lunedì 12 ottobre 2009

blatte, insospettabili intrusi notturni






Questa
settimana parleremo di quei fastidiosi insetti che si aggirano prevalentemente durante la notte: le
blatte. A spiegare come sono fatti e quali rimedi si possono attuare per evitare la loro presenza
nelle case, ce lo spiega Fancesco Clausi, consulente della ditta Puliter (www.lapuliter.it) di
Imperia.
“Comunemente chiamati ‘scarfaggi’ – spiega Clausi -, le blatte sono insetti primitivi (i reperti
fossili testimoniano la loro esistenza da oltre 300 milioni di anni), conosciuti soprattutto per i
danni che arrecano agli alimenti, il loro vivere nel sudicio, l'aspetto ripugnante ed il cattivo
odore che lasciano durante il loro cammino. L'habitat naturale è quello della lettiera umida
delle foreste tropicali ed equatoriali. Sono dotati di apparato boccale masticatore che gli
consente di cibarsi di ogni tipo di materiale organico, preferendo sostanze ricche di amidi e
zuccheri semplici. La loro identificazione è facilitata da una morfologia inconfondibile: forma
ovaloide, antenne filiformi lunghe quasi quanto il corpo (organi sensotattili utilizzati per
sondare gli spazi), occhi larghi e ridotti, ali anteriori sovrapposte, due ‘cerci’ addominali nella
parte terminale dell'addome, colorazione variabile dal marrone al nero e dimensioni che vanno
dai 2-3 mm a circa 4 cm. Molte specie sono incapaci di volare e, a seconda del sesso, le ali
possono essere diversamente sviluppate".
In Italia le specie più comuni introdotte in ambiente urbano e provenienti dal continente africano
sono:
1. Blatta orientalis o scarafaggio nero tipico d'ambienti freschi. Si presenta con una colorazione
uniforme nera lucente e misura 20-27 mm di lunghezza ed è incapace di volare. Si è adattata
nelle parti basse degli edifici, abbondando nelle fognature
2. Blattella germanica o fuochista: termofila, quindi adattata agli ambienti caldo – umidi. E’ la
più piccola delle blatte domestiche comuni (10-15 mm). È la principale responsabile
d'infestazioni di cucine, ristoranti, pasticcerie, mense, magazzini, bar (in particolare macchine del
caffé e motori dei banchi frigo) ed in tutti i luoghi dove sono presenti derrate alimentari e fonti di
calore.
3. Supella longipalpa o blatta dei mobili che condivide gli stessi ambienti di blattella germanica.
Rinvenuta in Italia 30-40 anni fa, misura 10-14 mm di lunghezza. Questa specie condivide gli
stessi ambienti di Blattella, ma è ancora più attiva ed infestante perché è in grado di nutrirsi di
carta e svariati materiali organici.
4. Periplaneta americana, presente sia negli ambienti caldi sia umidi. In Italia si è stabilizzata
nel Centro–Sud, specialmente in prossimità dei porti. Si riconosce molto bene per le sue
dimensioni: gli adulti, infatti, arrivano fino a 49 mm di lunghezza. Conosciute soprattutto per le
infestazioni ed i danni prodotti all'interno di cucine industriali, stive di navi, carceri, anche se
non disdegnano bagni pubblici, discariche e fogne, dove si contende gli spazi con Blatta
orientalis.
"Come tutte le blatte - spiega ancora il consulente della Puliter -, le quattro specie sono attive
principalmente durante le ore notturne, mentre durante il giorno si riparano nelle crepe dei
muri, nei controtelai di porte e finestre, nelle canalette di servizi elettrici ed idraulici, nelle
intercapedini ed in altri angoli riparati (in particolare bagni, cucine, cantine e magazzini). Sono
insetti gregari, longevi e lenti nell'accrescimento.
"La presenza delle blatte in ambiente urbano rappresenta un reale pericolo di contaminazione del
cibo conservato dall'uomo per se stesso e per gli animali allevati e domestici. La caratteristica
potenzialmente più dannosa di questi insetti è quella di rigurgitare parte del cibo di cui si nutrono
e di defecare durante il pasto. Le infestazioni, infatti, rendono inutilizzabili gli alimenti per la
presenza di escrementi, resti di esemplari morti e per l'assorbimento di odori sgradevoli.
Ricerche di laboratorio hanno dimostrato che possono veicolare più di 40 specie di batteri
patogeni (agenti di dissenterie, febbri, tifoidi, botulismo e colera), svariati virus (fra cui coxackie,
vari ceppi della poliomielite e probabilmente dell'epatite), parassiti (nematodi, cestodi) e protozoi
patogeni (amebe, guardie, toxoplasma)".
"Eliminare questi insetti è un'impresa ardua - conclude Francesco Clausi -, generalmente
richiede dei mesi e deve essere effettuata da ditte specializzate le quali, monitorando la
situazione effettuano una valutazione accurata del livello di contaminazione. Credo quindi che
sia più utile dare qualche suggerimento per evitare la presenza di questi insetti".
Le principali accortezze e regole igieniche da seguire sono:
1. Evitare di lasciare cibo non conservato con chiusure ermetiche e residui organici (anche
poche briciole possono alimentare un gran numero di blatte) nei luoghi potenzialmente più
a rischio come cucine, dispense e bagni pubblici;
2. Mantenere una costante ed accurata pulizia delle attrezzature di cucina, facendo
attenzione alle cappe aspiranti, intercapedini ed al retro di frigoriferi;
3. Ricordarsi di gettare almeno giornalmente l'immondizia e chiudere i rifiuti con un
apposito coperchio;
4. Eliminare ogni tipo di ristagno d'acqua e perdite, anche se ritenute insignificanti".

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