorofacinone, Sulfacinossalina come adiuvante in associazione agli anticoagulanti.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/S8chY1dYLmI/AAAAAAAAAEo/PdRwJ6khK_U/s1600/topo-selvatico_trasp.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="155" src="http://1.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/S8chY1dYLmI/AAAAAAAAAEo/PdRwJ6khK_U/s200/topo-selvatico_trasp.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-8900097266579081002?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/8900097266579081002/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/10/ratti-e-topi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/8900097266579081002'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/8900097266579081002'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/10/ratti-e-topi.html' title='Ratti e topi'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/SugL8NlFzUI/AAAAAAAAACk/dofXxQJkw1k/s72-c/topo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-5766749974469502754</id><published>2009-10-28T02:12:00.000-07:00</published><updated>2009-10-28T02:13:19.755-07:00</updated><title type='text'>Ratti e topi che fare</title><content type='html'>&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-5766749974469502754?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/5766749974469502754/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/10/ratti-e-topi-che-fare.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/5766749974469502754'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/5766749974469502754'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/10/ratti-e-topi-che-fare.html' title='Ratti e topi che fare'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-3497591805925263996</id><published>2009-10-27T07:58:00.000-07:00</published><updated>2009-10-27T08:00:45.557-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='DISINFEZIONE'/><title type='text'>RISCHIO INFEZIONI</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/SucLCAwOx7I/AAAAAAAAACc/BaYDj3o1WJE/s1600-h/asilo-nido1.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 270px; FLOAT: left; HEIGHT: 178px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5397294807616767922" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/SucLCAwOx7I/AAAAAAAAACc/BaYDj3o1WJE/s320/asilo-nido1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;SCUOLE, ASILI&lt;br /&gt;La scuola è uno degli ambienti a maggior rischio di epidemie. In alcuni periodi dell'anno alcuni microrganismi sono più facilmente presenti nell'ambiente e possono essere trasmessi dalle persone per via aerogena (colpi di tosse, starnuti, ecc.) o da superfici contaminate.&lt;br /&gt;Il sistema immunitario dei bambini spesso non è in grado di resistere agli attacchi di alcuni virus influenzali o infezioni batteriche; è quindi indispensabile tutelare la salute dei bambini&lt;br /&gt;attraverso un'accurata igiene dell'aria, degli ambienti e delle superfici con idonei prodotti disinfettanti ad alta efficacia e bassa tossicità.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Microorganismi patogeni:&lt;br /&gt;- VIRUS INFLUENZALI&lt;br /&gt;- TBC&lt;br /&gt;- ADENO VIRUS&lt;br /&gt;- MENINGOCOCCO VIRALE&lt;br /&gt;- LEGIONELLA&lt;br /&gt;- MORBILLO VIRUS&lt;br /&gt;- HERPES ZOSTER (VARICELLA)&lt;br /&gt;- SCARLATTINA (STREPTOCOCCO BETA-EMOLITICO)&lt;br /&gt;- PAROTITE (PARAMIXOVIRUS)&lt;br /&gt;- ROSOLIA (RUBEO VIRUS)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-3497591805925263996?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/3497591805925263996/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/10/rischio-infezioni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/3497591805925263996'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/3497591805925263996'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/10/rischio-infezioni.html' title='RISCHIO INFEZIONI'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/SucLCAwOx7I/AAAAAAAAACc/BaYDj3o1WJE/s72-c/asilo-nido1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-5747026770872080953</id><published>2009-10-23T01:55:00.000-07:00</published><updated>2009-10-23T02:19:26.403-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro'/><title type='text'>SCIVOLAMENTI E CADUTE NEI LUOGHI DI LAVORO</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/SuF03nyfDUI/AAAAAAAAACU/6kYtq_hV-w0/s1600-h/bimba+wc.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 184px; FLOAT: right; HEIGHT: 159px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5395722327488924994" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/SuF03nyfDUI/AAAAAAAAACU/6kYtq_hV-w0/s320/bimba+wc.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a onclick="History(); loadContent('http://www.italservizi.it/it/Azienda/postform/Registati_in_Imprendo.asp?Contenuto=true');return false;" href="http://www.italservizi.it/it/Azienda/postform/Registati_in_Imprendo.asp"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="scivolamenti" onclick="History(); loadContent('http://www.italservizi.it/it/articoli/scivolamenti_e_cadute.asp?Contenuto=true');return false;" href="http://www.italservizi.it/it/articoli/scivolamenti_e_cadute.asp"&gt;Scivolamenti&lt;/a&gt; E CADUTE&lt;br /&gt;I maggior numero di infortuni in tutti i settori, dall'industria pesante al lavoro d'ufficio, è dovuto agli scivolamenti e cadute nei luoghi di lavoro. Nella UE sono questi i motivi principali delle assenze dal lavoro superiori ai tre giorni.I rischi di infortuni sono più elevati per i lavoratori delle piccole e medie imprese (PMI), e in particolare delle imprese con meno di 50 dipendenti. L'adozione di semplici misure di controllo può ridurre il rischio di infortuni da scivolamenti e cadute.&lt;br /&gt;RESPONSABILITA’ DEI DATORI DI LAVORO&lt;br /&gt;Le condizioni previste dalle direttive europee pertinenti (quali quelle sui luoghi di lavoro, sulla &lt;a title="segnaletica" onclick="History(); loadContent('http://www.italservizi.it/it/Sicurezza/Antincendio/prodotti_segnaletica_sicurezza.asp?Contenuto=true');return false;" href="http://www.italservizi.it/it/Sicurezza/Antincendio/prodotti_segnaletica_sicurezza.asp"&gt;Segnaletica&lt;/a&gt; di sicurezza, sui dispositivi di protezione individuale e la direttiva quadro di sicurezza), comprendono i seguenti elementi:la garanzia che, per quanto è possibile, i luoghi di lavoro ricevano sufficiente luce naturale e siano dotati di un'illuminazione artificiale adeguata per proteggere la sicurezza e la salute dei lavoratori;la garanzia che i pavimenti dei luoghi di lavoro non presentino dossi, buche o pendenze pericolose, e che siano fissi, stabili e non scivolosi;la presenza di segnali di sicurezza e/o salute dove non è possibile evitare o ridurre adeguatamente i pericoli mediante l'adozione di misure di prevenzione;la disponibilità di dispositivi di protezione individuale (ad esempio calzature di protezione) adeguati ai rischi esistenti. Detti strumenti devono essere comodi e in buone condizioni, e non devono aumentare eventuali rischi di altro tipo;l'attuazione di un quadro generale per la gestione della salute e della sicurezza che comprenda: valutazione e prevenzione dei rischi, adozione prioritaria di provvedimenti collettivi per l'eliminazione dei rischi, informazione e formazione, consultazione dei lavoratori, coordinamento sulla sicurezza con i contraenti.Le condizioni minime previste dalle direttive sono state recepite nella legislazione nazionale che, a sua volta, può prevedere condizioni supplementari. Consultare i lavoratori è necessario. L'utilizzo delle loro informazioni, infatti, contribuisce a garantire la corretta individuazione dei rischi e l'adozione di soluzioni realizzabili.Mantenere un ambiente di lavoro sano e sicuro non è solo responsabilità di coloro che gestiscono l'impresa. Anche i lavoratori hanno il compito di collaborare e di occuparsi della propria sicurezza e di quella degli altri, seguendo le istruzioni impartite durante la formazione. Tutti devono essere incoraggiati a contribuire al miglioramento della salute e della sicurezza.&lt;br /&gt;LA PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI E LA GESTIONE DEI RISCHI&lt;br /&gt;Un buon sistema di gestione della salute e della sicurezza previene gli infortuni:individuando i settori più a rischio;prendendo delle decisioni e mettendole in pratica;controllando che le azioni intraprese siano state efficaci. Un processo standard di questo tipo comporta una serie di fasi che cerchiamo di vedere più da vicino.&lt;br /&gt;INDIVIDUAZIONE DEI PROBLEMI E PIANIFICAZIONE&lt;br /&gt;Si devono individuare le principali aree in cui sussiste il rischio di &lt;a title="scivolamenti" onclick="History(); loadContent('http://www.italservizi.it/it/articoli/scivolamenti_e_cadute.asp?Contenuto=true');return false;" href="http://www.italservizi.it/it/articoli/scivolamenti_e_cadute.asp"&gt;Scivolamenti&lt;/a&gt; e cadute, ad esempio, pavimenti irregolari, scale con scarsa illuminazione, e si devono fissare degli obiettivi di miglioramento. Occorre selezionare gli strumenti e adottare le buone pratiche adeguate per poter prevenire o contenere questi rischi.&lt;br /&gt;ORGANIZZAZIONE E CONTROLLO&lt;br /&gt;È necessaria una chiara definizione delle responsabilità per garantire la sicurezza e la salute in diversi luoghi di lavoro.I controlli sono uno strumento fondamentale per garantire che le pratiche e i processi di lavoro vengano svolti correttamente. Si devono tenere dei registri di attività come, per esempio, la pulizia e la &lt;a title="manutenzione" onclick="History(); loadContent('http://www.italservizi.it/Manutenzione/Servizi-di-manutenzione.asp?Contenuto=true');return false;" href="http://www.italservizi.it/Manutenzione/Servizi-di-manutenzione.asp"&gt;Manutenzione&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;MONITORAGGIO E REVISIONE&lt;br /&gt;La revisione periodica è indispensabile. Il numero di infortuni sta diminuendo? Durante le ispezioni di sicurezza si stanno individuando meno rischi potenziali? I datori di lavoro devono valutare i pericoli e i rischi per i lavoratori e i terzi (compresi ospiti, contraenti e pubblico) che possono essere pregiudicati dal loro lavoro. II rischio di &lt;a title="scivolamenti" onclick="History(); loadContent('http://www.italservizi.it/it/articoli/scivolamenti_e_cadute.asp?Contenuto=true');return false;" href="http://www.italservizi.it/it/articoli/scivolamenti_e_cadute.asp"&gt;Scivolamenti&lt;/a&gt; e cadute deve essere preso in considerazione. La valutazione dei rischi deve essere riesaminata e aggiornata regolarmente e ogniqualvolta vi sono dei cambiamenti significativi come, ad esempio, l'introduzione di nuovi macchinari o nuove procedure.&lt;br /&gt;LE BUONE PRATICHE DI LAVORO&lt;br /&gt;Ove possibile, l'obiettivo deve essere quello di eliminare il rischio all'origine (ad esempio livellare i pavimenti irregolari). La seconda opzione in ordine di importanza è la sostituzione (ad esempio usare un metodo alternativo di pulizia per il pavimento), seguita dalla separazione (ad esempio usare delle barriere per mantenere i lavoratori lontani dai pavimenti bagnati).L'ultima misura preventiva è la protezione ad esempio indossare calzature con suole antisdrucciolevoli). L'uso di attrezzature di protezione individuali deve essere l'ultimo tipo diprotezione a cui ricorrere dopo aver esaurito tutte le misure di sicurezza a livello organizzativo e tecnico. Spesso vi sono provvedimenti semplici ma efficaci che si possono adottare per ridurre o eliminare il rischio di scivolamento e caduta.&lt;br /&gt;L'ORDINE&lt;br /&gt;Gli &lt;a title="scivolamenti" onclick="History(); loadContent('http://www.italservizi.it/it/articoli/scivolamenti_e_cadute.asp?Contenuto=true');return false;" href="http://www.italservizi.it/it/articoli/scivolamenti_e_cadute.asp"&gt;Scivolamenti&lt;/a&gt; e le cadute sul luogo di lavoro sono dovuti principalmente alla mancanza di ordine in generale. Si deve mantenere l'ambiente di lavoro pulito e ordinato, e sul pavimento e sui percorsi di accesso non devono esserci ostacoli. Si deve rimuovere regolarmente l'immondizia in modo da non farla accumulare.&lt;br /&gt;LA PULIZIA E IA &lt;a title="manutenzione" onclick="History(); loadContent('http://www.italservizi.it/Manutenzione/Servizi-di-manutenzione.asp?Contenuto=true');return false;" href="http://www.italservizi.it/Manutenzione/Servizi-di-manutenzione.asp"&gt;Manutenzione&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La pulizia e la &lt;a title="manutenzione" onclick="History(); loadContent('http://www.italservizi.it/Manutenzione/Servizi-di-manutenzione.asp?Contenuto=true');return false;" href="http://www.italservizi.it/Manutenzione/Servizi-di-manutenzione.asp"&gt;Manutenzione&lt;/a&gt; regolari riducono i rischi al minimo.I &lt;a title="rifiuti" onclick="History(); loadContent('http://www.italservizi.it/it/Autospurgo/Classificazione_rifiuti_e_raccolta_differenziata.asp?Contenuto=true');return false;" href="http://www.italservizi.it/it/Autospurgo/Classificazione_rifiuti_e_raccolta_differenziata.asp"&gt;Rifiuti&lt;/a&gt; devono essere allontanati regolarmente e le aree di lavoro devono rimanere sgombre.I metodi e gli attrezzi di pulizia devono essere adeguati alla superficie da trattare.Durante le operazioni di pulizia e &lt;a title="manutenzione" onclick="History(); loadContent('http://www.italservizi.it/Manutenzione/Servizi-di-manutenzione.asp?Contenuto=true');return false;" href="http://www.italservizi.it/Manutenzione/Servizi-di-manutenzione.asp"&gt;Manutenzione&lt;/a&gt; si deve fare attenzione a non creare nuove situazioni di rischio che potrebbero causare &lt;a title="scivolamenti" onclick="History(); loadContent('http://www.italservizi.it/it/articoli/scivolamenti_e_cadute.asp?Contenuto=true');return false;" href="http://www.italservizi.it/it/articoli/scivolamenti_e_cadute.asp"&gt;Scivolamenti&lt;/a&gt; e cadute.&lt;br /&gt;L’ILLUMINAZIONE&lt;br /&gt;Bisogna sempre assicurarsi che l'illuminazione sia buona e che il funzionamento e la posizione delle luci sia tale da garantire che tutto il pavimento sia illuminato uniformemente e che i potenziali pericoli, ad esempio ostacoli o fuoriuscite accidentali di liquidi, siano chiaramente visibili.L'illuminazione deve permettere a chiunque di percorrere l'edificio in condizioni di sicurezza. Nel caso di luoghi di lavoro all'aperto è necessaria anche un'adeguata illuminazione esterna.&lt;br /&gt;LA PAVIMENTAZIONE&lt;br /&gt;Occorre controllare regolarmente che i pavimenti non siano danneggiati e effettuare gli interventi di &lt;a title="manutenzione" onclick="History(); loadContent('http://www.italservizi.it/Manutenzione/Servizi-di-manutenzione.asp?Contenuto=true');return false;" href="http://www.italservizi.it/Manutenzione/Servizi-di-manutenzione.asp"&gt;Manutenzione&lt;/a&gt; necessari.Gli elementi su cui un lavoratore può potenzialmente scivolare e cadere sono: buchi, crepe, &lt;a title="tappeti" onclick="History(); loadContent('http://www.italservizi.it/it/Pulizie/Noleggio-Tappeti-antisporco.asp?Contenuto=true');return false;" href="http://www.italservizi.it/it/Pulizie/Noleggio-Tappeti-antisporco.asp"&gt;Tappeti&lt;/a&gt; e tappetini non fissi.In qualsiasi ambiente la superficie del pavimento deve essere adeguata al lavoro da svolgere, ad esempio a prova di petrolio e delle sostanze chimiche eventualmente impiegate nei processi produttivi.Rivestire o trattare chimicamente i pavimenti esistenti può migliorare le loro caratteristiche &lt;a title="antiscivolo" onclick="History(); loadContent('http://www.italservizi.it/it/Trattamenti/Trattamento_Antiscivolo.asp?Contenuto=true');return false;" href="http://www.italservizi.it/it/Trattamenti/Trattamento_Antiscivolo.asp"&gt;Antiscivolo&lt;/a&gt;. Essi devono essere tenuti puliti.&lt;br /&gt;LE SCALE&lt;br /&gt;Molti infortuni avvengono sulle scale. Corrimano, rivestimenti &lt;a title="antiscivolo" onclick="History(); loadContent('http://www.italservizi.it/it/Trattamenti/Trattamento_Antiscivolo.asp?Contenuto=true');return false;" href="http://www.italservizi.it/it/Trattamenti/Trattamento_Antiscivolo.asp"&gt;Antiscivolo&lt;/a&gt; dei gradini, elevata visibilità, elementi &lt;a title="antiscivolo" onclick="History(); loadContent('http://www.italservizi.it/it/Trattamenti/Trattamento_Antiscivolo.asp?Contenuto=true');return false;" href="http://www.italservizi.it/it/Trattamenti/Trattamento_Antiscivolo.asp"&gt;Antiscivolo&lt;/a&gt; sui bordi anteriori dei gradini e un'illuminazione sufficiente, sono tutti elementi che aiutano a prevenire situazioni in cui i lavoratori potrebbero scivolare e cadere sulle scale. Altri dislivelli, come per esempio le rampe, spesso non sono facilmente visibili. Devono essere contrassegnati chiaramente, facendo uso di adeguati segnali di sicurezza.&lt;br /&gt;LE FUORIUSCITE ACCIDENTALI DI LIQUIDI&lt;br /&gt;In caso di spargimento di liquidi è necessario rimuoverli immediatamente utilizzando un metodo di pulizia adeguato (può essere necessario un trattamento chimico). Usare segnali di avvertimento nel punto in cui il pavimento è bagnato e allestire percorsi alternativi. Qual'è stata la causa dell'infortunio? Si possono modificare i metodi di lavoro o il luogo di lavoro per ridurre al minimo la possibilità di fuoriuscite accidentali di liquidi?&lt;br /&gt;GLI OSTACOLI&lt;br /&gt;Ove possibile, si devono rimuovere gli ostacoli per evitare che i lavoratori vi inciampino. Se ciò non è possibile bisogna usare opportune barriere e/o segnali di avvertimento.&lt;br /&gt;I CAVI D'INTRALCIO&lt;br /&gt;Si deve sempre fare attenzione a collocare i &lt;a title="macchinari" onclick="History(); loadContent('http://www.kollegastore.com/it/macchine-professionali.html?Contenuto=true');return false;" href="http://www.kollegastore.com/it/macchine-professionali.html"&gt;Macchinari&lt;/a&gt; in modo che i relativi cavi non attraversino i percorsi pedonali e ove possibile si devono utilizzare delle protezioni adeguate per fissare saldamente i cavi alle superfici.&lt;br /&gt;LE CALZATURE&lt;br /&gt;I lavoratori devono indossare calzature adatte al loro ambiente di lavoro.È sempre bene tenere presente il tipo di lavoro, la superficie e le condizioni normali del pavimento e le proprietà antisdrucciolevoli delle suole.&lt;br /&gt;LUOGHI DI LAVORO ALL'APERTO&lt;br /&gt;I luoghi di lavoro all'aperto devono essere allestiti in modo da ridurre al minimo il rischio di scivolamenti e cadute, ad esempio adottando misure antiscivolo in presenza di ghiaccio e facendo indossare ai lavoratori delle calzature ad hoc. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-5747026770872080953?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/5747026770872080953/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/10/scivolamenti-e-cadute-nei-luoghi-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/5747026770872080953'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/5747026770872080953'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/10/scivolamenti-e-cadute-nei-luoghi-di.html' title='SCIVOLAMENTI E CADUTE NEI LUOGHI DI LAVORO'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/SuF03nyfDUI/AAAAAAAAACU/6kYtq_hV-w0/s72-c/bimba+wc.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-7216763168774582616</id><published>2009-10-17T09:04:00.000-07:00</published><updated>2009-10-17T09:07:24.840-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro'/><title type='text'>L'ufficio a casa: alcuni accorgimenti per lavorare al meglio</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/StnrnVQkOTI/AAAAAAAAACM/Q3Tz2V7kMzY/s1600-h/fam.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 305px; FLOAT: right; HEIGHT: 204px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5393601089706932530" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/StnrnVQkOTI/AAAAAAAAACM/Q3Tz2V7kMzY/s320/fam.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Eccoci all’appuntamento settimanale con la rubrica Ambiente &amp;amp; Salute che ci aiuta a rendere migliore la nostra vita tra le mura domestiche. Oggi esamineremo quello che da un po’ di tempo a questa parte sta prendendo sempre più piede (e spazio) nelle nostre abitazioni: l’ufficio. Grazie alle tecnologie informatiche, infatti, oggi è possibile svolgere alcune attività lavorative direttamente da casa propria. Chi può sfruttare questa opportunità deve quindi crearsi uno spazio apposito tra le mura domestiche, una postazione che permetta di espletare in maniera ottimale le proprie mansioni e di affrontare senza affaticarsi troppo le molte ore dedicate al lavoro.La possibilità di lavorare a casa dà la possibilità di gestire gli orari ed i compiti come meglio si può e, nel contempo, assolvere tutte le altre esigenze quotidiane. Questa scelta, naturalmente, implica il ‘sacrificio’ di una parte della propria abitazione da arredare come ufficio. Come ottimizzare il nostro ‘angolo’ lavorativo ce lo spiega Francesco Clausi, consulente della ditta Puliter (&lt;a href="http://www.lapuliter.it/" target="_blank"&gt;http://www.lapuliter.it/&lt;/a&gt;) di Imperia.“L'esigenza basilare attorno cui ruota il telelavoro - suggerisce Francesco Clausi – è ovviamente l'esistenza di un computer collegato ad internet. La potenza del computer sarà adeguata a ciò che dovrà essere l’attività. Se il lavoro implica molti viaggi, al posto di una postazione fissa si può scegliere di acquistare un portatile; questo permetterà di avere un unico computer da gestire al meglio. Infatti, i miglioramenti di prestazioni dell’ultima generazione di notebook (hard disk più capienti, schede video e audio di ottimo livello, esistenza integrata di modem, connessione di rete locale, lettore DVD) li avvicina di molto agli home computer anche per quanto riguarda il prezzo”.“Anche le stampanti, con l'avvento dell'home office – continua Clausi -, hanno conosciuto una svolta decisiva. In principio, le uniche stampanti utilizzate erano quelle a getto d'inchiostro, perché di parecchio più economiche delle laser, che venivano ‘riservate’ ai grandi uffici; adesso, la discesa dei prezzi delle laser ha capovolto la situazione: considerato il prezzo delle cartucce e la qualità, di certo inferiore, delle getto d'inchiostro, molti lavoratori che utilizzano l'home office a tempo pieno hanno optato per una buona laser, spesso una multifunzione che gli serva anche da scanner, fax e fotocopiatrice, il tutto con carta comune”.“A tutto questo vanno però aggiunti anche degli accorgimenti – aggiunge il consulente della Puliter -, senza i quali il telelavoro potrebbe trasformare la casa in qualcosa di invivibile. Sembra chiaro che una parte dell’abitazione verrà sacrificata per permettere di avere una postazione da utilizzare come ufficio; decidere in quale ambiente attrezzare la postazione è una questione di primaria importanza. Se si ha uno spazio da dedicare completamente a questo angolo, tanto meglio; spesso, però, le case non sono abbastanza grandi come si vorrebbe, allora bisogna scegliere il male minore. Se si ha spazio, è sicuramente consigliabile non creare il piccolo ufficio nelle stanze da letto (a meno che non sia l'unico posto possibile) perché le radiazioni permangono a lungo nelle stanze e possono provocare intenso elettro-smog. Altre soluzioni potrebbero essere rappresentate dal salotto o, in ultima analisi, dalla cucina, ma solo se è veramente grande. Bisogna ricordare, inoltre, che creare un home office con tutti i mezzi necessari vuole anche dire avere cavi penzolanti e visibili”. “Anche la scelta della scrivania è importante – sottolinea Clausi -, soprattutto se sono molte le ore passate al computer. Bisogna scegliere una scrivania, compatibilmente con lo spazio a disposizione, che permetta di stendere ogni tanto le gambe e, soprattutto, che abbia spazio per poggiare eventuali libri di consultazione o documenti. Sistemare la scrivania accanto ad una finestra, in modo che la luce penetri di fronte o da sinistra; questo permetterà di avere una illuminazione naturale che, non soltanto farà risparmiare sulla corrente elettrica consumata, ma, cosa più importante, non affaticherà la vista, già provata dal monitor. Inoltre, assicurarsi che la luce non provochi riflessi e che si abbia una visione perfetta dello schermo. Posizionare gli strumenti di lavoro, cioè mouse e tastiera, nella maniera che renda più comodo lavorare: sistemare la tastiera, ad esempio, a circa 10 cm dall’addome e poggiare sempre gli avambracci per evitare un superlavoro quando si digita e quando si usa il mouse, pena l'insorgere di fastidiosi disturbi quali le borsiti (alle articolazioni delle dita) e la sindrome del tunnel carpale alla mano che utilizza il mouse”.“Per sedersi, scegliere una poltroncina girevole – conclude Francesco Clausi -, possibilmente dotata di braccioli per poggiare gli avambracci (utile soprattutto se non c'è molto spazio sulla scrivania), con lo schienale regolabile sia in altezza che in inclinazione, oppure uno sgabello ergonomico che ‘costringa’ la schiena a stare dritta e non in una posizione innaturale. Assolutamente vietato piegarsi in avanti verso il monitor, innanzitutto perché affatica la vista e poi perché provoca dolori alle articolazioni, ai tendini, ai nervi e alla schiena in generale”. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-7216763168774582616?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/7216763168774582616/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/10/lufficio-casa-alcuni-accorgimenti-per.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/7216763168774582616'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/7216763168774582616'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/10/lufficio-casa-alcuni-accorgimenti-per.html' title='L&apos;ufficio a casa: alcuni accorgimenti per lavorare al meglio'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/StnrnVQkOTI/AAAAAAAAACM/Q3Tz2V7kMzY/s72-c/fam.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-3102838147620018747</id><published>2009-10-16T07:53:00.000-07:00</published><updated>2009-10-16T07:58:02.059-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casahttp://www.lapuliter.it'/><title type='text'>Pulizia della casa: un vademecum per i prodotti tossici</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/StiJi9vkX9I/AAAAAAAAACE/eps7Awgf_iY/s1600-h/index_33-index_30_over.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 188px; FLOAT: right; HEIGHT: 173px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5393211787558805458" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/StiJi9vkX9I/AAAAAAAAACE/eps7Awgf_iY/s320/index_33-index_30_over.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Nella nostra rubrica Ambiente &amp;amp; Salute, l’igiene della persona e della casa ha avuto sempre un&lt;br /&gt;certa rilevanza dal momento in cui sono due elementi irrinunciabili per chiunque. Eppure,&lt;br /&gt;spesso, non sapendolo, si utilizziano sostanze che possono essere estremamente pericolose.&lt;br /&gt;Questo non accade tanto per i prodotti di igiene personale, sebbene spesso possono essere&lt;br /&gt;tossici o irritanti, quanto per quelli utilizzati per la pulizia di pavimenti, biancheria e&lt;br /&gt;suppellettili varie. Questi prodotti, infatti, spesso sono veri e propri abrasivi o acidi,&lt;br /&gt;estremamente dannosi all’organismo e, quindi, potenzialmente pericolosi per i componenti della&lt;br /&gt;famiglia.&lt;br /&gt;Quali accorgimenti si potrebbero adottare per rendere meno pericolosa il nostro ‘rifugio’? ecco&lt;br /&gt;che in nostro soccorso interviene con i suoi preziosi consigli Francesco Clausi, consulente della&lt;br /&gt;ditta Puliter (www.lapuliter.it) di Imperia.&lt;br /&gt;“Dunque – spiega Francesco Clausi -, i prodotti che riteniamo essere nocivi è assolutamente&lt;br /&gt;necessario conservarli in scaffali alti, fuori dalla portata dei bambini, i quali, per innata&lt;br /&gt;curiosità, potrebbero aprirli ed annusarli o addirittura berli. Queste sostanze, infatti, vanno&lt;br /&gt;anche maneggiate con cura: ci sono prodotti ustionanti o irritanti che vanno utilizzati&lt;br /&gt;indossando guanti di gomma, perché il solo contatto con la pelle potrebbe provocare problemi&lt;br /&gt;cutanei, arrossamenti, eritemi e, nei casi più gravi, perfino leggere ustioni. Assolutamente da&lt;br /&gt;evitare è il travaso di prodotti pericolosi in contenitori non idonei; ad esempio, può capitare che&lt;br /&gt;si travasi della candeggina in una bottiglia e la si lasci in giro, dove chiunque potrebbe&lt;br /&gt;scambiarla per acqua. Queste situazioni mettono a serio repentaglio l’incolumità di chi vive in&lt;br /&gt;casa.; inoltre, non permettono di capire il prodotto travasato a cosa serve e che caratteristiche&lt;br /&gt;ha, rendendolo così non soltanto pericolo ma anche inutilizzabile.&lt;br /&gt;È bene, poi, controllare sempre, dopo un po’ di tempo dall’acquisto, lo stato di conservazione&lt;br /&gt;delle confezioni. Talvolta, può capitare che, per vicinanza di qualche agente corrosivo o per&lt;br /&gt;intemperie la confezione possa deteriorarsi spandendo il contenuto all’esterno. Questa&lt;br /&gt;evenienza è pericolosa per diversi motivi: innanzitutto, se si trova accanto ad altri prodotti che&lt;br /&gt;possono interagire, si può scatenare una reazione pericolosa; inoltre, chi normalmente fa uso&lt;br /&gt;dei prodotti di igiene per la casa può trovarsi a contatto con la sostanza fuoriuscita senza sapere&lt;br /&gt;se è corrosiva o irritante per la pelle. In ogni caso, il primo passo per la prevenzione di incidenti&lt;br /&gt;provocati da queste sostanze – aggiunge Clausi - è la buona conoscenza delle etichette. Alcune&lt;br /&gt;sono molto conosciute, altre meno”.&lt;br /&gt;Qui di seguito un elenco dei prodotti più pericolosi:&lt;br /&gt;Esplosivo - Un prodotto esplosivo viene segnato con il simbolo di una bomba nera che esplode&lt;br /&gt;su fondo arancione. Solitamente si tratta di prodotti chimici che possono esplodere in presenza&lt;br /&gt;di fiamme o più semplicemente per urti e colpi. In questo caso, bisogna fare attenzione al&lt;br /&gt;trasporto e alla conservazione del prodotto.&lt;br /&gt;Infiammabile - Il prodotto infiammabile si distingue per il simbolo di una fiamma nera su&lt;br /&gt;sfondo arancione. Si tratta di sostanze chimiche che possono avere diversi gradi di&lt;br /&gt;infiammabilità (che vanno da facilmente ad estremamente infiammabile) e che quindi vanno&lt;br /&gt;tenuti lontano da qualsiasi fonte di calore, scintille, fiamme o similari. E’ consigliabile anche&lt;br /&gt;conservarli in un armadietto apposito, possibilmente all’aperto, insieme ad altri prodotti simili.&lt;br /&gt;Comburente - Il prodotto comburente si distingue con il simbolo di un cerchio nero e da una&lt;br /&gt;fiamma sulla sua sommità in campo arancione. Queste sostanze interagiscono fortemente con le&lt;br /&gt;sostanze infiammabili e provocano incendi difficili da sedare. L’accortezza maggiore è quindi&lt;br /&gt;quella di tenerli lontani dai prodotti infiammabili.&lt;br /&gt;Nocivo - I prodotti nocivi sono rappresentati da una grossa X nera su sfondo arancione. Queste&lt;br /&gt;sostanze sono molto pericolose, poiché l’ingestione, l’inalazione ma anche l’assorbimento&lt;br /&gt;attraverso la pelle possono causare danni anche gravi dall’organismo. Per alcuni di questi&lt;br /&gt;prodotti potrebbe esserci l’eventualità di essere esposti a sostanze cancerogene.&lt;br /&gt;Tossico - Un prodotto tossico è distinto dal simbolo del teschio su due tibie incrociate su sfondo&lt;br /&gt;arancione. I prodotti tossici sono i più pericolosi in assoluto poiché, i rischi che si corrono&lt;br /&gt;ingerendo, inalando o comunque assorbendo queste sostanze anche attraverso la pelle possono&lt;br /&gt;essere potenzialmente letali. È quindi importante che per l’utilizzo di queste sostanze si&lt;br /&gt;prendano le dovute precauzioni.&lt;br /&gt;Continuando il discorso, comunque si può aggiungere che, nonostante i tanti ritrovati per&lt;br /&gt;l’eliminazione della polvere, sarà sempre impossibile liberarsi del tutto di essa. La polvere di&lt;br /&gt;casa, infatti, è formata da vari elementi, tra cui acari, frammenti di pelle morta, batteri, peli&lt;br /&gt;degli animali domestici (se ne avete in casa), pezzetti di cibo, residui di insetti ed altro ancora.&lt;br /&gt;Ed è proprio questa polvere a causare la maggior parte delle allergie che si presentano,&lt;br /&gt;fastidiosissime, tra le quattro mura di casa. È facile riconoscerla: occhi arrossati, prurito al&lt;br /&gt;naso, gli starnuti inevitabili che seguono sono i sintomi inequivocabili dell’allergia alla polvere.&lt;br /&gt;L’allergia più comune è quella agli acari, insetti microscopici che si trovano dappertutto in&lt;br /&gt;casa: nei tappeti, nei materassi, nei cuscini, nella moquette. Sono in verità le loro feci che,&lt;br /&gt;respirate, scatenano le crisi allergiche e causano riniti ed asma. Gli acari si nutrono della pelle&lt;br /&gt;morta che ciascuno di noi perde ogni giorno, si moltiplicano in un clima che varia tra i 15 ed i&lt;br /&gt;30 gradi centigradi, ad umidità tra 60% e 80%, con rapidità eccezionale, e si accumulano&lt;br /&gt;proprio nella polvere.&lt;br /&gt;Ma per contrastare questi effetti negativi degli acari sulla nostra salute cosa si può fare?&lt;br /&gt;“Va premesso che è impossibile disfarsi completamente degli acari – spiega ancora Francesco&lt;br /&gt;Clausi -, però si può cercare di ridurre la loro concentrazione tra le mura domestiche.&lt;br /&gt;Innanzitutto si può cercare di eliminare, o almeno limitare, la presenza di quegli oggetti che&lt;br /&gt;favoriscono l’accumulo degli acari, come i tappeti, i pupazzi di peluche e la moquette; in&lt;br /&gt;seconda istanza, si possono utilizzare tende prodotte con materiale sintetico da lavare molto&lt;br /&gt;spesso; anche aprire la finestra più volte durante la giornata può aiutare, perché abbassa&lt;br /&gt;l’umidità che si concentra in casa. Per quanto riguarda la pulizia – conclude il consulente della&lt;br /&gt;Puliter - è meglio utilizzare una mascherina durante le faccende di casa, aspirapolvere di ultima&lt;br /&gt;generazione, con filtro ad acqua anziché a sacchetto, che impediscono la rimessa in circolo&lt;br /&gt;della polvere, e panni umidi o antistatici per togliere la polvere dai mobili che assicurino una&lt;br /&gt;pulizia più profonda”.&lt;br /&gt;Per ulteriori informazioni: www.lapuliter.it - e-mail: info@lapuliter.it - La Puliter, via Argine&lt;br /&gt;Sinistro 164 – tel. 0184.76.72.84 – fax 0184.76.72.87.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-3102838147620018747?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/3102838147620018747/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/10/pulizia-della-casa-un-vademecum-per-i.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/3102838147620018747'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/3102838147620018747'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/10/pulizia-della-casa-un-vademecum-per-i.html' title='Pulizia della casa: un vademecum per i prodotti tossici'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/StiJi9vkX9I/AAAAAAAAACE/eps7Awgf_iY/s72-c/index_33-index_30_over.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-4159267157034969387</id><published>2009-10-12T00:58:00.000-07:00</published><updated>2009-10-12T01:02:23.045-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ristorazione'/><title type='text'>blatte, insospettabili intrusi notturni</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/StLicgoXqsI/AAAAAAAAAB8/ar5lN8t8Ukw/s1600-h/blatta+americana.gif"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 135px; FLOAT: right; HEIGHT: 85px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5391620683339377346" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/StLicgoXqsI/AAAAAAAAAB8/ar5lN8t8Ukw/s320/blatta+americana.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Questa&lt;br /&gt;settimana parleremo di quei fastidiosi insetti che si aggirano prevalentemente durante la notte: le&lt;br /&gt;blatte. A spiegare come sono fatti e quali rimedi si possono attuare per evitare la loro presenza&lt;br /&gt;nelle case, ce lo spiega Fancesco Clausi, consulente della ditta Puliter (www.lapuliter.it) di&lt;br /&gt;Imperia.&lt;br /&gt;“Comunemente chiamati ‘scarfaggi’ – spiega Clausi -, le blatte sono insetti primitivi (i reperti&lt;br /&gt;fossili testimoniano la loro esistenza da oltre 300 milioni di anni), conosciuti soprattutto per i&lt;br /&gt;danni che arrecano agli alimenti, il loro vivere nel sudicio, l'aspetto ripugnante ed il cattivo&lt;br /&gt;odore che lasciano durante il loro cammino. L'habitat naturale è quello della lettiera umida&lt;br /&gt;delle foreste tropicali ed equatoriali. Sono dotati di apparato boccale masticatore che gli&lt;br /&gt;consente di cibarsi di ogni tipo di materiale organico, preferendo sostanze ricche di amidi e&lt;br /&gt;zuccheri semplici. La loro identificazione è facilitata da una morfologia inconfondibile: forma&lt;br /&gt;ovaloide, antenne filiformi lunghe quasi quanto il corpo (organi sensotattili utilizzati per&lt;br /&gt;sondare gli spazi), occhi larghi e ridotti, ali anteriori sovrapposte, due ‘cerci’ addominali nella&lt;br /&gt;parte terminale dell'addome, colorazione variabile dal marrone al nero e dimensioni che vanno&lt;br /&gt;dai 2-3 mm a circa 4 cm. Molte specie sono incapaci di volare e, a seconda del sesso, le ali&lt;br /&gt;possono essere diversamente sviluppate".&lt;br /&gt;In Italia le specie più comuni introdotte in ambiente urbano e provenienti dal continente africano&lt;br /&gt;sono:&lt;br /&gt;1. Blatta orientalis o scarafaggio nero tipico d'ambienti freschi. Si presenta con una colorazione&lt;br /&gt;uniforme nera lucente e misura 20-27 mm di lunghezza ed è incapace di volare. Si è adattata&lt;br /&gt;nelle parti basse degli edifici, abbondando nelle fognature&lt;br /&gt;2. Blattella germanica o fuochista: termofila, quindi adattata agli ambienti caldo – umidi. E’ la&lt;br /&gt;più piccola delle blatte domestiche comuni (10-15 mm). È la principale responsabile&lt;br /&gt;d'infestazioni di cucine, ristoranti, pasticcerie, mense, magazzini, bar (in particolare macchine del&lt;br /&gt;caffé e motori dei banchi frigo) ed in tutti i luoghi dove sono presenti derrate alimentari e fonti di&lt;br /&gt;calore.&lt;br /&gt;3. Supella longipalpa o blatta dei mobili che condivide gli stessi ambienti di blattella germanica.&lt;br /&gt;Rinvenuta in Italia 30-40 anni fa, misura 10-14 mm di lunghezza. Questa specie condivide gli&lt;br /&gt;stessi ambienti di Blattella, ma è ancora più attiva ed infestante perché è in grado di nutrirsi di&lt;br /&gt;carta e svariati materiali organici.&lt;br /&gt;4. Periplaneta americana, presente sia negli ambienti caldi sia umidi. In Italia si è stabilizzata&lt;br /&gt;nel Centro–Sud, specialmente in prossimità dei porti. Si riconosce molto bene per le sue&lt;br /&gt;dimensioni: gli adulti, infatti, arrivano fino a 49 mm di lunghezza. Conosciute soprattutto per le&lt;br /&gt;infestazioni ed i danni prodotti all'interno di cucine industriali, stive di navi, carceri, anche se&lt;br /&gt;non disdegnano bagni pubblici, discariche e fogne, dove si contende gli spazi con Blatta&lt;br /&gt;orientalis.&lt;br /&gt;"Come tutte le blatte - spiega ancora il consulente della Puliter -, le quattro specie sono attive&lt;br /&gt;principalmente durante le ore notturne, mentre durante il giorno si riparano nelle crepe dei&lt;br /&gt;muri, nei controtelai di porte e finestre, nelle canalette di servizi elettrici ed idraulici, nelle&lt;br /&gt;intercapedini ed in altri angoli riparati (in particolare bagni, cucine, cantine e magazzini). Sono&lt;br /&gt;insetti gregari, longevi e lenti nell'accrescimento.&lt;br /&gt;"La presenza delle blatte in ambiente urbano rappresenta un reale pericolo di contaminazione del&lt;br /&gt;cibo conservato dall'uomo per se stesso e per gli animali allevati e domestici. La caratteristica&lt;br /&gt;potenzialmente più dannosa di questi insetti è quella di rigurgitare parte del cibo di cui si nutrono&lt;br /&gt;e di defecare durante il pasto. Le infestazioni, infatti, rendono inutilizzabili gli alimenti per la&lt;br /&gt;presenza di escrementi, resti di esemplari morti e per l'assorbimento di odori sgradevoli.&lt;br /&gt;Ricerche di laboratorio hanno dimostrato che possono veicolare più di 40 specie di batteri&lt;br /&gt;patogeni (agenti di dissenterie, febbri, tifoidi, botulismo e colera), svariati virus (fra cui coxackie,&lt;br /&gt;vari ceppi della poliomielite e probabilmente dell'epatite), parassiti (nematodi, cestodi) e protozoi&lt;br /&gt;patogeni (amebe, guardie, toxoplasma)".&lt;br /&gt;"Eliminare questi insetti è un'impresa ardua - conclude Francesco Clausi -, generalmente&lt;br /&gt;richiede dei mesi e deve essere effettuata da ditte specializzate le quali, monitorando la&lt;br /&gt;situazione effettuano una valutazione accurata del livello di contaminazione. Credo quindi che&lt;br /&gt;sia più utile dare qualche suggerimento per evitare la presenza di questi insetti".&lt;br /&gt;Le principali accortezze e regole igieniche da seguire sono:&lt;br /&gt;1. Evitare di lasciare cibo non conservato con chiusure ermetiche e residui organici (anche&lt;br /&gt;poche briciole possono alimentare un gran numero di blatte) nei luoghi potenzialmente più&lt;br /&gt;a rischio come cucine, dispense e bagni pubblici;&lt;br /&gt;2. Mantenere una costante ed accurata pulizia delle attrezzature di cucina, facendo&lt;br /&gt;attenzione alle cappe aspiranti, intercapedini ed al retro di frigoriferi;&lt;br /&gt;3. Ricordarsi di gettare almeno giornalmente l'immondizia e chiudere i rifiuti con un&lt;br /&gt;apposito coperchio;&lt;br /&gt;4. Eliminare ogni tipo di ristagno d'acqua e perdite, anche se ritenute insignificanti".&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-4159267157034969387?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/4159267157034969387/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/10/blatte-insospettabili-intrusi-notturni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/4159267157034969387'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/4159267157034969387'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/10/blatte-insospettabili-intrusi-notturni.html' title='blatte, insospettabili intrusi notturni'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/StLicgoXqsI/AAAAAAAAAB8/ar5lN8t8Ukw/s72-c/blatta+americana.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-2325810229576200031</id><published>2009-10-06T08:13:00.000-07:00</published><updated>2009-10-06T08:18:17.360-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casa'/><title type='text'>COME LIBERARSI DAGLI ACARI DELLA POLVERE</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/SstffwUS9hI/AAAAAAAAABc/sgvmELGGTt4/s1600-h/acari.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 221px; FLOAT: right; HEIGHT: 201px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5389506378229544466" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/SstffwUS9hI/AAAAAAAAABc/sgvmELGGTt4/s320/acari.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;br /&gt;La pulizia del pavimento, dei mobili, dei tavoli e in generale di tutti gli oggetti&lt;br /&gt;inaccessibili alla polvere devono essere eseguite con un panno bagnato di&lt;br /&gt;un detergente comune a base di alcool oppure di un disinfettante comune .&lt;br /&gt;Si deve evitare assolutamente di spolverare o spazzare a secco; oltre a non&lt;br /&gt;asportare la polvere questa viene immessa nell'aria e si favorisce una&lt;br /&gt;maggiore inalazione di particelle. Esimersi inoltre dall'utilizzo di prodotti per&lt;br /&gt;mobili che ostacolano il depositarsi della polvere.&lt;br /&gt;I divani, le poltrone, i paralumi, i materassi, i cuscini, le imbottiture delle&lt;br /&gt;sedie e dei mobili, le parte esterna dei libri e in generale tutti gli oggetti che&lt;br /&gt;non possono essere puliti con il panno bagnato devono essere trattati con&lt;br /&gt;l'aspirapolvere in tutte le loro parti, costantemente almeno 2-3 volte la&lt;br /&gt;settimana.&lt;br /&gt;Per fare in modo che l'aspirapolvere sia realmente efficace bisogna&lt;br /&gt;scegliere, tra gli apparecchi in commercio, quelli dotati dei microfiltri (filtri&lt;br /&gt;HEPA) in grado di trattenere anche le particelle più piccole che sono quelle&lt;br /&gt;più importanti per chi soffre di allergia; il sacchetto di carta o tela&lt;br /&gt;normalmente in dotazione non é assolutamente sufficiente, anzi tende ad&lt;br /&gt;aumentare la concentrazione di particelle allergeniche nocive nell'ambiente&lt;br /&gt;domestico.&lt;br /&gt;Non devono assolutamente essere utilizzati, ed eventualmente rimossi se&lt;br /&gt;già presenti, materassi, cuscini, poltrone e mobili imbottiti contenenti&lt;br /&gt;materiali di provenienza animale o vegetale quali kapok, canapa, crine&lt;br /&gt;vegetale, fieno, paglia, lana, piume, cotone, iuta, ecc. Anche i materassi a&lt;br /&gt;molle sono ricoperti con uno strato di lana, cotone o altra fibra. Fare&lt;br /&gt;attenzione ai materassi e cuscini presentati come anallergici; informarsi&lt;br /&gt;sempre sui materiali utilizzati dal fabbricante. Il materasso e il cuscino&lt;br /&gt;ideale é quello in lattice di gomma non rivestito che non permette la&lt;br /&gt;penetrazione della polvere. Esistono inoltre fodere, per materassi e cuscini,&lt;br /&gt;di materiale traspirante ed impermeabile alle particelle di polvere. Queste&lt;br /&gt;fodere sono molto attive come barriera se sono costruite in goretex o&lt;br /&gt;polipropilene, hanno costi non altissimi e sono molto buoni in caso di&lt;br /&gt;viaggio. Secondo il numero di lavaggi cui sono sottoposte e comunque&lt;br /&gt;dopo alcuni anni devono essere rinnovate.&lt;br /&gt;I tendaggi pesanti, la moquette, i tappeti, la carta o la stoffa da parati non&lt;br /&gt;sono assolutamente consentiti. Nel caso in cui lo siano già e non ce se ne&lt;br /&gt;voglia privare devono essere trattati sistematicamente con l'aspirapolvere e&lt;br /&gt;con gli acaricidi.&lt;br /&gt;Criceti e altri piccoli roditori, cani, gatti ed uccelli non devono essere tenuti&lt;br /&gt;in casa. Gli animali già presenti devono essere allontanati o tenuti&lt;br /&gt;scrupolosamente puliti. Ogni 3-4 giorni la biancheria dei letti deve essere&lt;br /&gt;cambiata e lavata almeno a 60°.&lt;br /&gt;Materassi, coperte e copriletti devono essere esposti alla luce del sole più&lt;br /&gt;frequentemente possibile.&lt;br /&gt;La casa deve essere arieggiata a lungo durante il giorno, anche in inverno.&lt;br /&gt;L'umidità degli ambienti deve essere mantenuta non superiore al 40-50%,&lt;br /&gt;evitando l'uso di umidificatori sui caloriferi o ambientali, convogliando i&lt;br /&gt;vapori del bagno e della cucina fuori dalle finestre, tenendo in casa il minor&lt;br /&gt;numero di piante. In casi particolari può essere utile l'uso dei deumidificatori.&lt;br /&gt;I pupazzi di stoffa o di pelouche presenti nelle stanze dei&lt;br /&gt;bambini devono essere ridotti di numero il più possibile (al massimo 2),&lt;br /&gt;trattati con l'aspirapolvere e possibilmente lavati con disinfettanti generici&lt;br /&gt;periodicamente ogni 15 giorni. Devono essere preferiti oggetti in materiale&lt;br /&gt;plastico o legno.&lt;br /&gt;I sistemi di aerazione e condizionamento devono essere forniti di un&lt;br /&gt;microfiltro sulla mandata dell'aria. La temperatura del riscaldamento&lt;br /&gt;domestico non deve essere superiore ai 20° ed i radiatori e le loro eventuali&lt;br /&gt;protezioni devono essere puliti dalla polvere.&lt;br /&gt;Sono disponibili prodotti ad azione acaricida specifica (non insetticidi). Tali&lt;br /&gt;prodotti vanno utilizzati qualora non sia possibile attuare qualcuna delle&lt;br /&gt;precauzioni suddette e comunque con il consiglio dell’allergologo. Anche gli&lt;br /&gt;insetticidi uccidono gli acari ma considerata l'elevata tossicità ed il rischio di&lt;br /&gt;selezionare varietà resistenti ne scoraggia l'uso.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-2325810229576200031?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/2325810229576200031/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/10/come-liberarsi-dagli-acari-della.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/2325810229576200031'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/2325810229576200031'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/10/come-liberarsi-dagli-acari-della.html' title='COME LIBERARSI DAGLI ACARI DELLA POLVERE'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/SstffwUS9hI/AAAAAAAAABc/sgvmELGGTt4/s72-c/acari.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-3459170563636865798</id><published>2009-10-05T00:51:00.000-07:00</published><updated>2009-10-05T00:54:16.834-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cucina'/><title type='text'>VALUTAZIONE DEI RISTORANTI</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/Ssml-hb1F3I/AAAAAAAAABU/RdV8HHO7ESQ/s1600-h/ristorante01.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 264px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5389020922671077234" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/Ssml-hb1F3I/AAAAAAAAABU/RdV8HHO7ESQ/s320/ristorante01.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;La maggioranza dei ristoranti è gestita da&lt;br /&gt;persone serie, scrupolose ed appassionate,&lt;br /&gt;attente anche alla sicurezza degli alimenti.&lt;br /&gt;Inoltre, i ristoranti, le pizzerie e gli altri esercizi&lt;br /&gt;dove si somministrano alimenti sono controllati da&lt;br /&gt;diversi enti (ASL, NAS, etc.).&lt;br /&gt;Tuttavia, come dimostrano le cronache, esiste&lt;br /&gt;una minoranza di ristoratori meno scrupolosi.&lt;br /&gt;Purtroppo, in questo caso, le ispezioni possono&lt;br /&gt;essere inefficaci, in quanto "fotografano" la&lt;br /&gt;situazione in un determinato momento e non&lt;br /&gt;possono tenere sotto controllo l'andamento&lt;br /&gt;quotidiano di un esercizio.&lt;br /&gt;Per questo, abbiamo elencato una serie di&lt;br /&gt;indicatori che possono essere utili per valutare&lt;br /&gt;l'attenzione posta alla sicurezza degli alimenti in&lt;br /&gt;un ristorante. Si tratta di controlli semplici, che&lt;br /&gt;forse già fate, ma che pensiamo possano esservi&lt;br /&gt;utili, anche se certamente non offrano, di per sé,&lt;br /&gt;alcuna garanzia.&lt;br /&gt;Pensiamo che questo elenco possa essere utile&lt;br /&gt;anche a chi gestisce un ristorante per "vedersi"con&lt;br /&gt;gli occhi di un cliente.&lt;br /&gt;Pulizia del locale&lt;br /&gt;Assenza di insetti&lt;br /&gt;Posate e piatti assolutamente puliti&lt;br /&gt;Pareti, pavimenti, davanzali e tavoli puliti&lt;br /&gt;Bagni ben puliti&lt;br /&gt;Gli insetti possono essere veicoli di malattie, così&lt;br /&gt;come la sporcizia, che favorisce la&lt;br /&gt;moltiplicazione microbica. Se i locali riservati al&lt;br /&gt;pubblico non sono puliti, il sospetto che non lo sia&lt;br /&gt;neppure la cucina è legittimo. Molti ristoratori&lt;br /&gt;sottovalutano il rischio insetti, senza rendersi&lt;br /&gt;conto che, anche senza effetti sanitari, l'effetto&lt;br /&gt;sul consumatore è estremamente negativo (per&lt;br /&gt;esempio, ci è stato riferito il caso di un verme nei&lt;br /&gt;funghi su di una pizza).&lt;br /&gt;Temperatura e qualità degli alimenti&lt;br /&gt;Gli alimenti che devono essere mangiati freddi&lt;br /&gt;devono essere serviti freddi (cioè sono stati&lt;br /&gt;conservati in frigorifero)&lt;br /&gt;Gli alimenti che devono essere mangiati caldi&lt;br /&gt;devono essere serviti caldi (cioè non sono stati a&lt;br /&gt;temperatura ambiente)&lt;br /&gt;Se il banco ove sono preparati gli alimenti è&lt;br /&gt;visibile, controllate che gli alimenti deperibili&lt;br /&gt;(per esempio, formaggi freschi) siano tenuti&lt;br /&gt;refrigerati.&lt;br /&gt;In generale, gli alimenti non devono essere&lt;br /&gt;serviti tiepidi&lt;br /&gt;Se il banco ove sono preparati gli alimenti è&lt;br /&gt;visibile, controllate che la carne e le uova crudi&lt;br /&gt;siano tenuti al freddo e separati dagli altri&lt;br /&gt;alimenti&lt;br /&gt;Gli alimenti devono avere l'aspetto e il sapore&lt;br /&gt;consueto. Altrimenti è consigliabile non&lt;br /&gt;consumarli e farli sostituire&lt;br /&gt;Se non vi sono impianti di refrigerazione o acqua&lt;br /&gt;potabile (come spesso accade in stabilimenti&lt;br /&gt;balneari), informatevi su come vengono conservati&lt;br /&gt;e lavati gli ingredienti&lt;br /&gt;Gli alimenti ben cotti (non bruciacchiati) sono&lt;br /&gt;più sicuri di quelli poco cotti (come la carne al&lt;br /&gt;sangue). Chiedete alimenti ben cotti (carni&lt;br /&gt;macinate, polpettoni, pollo e pollame, e uovaunica&lt;br /&gt;eccezione ammessa sono le bistecche). Se&lt;br /&gt;siete soggetti a rischio (donne in gravidanza,&lt;br /&gt;anziani, bambini piccoli, ammalati a livello&lt;br /&gt;immunitario, etc.), rifiutate assolutamente&lt;br /&gt;alimenti poco cotti.&lt;br /&gt;Se siete soggetti a rischio, evitate gli alimenti&lt;br /&gt;che si mangiano crudi&lt;br /&gt;Gli alimenti fatti con le uova devono essere&lt;br /&gt;conservati al freddo. Fate molta attenzione a&lt;br /&gt;paste o torta con la crema e alle salse, anche in&lt;br /&gt;occasione di ricevimenti o banchetti quando i&lt;br /&gt;frigoriferi potrebbero essere pieni&lt;br /&gt;I patogeni crescono poco a temperature alte o&lt;br /&gt;basse; sono a rischio le temperature intermedie.&lt;br /&gt;Per questo un ristorante dovrebbe porre molta&lt;br /&gt;attenzione a questo fattore che può essere&lt;br /&gt;grossolanamente controllato al momento del&lt;br /&gt;servizio. Gli alimenti crudi, soprattutto carne,&lt;br /&gt;frutti di mare e uova, possono veicolare malattie;&lt;br /&gt;salvo rare eccezioni, è meglio mangiarli ben cotti&lt;br /&gt;ed assicurarsi che, finché sono crudi, non&lt;br /&gt;contaminino altri alimenti. Ci è stato riferito di&lt;br /&gt;uno stabilimento balneare dove era scritto&lt;br /&gt;ovunque che l'acqua dei rubinetti non era&lt;br /&gt;potabile: alla domanda su come lavassero&lt;br /&gt;l'insalata che vendevano a caro prezzo, ci è stato&lt;br /&gt;risposto che usavano l'acqua del rubinetto. Si&lt;br /&gt;tratta di un comportamento pericoloso.&lt;br /&gt;Personale&lt;br /&gt;Se il personale di cucina è visibile, dovrebbe&lt;br /&gt;indossare indumenti chiari, puliti e un copricapo&lt;br /&gt;In generale, il personale dovrebbe essere pulito&lt;br /&gt;e indossare indumenti puliti&lt;br /&gt;Chi manipola alimenti, dovrebbe evitare di&lt;br /&gt;toccare oggetti o superfici potenzialmente&lt;br /&gt;sporche. Se lo fa, deve lavarsi le mani prima di&lt;br /&gt;riprendere il lavoro&lt;br /&gt;Apprezzate l'uso dei guanti, ma controllate che&lt;br /&gt;vengano usati solo per toccare gli alimenti (i&lt;br /&gt;guanti sporchi si comportano come le mani&lt;br /&gt;sporche)&lt;br /&gt;Dopo aver tossito, il personale dovrebbe lavarsi&lt;br /&gt;le mani&lt;br /&gt;Banchetti, cene&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-3459170563636865798?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/3459170563636865798/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/10/valutazione-dei-ristoranti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/3459170563636865798'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/3459170563636865798'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/10/valutazione-dei-ristoranti.html' title='VALUTAZIONE DEI RISTORANTI'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/Ssml-hb1F3I/AAAAAAAAABU/RdV8HHO7ESQ/s72-c/ristorante01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-6136265117161541345</id><published>2009-10-03T02:22:00.000-07:00</published><updated>2009-10-03T02:39:34.657-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cucina'/><title type='text'>La Sicurezza Alimentare Durante le Grigliate</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/SscbrL54STI/AAAAAAAAABM/znTmCTq72g0/s1600-h/grigliata.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5388305907915966770" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/SscbrL54STI/AAAAAAAAABM/znTmCTq72g0/s320/grigliata.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;La Sicurezza Alimentare Durante le Grigliate&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Tradizionalmente cuocere al barbecue significava cucinare lentamente i cibi con il calore&lt;br /&gt;indiretto prodotto dalla brace di carbone e affumicarli con il fumo della legna di bosco.&lt;br /&gt;Questi cibi erano spesso infilzati su grossi spiedi oppure posti in pentole di terracotta.&lt;br /&gt;Sembra che la parola barbecue sia nata nei Caraibi, alcuni ritengono che derivi dal creolo&lt;br /&gt;parlato dai bucanieri, che amavano cucinare le capre infilzate su uno spiedo per tutta la&lt;br /&gt;loro lunghezza , "de la barbe au cul", altri la fanno risalire alle parole barabicoa (griglia di&lt;br /&gt;legno) e barabicu (focalare sacro) delle lingue indigene dei Caraibi. Le pratiche&lt;br /&gt;tradizionali di barbecue prevedono l'utilizzo di molto tempo per raggiungere la cottura&lt;br /&gt;dei cibi e al giorno d'oggi il metodo più diffuso e rapido è semplicemente arrostire ai ferri&lt;br /&gt;carne, pesce o verdure direttamente sui carboni a distanza ravvicinata.&lt;br /&gt;Durante la stagione calda organizzare una grigliata è sicuramente un'occasione piacevole&lt;br /&gt;per stare all'aria aperta in compagnia. Purtroppo lasciare i cibi all'aperto può in alcuni casi&lt;br /&gt;comportare dei rischi, soprattutto legati alla temperatura ambientale, che permette ai&lt;br /&gt;batteri di riprodursi facilmente.&lt;br /&gt;Ecco alcune regole da seguire per cucinare alla griglia in sicurezza:&lt;br /&gt;1. La cottura delle carni deve essere particolarmente accurata&lt;br /&gt;soprattutto per pollo, tacchino, salsicce, hamburger, polpette, rolate e spiedini.&lt;br /&gt;· non devono rimanere aree rosate neanche in profondità ed alla puntura deve&lt;br /&gt;fuoriuscire un siero chiaro non rosato;&lt;br /&gt;· non cuocere mai carne ancora congelata;&lt;br /&gt;· girare e spostare la carne sulla griglia frequentemente per assicurare che tutte le&lt;br /&gt;parti cuociano in modo uniforme;&lt;br /&gt;· aspettare che la brace sia adeguatamente calda. La brace ottimale dovrebbe essere&lt;br /&gt;di un colore rosso acceso con un sottile strato di cenere in superficie.&lt;br /&gt;2. Tenere ben separato tutto ciò che è crudo da ciò che è cotto&lt;br /&gt;· usare posate differenti per toccare le carni crude e quelle cotte;&lt;br /&gt;· le carni cotte vanno sempre riposte in un piatto pulito evitando di usare quello in&lt;br /&gt;cui sono state contenute le carni crude;&lt;br /&gt;· lavarsi bene le mani dopo aver toccato la cane cruda;&lt;br /&gt;· Non riutilizzare il liquido dove è stata messa a marinare la carne cruda per&lt;br /&gt;condire la carne cotta. Se lo si usare è meglio prima cuocerlo in modo da preparare&lt;br /&gt;una specie di salsa.&lt;br /&gt;3. Evitare di lasciare i cibi all’aperto a temperatura ambiente&lt;br /&gt;dopo il pasto, in quanto i batteri avrebbero un terreno ideale per svilupparsi;&lt;br /&gt;· provvedere quindi a riporre in frigorifero o nella borsa frigo i cibi avanzati alla&lt;br /&gt;fine del pasto;&lt;br /&gt;4. Pulire sempre in modo accurato il barbecue dopo averlo usato in&lt;br /&gt;particolare se rimane all’aperto; i residui di cibo sono infatti attrattiva&lt;br /&gt;irresistibile per topi, insetti ed uccelli che sono grandi diffusori di batteri anche&lt;br /&gt;pericolosi;&lt;br /&gt;5. Non carbonizzare la carne per evitare la formazione di&lt;br /&gt;sostanze chimiche cancerogene, come i benzopireni.&lt;br /&gt;· usare per il fuoco esclusivamente carbonella o legna secca e naturale (evitare di&lt;br /&gt;impiegare legno verde o impregnato o verniciato);&lt;br /&gt;· evitare per quanto possibile il contatto delle carni con il fuoco tenendo la griglia a&lt;br /&gt;distanza dalla brace e limitando la fiamma con l’uso di uno spruzzo d’acqua o&lt;br /&gt;della sabbia.&lt;br /&gt;Così non va bene: la carne non deve cuocere sulla fiamma ma sulla brace!&lt;br /&gt;Il combustibile ideale per cucinare al barbecue&lt;br /&gt;Si possono utilizzare diversi combustibili: il gas (solo per i&lt;br /&gt;barbecue predisposti), la legna, le bricchette combustibili o la&lt;br /&gt;carbonella. Se si ha un po' di tempo si può ottenere della buona&lt;br /&gt;brace bruciando il legno. Dal punto di vista gastronomico il&lt;br /&gt;combustibile ideale è la carbonella che sprigiona molto calore in&lt;br /&gt;maniera uniforme. La carbonella è anche il combustibile che ha il minore impatto&lt;br /&gt;ambientale, purtroppo però spesso viene prodotta con il legno delle già minacciate foreste&lt;br /&gt;tropicali. Un'alternativa più sostenibile è comprare la carbonella dei produttori locali, che&lt;br /&gt;però non sono molti. Le bricchette invece vengono prodotte con gli scarti della&lt;br /&gt;lavorazione del legno con un dispendio di energia maggiore rispetto alla produzione di&lt;br /&gt;carbonella.&lt;br /&gt;Buon Appetito!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-6136265117161541345?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/6136265117161541345/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/10/la-sicurezza-alimentare-durante-le.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/6136265117161541345'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/6136265117161541345'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/10/la-sicurezza-alimentare-durante-le.html' title='La Sicurezza Alimentare Durante le Grigliate'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/SscbrL54STI/AAAAAAAAABM/znTmCTq72g0/s72-c/grigliata.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-7394485939378040533</id><published>2009-10-02T01:01:00.000-07:00</published><updated>2009-10-02T01:07:34.702-07:00</updated><title type='text'>quando il lavoro fa ammalare</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/SsW0kWAxCEI/AAAAAAAAABA/D2sUk2qK6kM/s1600-h/22.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 267px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5387911065695750210" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/SsW0kWAxCEI/AAAAAAAAABA/D2sUk2qK6kM/s320/22.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Dai tempi in cui si costruivano le piramidi sino alla nostra&lt;br /&gt;civiltà industriale, nessuno saprà mai il prezzo pagato&lt;br /&gt;dall’umanità in vite e malattie in un ambito pacifico come&lt;br /&gt;quello che dovrebbe essere quello del lavoro. Nel settore&lt;br /&gt;lavorativo, oggi in Occidente si muore e ci si ammala di&lt;br /&gt;meno, e di meno che nei paesi in via di sviluppo, ma&lt;br /&gt;comunque si muore ancora troppo e ci si ammala di nuovi&lt;br /&gt;disturbi fisici e psicologici che si ripercuotono non poco sulla&lt;br /&gt;salute e sulla qualità della vita. Lo testimonia il congresso&lt;br /&gt;mondiale sul tema promosso da ICOH (International&lt;br /&gt;Commission on Occupational Health), ISPESL (Istituto&lt;br /&gt;Superiore Prevenzione e Sicurezza sul Lavoro) e Società&lt;br /&gt;Italiana di Medicina del Lavoro svoltosi a Milano nei primi&lt;br /&gt;mesi di quest’anno. Una gran parte di queste malattie&lt;br /&gt;possono aggredire l’apparato respiratorio, la colonna&lt;br /&gt;vertebrale e possono concorrere a far emergere allergie di&lt;br /&gt;vario genere. Sono problemi di salute non convenienti da&lt;br /&gt;sottovalutare e che tramite un’adeguata informazione si&lt;br /&gt;possono cercare di curare se non prevenire. Alcuni dati più&lt;br /&gt;approfonditi ci vengono spiegati dal nostro esperto Francesco&lt;br /&gt;Clausi, consulente della ditta Puliter (www.lapuliter.it) di&lt;br /&gt;Imperia.&lt;br /&gt;“Prima di tutto bisogna partire da un’analisi approfondita sulla&lt;br /&gt;situazione attuale – spiega Francesco Clausi -. Una stima del&lt;br /&gt;problema sicurezza sul lavoro nel mondo l’ha elaborata&lt;br /&gt;l’Organizzazione mondiale della sanità con una ricerca&lt;br /&gt;realizzata nel 2000 in 191 stati, pubblicata l’anno scorso&lt;br /&gt;sull’American journal of Industrial Medicine, dalla quale&lt;br /&gt;risulterebbero 850.000 morti all’anno, il 37% delle quali per&lt;br /&gt;malattie polmonari croniche e altrettante per infortuni, e il&lt;br /&gt;12% per tumori alle vie respiratorie. Inoltre, il lavoro è in&lt;br /&gt;causa per via di tagli e ferite nel 40% di epatiti B e C, nel&lt;br /&gt;37% dei mal di schiena, nel 16% delle perdite di udito, nel&lt;br /&gt;13% delle malattie polmonari ostruttive croniche e nell’11%&lt;br /&gt;dei casi di asma. I risultati dell’indagine erano comunque&lt;br /&gt;sottostimati, in quanto non si considerava altre malattie,&lt;br /&gt;come quelle coronariche, e non riguardava paesi in via di&lt;br /&gt;sviluppo, lavoro minorile e aziende familiari. Patologie&lt;br /&gt;occupazionali in crescendo in tutt’Europa e quindi anche in&lt;br /&gt;Italia: ci sono le malattie muscolo-scheletriche, come il mal di&lt;br /&gt;schiena da prolungata sedentarietà tra i numerosi&lt;br /&gt;autotrasportatori, o da sollevamento e spostamento di pesi&lt;br /&gt;tra operai edili e magazzinieri ma anche tra gli infermieri in&lt;br /&gt;ospedali e case di riposo, e poi le ipoacusie da lavorazioni o&lt;br /&gt;ambienti rumorosi, e soprattutto le allergie”.&lt;br /&gt;Infatti, le allergie sono in enorme crescita anche tra la&lt;br /&gt;popolazione adulta: “Il capitolo delle allergie è molto&lt;br /&gt;variegato – continua Clausi -, si va da quelle tradizionali&lt;br /&gt;come l’asma da farina di frumento, che è un problema&lt;br /&gt;europeo e colpisce il 5-10% dei panificatori soprattutto&lt;br /&gt;artigianali, ad altre più recenti: per esempio al nichel, metallo&lt;br /&gt;presente in molti oggetti e ormai ubiquitario nell’ambiente, al&lt;br /&gt;quale sarebbero allergici sei milioni di italiani con una&lt;br /&gt;positività ai test epicutanei aumentata, come risulta da una&lt;br /&gt;ricerca della Clinica del Lavoro di Milano, dal 24% degli&lt;br /&gt;anni ‘80 al 33% dei ‘90; oppure al lattice, con una prevalenza&lt;br /&gt;risultata del 2,7% negli ospedali di Milano, come in Europa,&lt;br /&gt;che ora si previene usando i guanti senza o con poca polvere&lt;br /&gt;lubrificante che rende inalabile il lattice. Le allergie sono in&lt;br /&gt;crescita ovunque si affermi uno stile di vita occidentale, basti&lt;br /&gt;vedere i due casi piuttosto recenti del Giappone e della ex&lt;br /&gt;Germania orientale, compreso quindi il mondo del lavoro e in&lt;br /&gt;particolare quello d’ufficio, come ha confermato il Progetto&lt;br /&gt;europeo HOPE (Health Optimization Protocol for Energyefficient&lt;br /&gt;Buildings)”.&lt;br /&gt;Quando l'ufficio fa ammalare. Non si tratta di una battuta: un&lt;br /&gt;italiano su due, almeno una volta l'anno, si ammala per colpa&lt;br /&gt;dell'ambiente lavorativo. Stress, ambienti soffocanti, cattiva&lt;br /&gt;alimentazione, troppo caffé: tutto concorre al ‘mal d'ufficio’ e&lt;br /&gt;mobbing.&lt;br /&gt;“I risultati di HOPE, indagine condotta il nove paesi dal 1999&lt;br /&gt;al 2004 – aggiunge il consulente della Puliter -, illustrati a&lt;br /&gt;Milano, indicano che nel 30% dei 51 edifici esaminati non&lt;br /&gt;c’erano condizioni di comfort adeguate per i lavoratori, un&lt;br /&gt;terzo dei quali lamentava stanchezza, un quarto secchezza&lt;br /&gt;agli occhi o alla gola, un quinto mal di testa. Disturbi riferiti&lt;br /&gt;anche nel capitolo italiano di HOPE, realizzato dall’Università&lt;br /&gt;degli Studi di Milano, con il 30% circa sia di cefalee sia di&lt;br /&gt;secchezza oculare e il 43% di sonnolenza; si è rilevata la&lt;br /&gt;presenza di sostanze irritanti come l’ozono da stampanti&lt;br /&gt;laser, di composti organici volatili da prodotti per le pulizie, di&lt;br /&gt;polveri, ossidi d’azoto, monossido di carbonio dovuti in realtà&lt;br /&gt;al traffico esterno, mentre il comfort rispetto a illuminazione e&lt;br /&gt;temperatura indoor è apparso soddisfacente. Ma una&lt;br /&gt;problematica davvero emergente è quella di tipo psicologico,&lt;br /&gt;dovuta al mobbing, insieme di ‘molestie’ sul lavoro,&lt;br /&gt;all’eccesso di stress, anche al burnout, una sorta di&lt;br /&gt;esaurimento".&lt;br /&gt;“Un fenomeno come il mobbing sembra interessare oggi in&lt;br /&gt;Europa fino al 14% dei lavoratori, un po’ in tutti i settori, e&lt;br /&gt;soprattutto nella pubblica amministrazione, con il 14%,&lt;br /&gt;istruzione e sanità con il 12%, seguiti da ristorazione,&lt;br /&gt;comunicazione, commercio e altri. Certo, umiliazioni,&lt;br /&gt;vessazioni e minacce sul lavoro non sono una novità, ma oggi&lt;br /&gt;il fenomeno è favorito da ristrutturazioni aziendali, cambi ai&lt;br /&gt;vertici, precarietà per i giovani, ritmi inadatti per gli&lt;br /&gt;ultracinquantenni: al Centro per il Disadattamento lavorativo&lt;br /&gt;della Clinica del lavoro di Milano si è passati per esempio dai&lt;br /&gt;194 pazienti del 1997 ai 674 del 2005. I contraccolpi sono&lt;br /&gt;turbe del sonno, ansia, depressione, spossatezza, mal di&lt;br /&gt;stomaco, emicranie, attacchi di panico, e magari abuso di&lt;br /&gt;alcol o di sostanze. Ma alla fine di tutto il discorso va sempre&lt;br /&gt;ricordato – conclude Francesco Clausi - che la disoccupazione&lt;br /&gt;può avere un impatto psico-fisico anche peggiore delle&lt;br /&gt;malattie occupazionali”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;Come dire, speriamo che il lavoro ci sia sempre per tutti, ma&lt;br /&gt;per far sì che questo non sia fonte di malattie, bisogna&lt;br /&gt;focalizzare che tipo di priorità siano necessarie per non&lt;br /&gt;mettere a rischio la propria salute.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-7394485939378040533?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/7394485939378040533/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/10/quando-il-lavoro-fa-ammalare.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/7394485939378040533'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/7394485939378040533'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/10/quando-il-lavoro-fa-ammalare.html' title='quando il lavoro fa ammalare'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/SsW0kWAxCEI/AAAAAAAAABA/D2sUk2qK6kM/s72-c/22.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4349991454594970142.post-57337966107737009</id><published>2009-10-01T04:12:00.000-07:00</published><updated>2009-10-01T04:20:27.656-07:00</updated><title type='text'>COMPRARE GLI ALIMENTI E CONSERVARLI IN MODO SICURO</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/SsSQa-lb9iI/AAAAAAAAAA4/q7bo-XZOgY4/s1600-h/16.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 232px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5387589847392974370" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/SsSQa-lb9iI/AAAAAAAAAA4/q7bo-XZOgY4/s320/16.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;COMPRARE GLI ALIMENTI E CONSERVARLI IN MODO SICURO&lt;br /&gt;Con l’arrivo del caldo possono aumentare i rischi di alterazione degli alimenti deperibili. Le alte&lt;br /&gt;temperature favoriscono infatti lo sviluppo microbico con la possibilità di modifiche organolettiche (colore,&lt;br /&gt;odore, consistenza, sapore) degli alimenti ed in alcuni casi anche di potenziali pericoli per la salute.&lt;br /&gt;I produttori ed i commercianti sono quindi chiamati, e sottoposti a controllo da parte dei servizi veterinari e&lt;br /&gt;medici delle ASL, a porre grande attenzione al rispetto della catena del freddo in tutte le fasi ma, esistono&lt;br /&gt;anche degli accorgimenti che il consumatore responsabilmente deve adottare per mantenere la qualità degli&lt;br /&gt;alimenti durante la spesa ed il trasporto a casa.&lt;br /&gt;L’analisi degli esposti pervenuti nel periodo estivo negli ultimi anni nell'ASL 8 , ha infatti evidenziato&lt;br /&gt;che nella maggior parte dei casi il cattivo stato di conservazione degli alimenti esaminati era dovuto al&lt;br /&gt;errori commessi dal cittadino nelle fasi di acquisto e trasporto.&lt;br /&gt;La data riportata sui prodotti:&lt;br /&gt;particolare attenzione va dedicata ad alimenti che hanno una durata molto breve come ad esempio il latte&lt;br /&gt;fresco pastorizzato, lo yogurt, ecc...&lt;br /&gt;La dicitura potrà essere: “da consumarsi entro..” oppure “da consumarsi preferibilmente entro..” a cui&lt;br /&gt;seguirà la data che indica il periodo entro cui il prodotto garantisce tutte le sue qualità.&lt;br /&gt;L’esposizione al freddo:&lt;br /&gt;nei frigoriferi e congelatori, a disposizione per la vendita self-service, i prodotti non dovrebbero essere&lt;br /&gt;accumulati in modo eccessivo.&lt;br /&gt;I banchi espositivi hanno una linea, in genere disposta a circa 20-25 cm al di sotto del bordo che rappresenta&lt;br /&gt;la “linea di carico” cioè il punto limite oltre il quale l’impianto di raffreddamento non è in grado di garantire il&lt;br /&gt;mantenimento della temperatura adatta a conservare bene i cibi.&lt;br /&gt;In tutti i frigoriferi deve essere presente il termometro in posizione facilmente leggibile; risulta pertanto&lt;br /&gt;facile, anche durante l’acquisto, controllare il rispetto della temperatura .&lt;br /&gt;I surgelati, alimenti che si conservano a lungo senza l’impiego di additivi, richiedono, per mantenere&lt;br /&gt;inalterate le caratteristiche qualitative, temperature uguali o inferiori ai -18°C mentre i prodotti refrigerati&lt;br /&gt;devono essere mantenuti a temperature inferiori ai +4°C&lt;br /&gt;Evitare l’acquisto di:&lt;br /&gt;. cartoni, pellicole plastiche, bottiglie aperti o rotti;&lt;br /&gt;. scatole o barattoli di conserve gonfi o ammaccati o arrugginiti;&lt;br /&gt;. uova rotte;&lt;br /&gt;. latte, yogurt ed altri cibi che devono essere conservati refrigerati o congelati, tenuti fuori frigo&lt;br /&gt;. cibi refrigerati, congelati o surgelati tenuti al di sopra dei limiti di carico dei frigoriferi o a&lt;br /&gt;temperature non idonee&lt;br /&gt;. surgelati ricoperti da uno strato di brina che indica che hanno subito sbalzi termici;&lt;br /&gt;. prodotti ammuffiti, con colori alterati, o infestati da parassiti;&lt;br /&gt;· confezioni con pellicole plastiche o scatolame sottovuoto in cui si noti la presenza di aria (gonfi o&lt;br /&gt;bombati);&lt;br /&gt;· prodotti scaduti.&lt;br /&gt;Consigli utili mentre si fa la spesa:&lt;br /&gt;Scegliere sempre i cibi refrigerati o congelati/surgelati come prodotti lattiero caseari, carni, pesce,&lt;br /&gt;verdure surgelate, ecc., verso il termine del giro di spese in modo di ridurre al minimo il tempo di&lt;br /&gt;esposizione alle temperature ambientali dei prodotti.&lt;br /&gt;I cibi congelati/surgelati e refrigerati dovrebbero essere posti, nei contenitori per la spesa, a contatto&lt;br /&gt;tra loro in modo da garantire una miglior conservazione. Per i prodotti surgelati è opportuno&lt;br /&gt;munirsi degli appositi sacchetti termici in grado di prevenire scongelamenti.&lt;br /&gt;L’acquisto di pollo arrosto od altri piatti pre-cucinati caldi deve avvenire come ultima cosa prima&lt;br /&gt;di lasciare il punto vendita. Questi prodotti devono essere posti in contenitori o borse separate dai&lt;br /&gt;prodotti freddi. Evitarne l’acquisto se si devono percorrere lunghi tratti per raggiungere il posto in&lt;br /&gt;cui consumarli.&lt;br /&gt;Evitare di sovraccaricare le borse della spesa accumulando prodotti alimentari e non; questo&lt;br /&gt;potrebbe provocare la rottura di confezioni con possibile inquinamento dei cibi.&lt;br /&gt;Chiedere sempre un sacchetto impermeabile per le carni fresche al fine di evitare la fuoriuscita di&lt;br /&gt;liquidi che possono contaminare altri prodotti.&lt;br /&gt;Dopo aver effettuato acquisti di alimenti andare sempre direttamente a casa.&lt;br /&gt;Evitare di lasciare i cibi sull’auto esposta al sole tenendo conto che in estate si possono raggiungere i&lt;br /&gt;+50° C e oltre, temperature in grado di rendere inutili tutte le precauzioni precedenti con gravi&lt;br /&gt;alterazioni dell’alimento.&lt;br /&gt;Se il posto dove vengono effettuati gli acquisti richiede più di mezz’ora di viaggio, soprattutto&lt;br /&gt;nella stagione calda, è opportuno munirsi di contenitori termici (le comuni borse da pic-nic o&lt;br /&gt;quelle apposta per i surgelati) per l’acquisto di alimenti che devono essere conservati con il&lt;br /&gt;freddo.&lt;br /&gt;Quando si arriva a casa, immediatamente porre i prodotti che lo richiedono in frigorifero o in&lt;br /&gt;congelatore&lt;br /&gt;Attenzione a non lasciare alimenti freschi esposti all’ambiente: le mosche domestiche ed alcune&lt;br /&gt;altre specie spesso presenti nelle nostre abitazioni oltre a diffondere microrganismi, sono in grado&lt;br /&gt;di deporre le uova in pochi secondi e possono, nelle condizioni adatte, essere sufficienti poche ore&lt;br /&gt;per la schiusura delle larve.&lt;br /&gt;Se si rilevano irregolarità nella conservazione presso il punto vendita, è opportuno evitare&lt;br /&gt;di acquistare i prodotti segnalando al titolare dell’esercizio o al direttore del supermercato i&lt;br /&gt;problemi riscontrati.&lt;br /&gt;Se giunti a casa ci si accorge di aver acquistato prodotti danneggiati occorre restituirli al venditore o&lt;br /&gt;rivolgersi direttamente al produttore mediante i numeri verdi messi a disposizione del cliente da parte di un&lt;br /&gt;gran numero di aziende.&lt;br /&gt;Nel caso lo si ritenga opportuno si può anche segnalare i problemi alla A.S.L. lasciando le confezioni del&lt;br /&gt;prodotto quanto più possibile integre. Per esempio se si riscontra la presenza di alterazioni in un alimento&lt;br /&gt;confezionato, evitare di aprire anche le eventuali confezioni ancora integre disponibili.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4349991454594970142-57337966107737009?l=ambientesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ambientesalute.blogspot.com/feeds/57337966107737009/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/10/comprare-gli-alimenti-e-conservarli-in.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/57337966107737009'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4349991454594970142/posts/default/57337966107737009'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ambientesalute.blogspot.com/2009/10/comprare-gli-alimenti-e-conservarli-in.html' title='COMPRARE GLI ALIMENTI E CONSERVARLI IN MODO SICURO'/><author><name>MARILENA</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03093332347181116248</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Wt89rI7L4ck/SsSQa-lb9iI/AAAAAAAAAA4/q7bo-XZOgY4/s72-c/16.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
